“Camicette bianche”, musical in tour

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Scritto da: Redazione • 7 Febbraio 2026
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Un musical per risvegliare le coscienze attraverso una storia tutta italiana di primo Novecento: è “Camicette Bianche – il musical”, il cui testo, adattamento musicale e regia sono a firma di Marco Savatteri. Un’opera originale e fortemente corale, che omaggia gli albori del percorso di lotta per i diritti delle donne e che celebra il ricordo dei nostri emigrati, raccontati dalla vicenda di cronaca realmente accaduta a Clotilde Terranova, una delle tante storie raccolte nel saggio di Ester Rizzo per Navarra Editore. La tragedia moderna delle sartine siciliane morte in fabbrica, oggi diventa il cuore della narrazione scenica fatta dal regista, a cura di Savatteri Produzioni e Teatro Pirandello, con la produzione esecutiva di ENPI Entertainment.
“Il tour nazionale di Camicette Bianche parte dal teatro Pirandello, e non è un caso perché il Teatro Pirandello all’unanimità ha deciso di riconoscere il giusto tributo alla qualità della compagnia di Marco Savatteri e di compartecipare nella produzione di questo spettacolo”, dice Alessandro Patti, presidente della Fondazione Teatro Pirandello.
Dopo il successo a Milano dello scorso anno, la tournée nazionale avrà inizio dal Teatro Pirandello di Agrigento il 7 febbraio, per poi girare l’Italia con repliche a Palermo (19 feb., Teatro Al Massimo), Caltanissetta (20-21 feb., Teatro Rosso di San Secondo), Marsala (6 mar., Teatro Impero), Napoli (7-8 mar., Teatro Trianon Viviani), Roma (10 mar., Teatro Brancaccio, con partner l’associazione “Donne al Centro”), poi Ascoli Piceno (12 mar., Teatro Ventidio Basso) e infine Catania (31 mar., Teatro Metropolitan).
Un’occasione unica per conoscere una delle vicende che hanno dato luogo nel mondo alle celebrazioni per l’8 marzo. Il tutto sulle note di brani della tradizione popolare italiana riadattati in chiave teatrale, uniti alle canzoni più antiche, canticchiate dagli italo americani per “sentirsi a casa”, che divengono colonna sonora della vita di Clotilde. La donna, fu coinvolta nel famoso incendio della fabbrica di camicette bianche “Triangle Shirtwaist Company”, a New York. Era il 25 marzo del 1911, giorno in cui morirono 147 persone, quasi tutte donne, 38 delle quali erano sartine emigrate dalla Sicilia e dall’Italia.
La vicenda al centro dello spettacolo, un dramma made in Sicily, inizia pochi anni prima all’alba del 1907, con un viaggio dalla Sicilia a La Merica. Era un destino che coinvolse molta gente, quello di una partenza compiuta da migliaia di italiani, carichi di speranza per raggiungere vittoriosi le coste di Ellis Island e registrarsi per iniziare una nuova vita con cui dimenticare la miseria. Come un filo di spago intorno alla valigia di cartone, le vite dei nostri emigrati sono così legate alle vite dei migranti di ogni tempo. Così Clotilde s’imbarca, per raggiungere sua sorella Rosa che era già partita prima di lei.
L’autrice del libro, il titolo è “Camicette Bianche – oltre l’8 marzo”, aveva ricercato i nomi delle sartine che furono vittime dell’incendio, cercando di dare dignità alle tante operaie italiane dimenticate che perirono nella fabbrica. Rizzo scoprì che molte di quelle donne erano siciliane e iniziò a ricostruire per non dimenticare il passato. Documenti del tempo incrociati a quelli personali delle operaie, per scoprire le città di provenienza di ognuna e far loro intitolare vie, strade e piazze. Così Savatteri inizia a scrivere una drammaturgia in memoria di questa storia, sullo sfondo del fenomeno della grande emigrazione. Lo spettacolo ha ricevuto negli anni diversi riconoscimenti, tra questi il Premio Eccellenza Italiana di Massimo Lucidi a Washington D.C. nel 2025, presso il National Press Club.
Camicette bianche è anche la storia di una compagnia teatrale, di artisti siciliani che Savatteri ha aggregato per raccontare sul palco il Patrimonio Culturale dell’Italia nel mondo, attraverso una coinvolgente esperienza teatrale: “Questo progetto teatrale è una scommessa che punta sui giovani e sul Sud e vuole invertire la forza centrifuga che spinge i talenti e i cervelli a fuggire dal meridione, per produrre teatro e arte in Sicilia da esportare con orgoglio e fierezza. Tanti teatri italiani stanno rispondendo a questo appello, come il Teatro Pirandello di Agrigento e la realtà Enpi Entertainment, ma anche i prestigiosi, Teatro Al Massimo di Palermo, Teatro Brancaccio di Roma o lo storico Trianon Viviani di Napoli che hanno creduto in questa operazione”, racconta l’autore e regista Savatteri.
(Foto © Giuditta Bonelli)

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