Enzo Iacchetti (The Producers, Il Vizietto, Tootsie) ha formalmente diffidato Meta Platforms chiedendo la rimozione immediata di una serie di contenuti, diffusi su Facebook, «gratuitamente offensivi, oltre che falsi, usurpativi dell’immagine e tesi ad istigare all’odio. Contenuti che ledono l’onore, l’immagine e la reputazione dell’artista, nonché la sua serenità e libertà morale». Secondo i legali del conduttore di «Striscia la Notizia, i post segnalati, provenienti da diversi profili, presentano fotomontaggi e testi calunniosi e mendaci, alcuni che lo accostano all’ideologia nazista, «del tutto estranei a qualsiasi forma di legittima manifestazione del pensiero, oltre che in violazione del diritto all’immagine e degli standard della community della piattaforma».
Iacchetti ha così spiegato la sua decisione: «In tanti anni non ho mai ricevuto critiche così violente. Quello che è accaduto in queste ultime settimane è qualcosa che va oltre. Non si tratta di critica o di opinioni contrarie: si tratta di contenuti costruiti per umiliare, di fotomontaggi offensivi, di accostamenti a simboli che evocano ideologie drammatiche della nostra storia. Una campagna di fango sistematica e organizzata, inaccettabile. Questo mi ha ferito profondamente, anche sul piano personale. Ma non è questo il punto più grave. La cosa più grave è l’istigazione all’odio, l’uso dei social strumentale e offensivo che non ha nulla a che vedere con il confronto e le critiche. Mi hanno descritto, e continuano a farlo, come un nazista, un antiitaliano, un criminale, con l’unico obiettivo di alimentare odio nei miei confronti. Una rivoltante gogna mediatica che non è più tollerabile. Tutto ciò per aver difeso la memoria di 25.000 bambini massacrati in Palestina. Quindi sto solo cercando di difendermi».
Nella diffida, inviata a Meta Platforms Ireland Ltd e Meta Platforms, Inc., si chiede la rimozione dei contenuti, nonché l’adozione di misure idonee a impedirne la reiterazione, riservandosi in caso contrario «ogni azione in sede giudiziaria, anche d’urgenza, «per il risarcimento dei danni subiti». In alcuni dei post segnalati, il conduttore viene raffigurato con baffi che richiamano esplicitamente l’iconografia di Adolf Hitler, mentre in altri viene rappresentato in atteggiamenti e contesti ostili all’Italia, «con l’evidente intento di denigrare e mistificare la sua immagine pubblica».
Parallelamente, Iacchetti ha annunciato una denuncia-querela nei confronti degli autori dei post offensivi e diffamatori, ritenuti responsabili della diffusione consapevole di contenuti falsi, denigratori e istigatori all’odio, in relazione all’ipotesi di diffamazione aggravata e a ogni ulteriore fattispecie di reato che dovesse emergere nel corso delle indagini. La decisione sarebbe stata presa da Iacchetti per tutelare non solo la propria immagine e reputazione, ma anche per contrastare con fermezza l’uso distorto dei social network come veicolo di odio e disinformazione.
Si legge nella querela: «Come avviene per ogni personaggio pubblico, Enzo Iacchetti ha sempre accettato il confronto e anche le critiche più aspre, nel rispetto della libertà di espressione e del pluralismo delle opinioni. Ben diverso, però, è il caso di accuse volgari, mortificanti e basate su deliberata mistificazione, che travalicano ogni forma di critica legittima e si trasformano in aggressioni reputazionali, amplificate dall’uso distorto dei social network e accompagnate da evidenti intenti di incitamento all’odio. Contenuti che non possono e non devono essere tollerati». (Fonte: corriere.it)

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