“Wicked: The Life and Times of the Wicked Witch of the West“, il celebre romanzo di Gregory Maguire da cui è nato il musical “Wicked” e la recente saga cinematografica, è stato inserito tra i libri vietati dal Consiglio Statale dell’Istruzione dello Utah.
Dal 2024 lo stato ha avviato una vasta operazione di rimozione di titoli dalle biblioteche scolastiche pubbliche: attualmente sono 22 i libri sotto processo di censura. Wicked è tra i tre volumi banditi ufficialmente il 5 gennaio, insieme a Nineteen Minutes di Jodi Picoult e The Perks of Being a Wallflower di Stephen Chbosky.
Nell’elenco figurano anche opere come What Girls Are Made Of di Elana K. Arnold, Milk and Honey di Rupi Kaur, Water for Elephants di Sara Gruen – che ha ispirato anche un musical di Broadway – e molti altri titoli.
A fronte di questi provvedimenti, l’American Civil Liberties Union ha avviato una causa davanti al Tribunale Distrettuale Federale dello Utah, rappresentando autori come Kurt Vonnegut, Arnold, Ellen Hopkins, Amy Reed e due studenti delle scuole superiori rimasti anonimi. Secondo l’ACLU, eliminare libri con valore letterario e adatti agli studenti significa violare le tutele garantite dal Primo Emendamento.
La controversa legge dello Utah sui “materiali sensibili”, approvata nel 2022 e rivista nel 2024, obbliga scuole e biblioteche a eliminare numerose opere su decisione del legislatore statale. Tra i primi testi rimossi figuravano Slaughterhouse-Five di Vonnegut e The Bluest Eye della premio Nobel Toni Morrison. Molti dei libri colpiti danno voce a categorie storicamente marginalizzate: autori di colore, donne, scrittori LGBTQ+. Tra questi compaiono anche The Kite Runner di Khaled Hosseini e I Know Why the Caged Bird Sings di Maya Angelou. Lo stesso Maguire, da sempre impegnato in difesa dei giovani lettori, dovrebbe intervenire pubblicamente sulla vicenda.
Nanette Vonnegut ha ricordato come nel 1975 anche il libro di suo padre fu censurato in una scuola di New York, episodio che portò a una storica sentenza della Corte Suprema. “Mio padre considerava le biblioteche fondamentali perché le parole sono strumenti potentissimi. Oggi, la scelta di vietare libri come Slaughterhouse-Five priva gli studenti della libertà di crescere e formarsi”, ha dichiarato.
Tom Ford, avvocato dell’ACLU dello Utah, ha ribadito che il diritto di leggere è inscindibile dalla libertà di espressione e che la legge attuale sopprime libri legalmente protetti, zittendo autori e limitando gli studenti.
A parlare è stato anche uno degli studenti coinvolti nella causa: “Per molti di noi, le biblioteche sono il primo luogo in cui ci riconosciamo. Quando quei libri spariscono, il messaggio è chiaro: alcune storie contano, altre no. La censura non elimina solo idee, ma rende le scuole luoghi più poveri e più ostili, privandoci della possibilità di imparare davvero”.

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