Corriere della sera - 9 aprile 2002

In fila per un ruolo nel musical dei Pooh

Milano, si presentano oltre 700 aspiranti attori ai provini del «Pinocchio»

 
MILANO - Inconsueta animazione ieri mattina nella piccola galleria che conduce all’ingresso del Teatro Nuovo a Milano: per la giornata di audizioni indetta per selezionare i protagonisti del «Pinocchio» in formato musical sono arrivati più di 700 aspiranti. Una volta schedati vengono rivestiti con magliette di colori diversi a seconda del ruolo per il quale si propongono: bianca per Pinocchio, gialla per Geppetto, rossa per Mangiafuoco, bluette per la Fata Turchina, verde per la Volpe, arancione per il Gatto. Il regista Saverio Marconi e i Pooh, autori delle musiche originali, osservano i 700 candidati ai 6 ruoli principali. Quando arrivano al loro cospetto hanno già superato una prima selezione svolta rapidamente in un paio di salette laterali. E per la maggior parte di loro il sogno di far parte del cast si infrange lì. Come per Domenico Panetta da Caulonia Marina (Reggio Calabria), 28 anni: «E’ andata male, e sospetto che sia già tutto deciso. Pazienza. La voglia di cantare non mi è passata». Il romano Fabio Massimo Casavecchia, 39 anni, sogna di incarnare mastro Geppetto. Canta «Tanta voglia di lei», hit dei Pooh, scelta che suona un po’ ruffiana: «Ho saputo all’ultimo momento dell’audizione e così ho proposto la canzone che amo di più». Come Geppetto si propone anche Pietro Pignatelli, trentenne napoletano. Convince, tanto che gli consegnano lo spartito di uno dei brani del musical perché lo studi e si ripresenti sul palco qualche ora dopo: «Ho fatto centinaia di provini in vita mia. Ho lavorato in "Grease", ora ho una parte in "Scugnizzi"». Stakanovista di provini si dichiara anche la milanese Lorena Crepaldi: «Ma a 41 anni non sarei credibile come Fatina».
Tantissime ragazze sognano di impersonare la Fata Turchina. Serena Romanelli, 21 anni, da Lanciano (Chieti): «Recito e canto a livello amatoriale. Chissà che non riesca a fare il salto di qualità proprio per la magia della fatina buona. Ma tengo i piedi per terra e studio psicologia».
E Pinocchio? Difficile trovarne uno con i requisiti richiesti: età tra i 18 e i 25 anni, statura bassa, capacità acrobatiche e grandi doti vocali.
Gloria Pozzi
Molte ragazze sognano di interpretare la Fata Turchina, a un trentenne napoletano il ruolo di Mastro Geppetto

Teatro Nuovo, la carica dei 700 Pinocchi

Folla di aspiranti attori ai provini per il musical dei Pooh ispirato a Collodi

 
Che non fosse un lunedì mattina qualunque lo si intuiva dalla inconsueta animazione della galleria che conduce all’ingresso del Teatro Nuovo: per la giornata di audizioni indetta per selezionare i protagonisti del «Pinocchio» in formato musical sono arrivati centinaia di aspiranti, più di 700. Una volta schedati vengono rivestiti con magliette di colori diversi a seconda del ruolo per il quale si propongono: bianca per Pinocchio, gialla per Geppetto, rossa per Mangiafuoco, bluette per la Fata Turchina, verde per la Volpe, arancione per il Gatto. Quando arrivano al cospetto del regista Saverio Marconi e dei Pooh, autori delle musiche originali, hanno già superato una prima selezione svolta rapidamente in un paio di salette laterali. E per la maggior parte di loro il sogno di far parte del cast si infrange lì. Come per Domenico Panetta da Caulonia Marina (Reggio Calabria), 28 anni: «E’ andata male, e sospetto che sia già tutto deciso. Pazienza. La voglia di cantare non mi è passata». Il romano Fabio Massimo Casavecchia, 39 anni, sogna di incarnare mastro Geppetto. Canta «Tanta voglia di lei», hit dei Pooh, scelta che suona un po’ ruffiana: «Ho saputo all’ultimo momento dell’audizione e così ho proposto la canzone che amo di più», assicura. E rivela: «Sono reduce dal set del "Pinocchio" di Benigni: mi vedrete tra gli abitanti del Paese dei Balocchi». Come Geppetto si propone anche Pietro Pignatelli, trentenne napoletano. Convince, tanto che gli consegnano lo spartito di uno dei brani inediti del musical perché lo studi e si ripresenti sul palco qualche ora dopo: «Ho fatto centinaia di provini in vita mia. Ho lavorato in "Grease", ora ho una parte in "Scugnizzi"». Stakanoviste di provini si dichiarano anche la milanese Lorena Crepaldi: «A 41 anni non sarei credibile come Fatina! Alle spalle ho 15 anni di prosa e partecipazioni a "Grease", "Le notti di Cabiria", "Chorus Line"»; e Francesca Taverni, 34 anni, fiorentina residente a Bologna, già nel cast di «Rent»: «Mi presenterò anche al casting per "Chicago"». Tantissime ragazze sognano di impersonare la Fata Turchina. Serena Romanelli, 21 anni, da Lanciano (Chieti): «Recito e canto a livello amatoriale. Chissà che non riesca a fare il salto di qualità proprio per la magia della fatina buona. Ma tengo i piedi per terra e studio psicologia all’università». Valentina Corrao, 18 anni, da Bettola di Pozzo: «Cercano qualcuno con un aspetto da bimba: potrei essere giusta, no?». Stella Rotondaro, indiana naturalizzata fiorentina: «Con il colore della mia pelle non credo di poter essere scelta come fatina, ma io ci provo lo stesso».
E Pinocchio? Difficile trovarne uno nella massa con i requisiti richiesti: età tra i 18 e i 25 anni, statura bassa, capacità acrobatiche e grandi doti vocali.
Gloria Pozzi
«Sarà un kolossal dei sentimenti» La promessa di regista e cantanti

 
«E’ un momento delicatissimo quello delle audizioni: l’idea che ci si era fatta di un personaggio diventa di carne e ossa e cambia», dice il regista Saverio Marconi, che al musical di Pinocchio, in collaborazione con i Pooh, lavora da oltre due anni. Il debutto è per febbraio 2003 a Milano, con grande orchestra e con i Pooh quasi sicuramente a tratti anche loro sulla scena. «Non in un teatro canonico ma in uno spazio particolare adatto a uno spettacolo kolossal con tanti effetti speciali ma anche con tanti sentimenti». Il regista Marconi, che firma anche la sceneggiatura dei recitativi insieme con Pierluigi Ronchetti, cerca un Pinocchio «giovanissimo, snodato e acrobatico», un Geppetto «più papà che nonno», una fatina «che sia bambina come la descriveva Collodi e non una donna giovane come nel cartoon di Disney o matura come nel film di Comencini», una Volpe «femminile e più matura del maschile Gatto», un Mangiafuoco «corpulento, con la voce da basso lirico».
Si divertono un mondo, i Pooh, durante l’audizione per i personaggi protagonisti, cui seguiranno quelle per formare il corpo di ballo: il 15 aprile per i maschi e il 21 per le femmine all’Open Dance Center (via Meucci, 73). «L’ultima nostra audizione risale al 1973: quando dovevamo trovare il sostituto di Riccardo Fogli. Incontrammo tutti i bassisti d’Italia, o quasi, prima di scegliere Red», racconta Roby Facchinetti. E Stefano D’Orazio racconta come i Pooh si sono accostati alla fiaba di Collodi: «Abbiamo voluto enfatizzare i rapporti affettivi tra Geppetto e Pinocchio e tra Pinocchio e la fatina. Perché noi Pooh con i sentimenti siamo sempre andati forte». Sottolinea Dodi Battaglia: «Per ciascun personaggio abbiamo trovato un colore musicale particolare». E rincara Red Canzian: «Musicalmente ci siamo lasciati completa libertà. Abbiamo creato una trentina di canzoni, partendo dai testi scritti da Stefano con Valerio Negrini e non dalla musica, come facciamo da sempre: alcune hanno i colori del rock, altre hanno atmosfere jazz, altre ancora hanno il respiro della musica sinfonica».
All’unisono i quattro inossidabili Pooh si dicono sorpresi e felici: «Per il livello altissimo dei provini cui abbiamo assistito. E’ evidente che di nuovi voci di talento ce ne sono davvero tante».
G. Po
«Che gran divertimento tutte queste audizioni»

 
MILANO - Si divertono un mondo i Pooh durante l’audizione: «L’ultima risale al 1973: l’avevamo organizzata per trovare il sostituto di Riccardo Fogli. Incontrammo tutti i bassisti d’Italia, o quasi, prima di scegliere Red», racconta Roby Facchinetti. E Stefano D’Orazio racconta come i Pooh si sono accostati alla fiaba di Collodi: «Abbiamo voluto enfatizzare i rapporti affettivi tra Geppetto e Pinocchio e tra Pinocchio e la fatina. Perché noi Pooh con i sentimenti siamo sempre andati forte». Sottolinea Dodi Battaglia: «Per ciascun personaggio abbiamo trovato un colore musicale particolare». E rincara Red Canzian: «Musicalmente ci siamo lasciati completa libertà. Abbiamo creato una trentina di canzoni: alcune con i colori del rock, altre con atmosfere jazz, altre ancora con il respiro della musica sinfonica».