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Continua l'appuntamento con la nuova rubrica
" Io e il Musical"
Questa volta Massimo Davico ha intervistato Marco Columbro!


columb1.jpg (12498 byte)I musical stanno ottenendo grande successo qui in Italia. Cosa ne pensa?
Io credo che se una cosa ha successo, alla base c’è sempre la qualità. In Italia prima c’era solo la commedia musicale di Garinei e Giovannini, che indubbiamente hanno lasciato il segno e ancora hanno un pubblico fedele. Da qualche anno la Compagnia della Rancia è riuscita ad imporre il musical. C’è riuscito Saverio Marconi perché ha offerto un prodotto di qualità, riuscendo a mettere insieme collaboratori validi, artisti capaci. Il musical credo che sia uno degli spettacoli più difficili ed anche più costosi.
Quest’anno oltre alle produzioni della Rancia e di Musical Italia ci sono moltissimi altri musical. Un teatro di Milano ha addirittura dedicato tutta la stagione a questo genere.
Io spero che siano all’altezza. Bisogna stare molto attenti. Mi ripeto: il musical è un genere difficile. Occorre prima di tutto saperlo fare, e poi occorrono i mezzi economici per produrlo. Se viene fatto solo per inseguire un genere che è di moda, ma non si hanno le capacità ed i finanziamenti, si rischia davvero di deludere il pubblico. Del resto Garinei e Giovannini sono stati per decenni gli unici a permettersi la commedia musicale, anche perché avevano prima di tutto un teatro di proprietà, e questo già conta moltissimo.
C’è uno spettacolo "musical" – anche mai giunto in Italia – che ricorda particolarmente?
Direi senz’altro "Cats". Io l’ho visto a Londra e a Vienna e mi ha davvero colpito, perché è davvero un grande spettacolo, interpretato da artisti con una presenza scenica eccezionale, con voci straordinarie; la musica è bellissima e le coreografie perfette.
Ci sono spettacoli che a Londra e New York stanno in scena per oltre dieci anni. Pensa che in Italia sarà possibile fare altrettanto?
Penso sia molto difficile perché c’è una cultura teatrale molto diversa. Però…chissà, in futuro le cose potrebbero cambiare. Del resto Lorella (Cuccarini) è già riuscita in un vero miracolo. Il suo "Grease" ha battuto ogni record.
Il musical può avere successo in televisione?
Dipende. Una semplice ripresa a teatro credo che non renderebbe. Invece con un vero adattamento televisivo, come si faceva già in passato del resto, credo potrebbe piacere molto al pubblico. Forse Lorella ci sta già pensando…
Le piacerebbe interpretare un musical?
No. Il musical mi piace come spettatore, ma non m’interessa come attore. Anche perché appunto io amo essere attore, ma non sono un cantante e neppure un ballerino. Quindi non mi sentirei "giusto" in un musical. Mi piacerebbe invece interpretare una commedia musicale. Se avessi una proposta interessante in quel senso penso che accetterei.
Quest’anno quindi a teatro in cosa potremo applaudirla?
In una commedia di Bernard Slade dal titolo "Alla stessa ora il prossimo anno". E’ una commedia che ritengo molto bella, molto particolare. In America ha vinto il Tony Award, l’Oscar del Teatro. E’ considerata la migliore commedia di Slade. Al mio fianco ci sarà Maria Amelia Monti e la regia sarà di Patrick Rossi Gastaldi. E’ la storia di due persone che si conoscono in un albergo, passano la notte insieme e fanno l’amore. Al mattino, quando si svegliano, entrambi confessano di essere già sposati. Nessuno dei due però vuole rinunciare a questa nuova, insperata, felicità; e così decidono che dedicheranno al loro amore una giornata ogni anno, nello stesso giorno. La cosa va avanti per trent’anni. E così in palcoscenico vengono portati i cambiamenti non solo dei protagonisti, ma anche quelli di costume e di storia dagli anni ’50 agli anni ’80 ed anche le rispettive, diverse, famiglie. E’ un testo molto divertente, ma anche con momenti forti e drammatici. Si ride moltissimo comunque.
E noi verremo ad applaudirLa, in attesa di una commedia musicale!

A cura di Massimo Davico