Il musical “Jeezus!” sarà a Londra questa primavera con una versione ampliata e ripensata, dopo aver attirato grande attenzione e ottenuto un importante riconoscimento al Festival di Edimburgo nel 2025.
La nuova produzione, realizzata in collaborazione tra la compagnia Alpaqa — collettivo guidato da artisti con background migratorio — e il New Diorama Theatre, andrà in scena proprio al New Diorama Theatre di Londra dal 21 aprile al 9 maggio 2026, con una serata stampa prevista per il 24 aprile.
Ambientato nel Sud America degli anni Novanta, in un clima politico segnato da un regime autoritario, lo spettacolo racconta la storia di una famiglia legata agli ambienti militari. Il figlio adolescente, profondamente devoto, si prepara a un importante sacramento cattolico, ma inizia a mettere in discussione la propria educazione religiosa quando desideri inattesi si intrecciano con l’immagine sacra che ha sempre venerato. Tra ironia graffiante e momenti di forte intensità emotiva, la vicenda esplora identità, potere, eredità culturale, colonialismo e conflitto tra fede e sessualità.
Il testo è scritto e interpretato da Sergio Antonio Maggiolo, protagonista in scena, affiancato dal performer Guido Garcia Lueches, con cui condivide diversi ruoli. La regia è firmata da Laura Killeen. Fondamentale la componente musicale eseguita dal vivo, che fonde pop latino, salsa, cumbia e ritmi urbani contemporanei, contribuendo a dare allo spettacolo un’energia vibrante e contrastante rispetto all’ambientazione domestica della storia.
Maggiolo ha sottolineato che Jeezus! non nasce per irridere la religione, ma per confrontarsi con le sue ambivalenze: la capacità di offrire appartenenza e, allo stesso tempo, di imporre confini. Cresciuto in un contesto in cui la fede rappresentava un elemento centrale dell’identità collettiva, l’autore ha voluto raccontare cosa significhi sentirsi accolti e respinti dalla stessa tradizione.
Secondo il teatro ospitante, lo spettacolo si distingue per energia, audacia e consapevolezza politica, portando al centro della scena londinese storie queer e diasporiche ancora troppo raramente rappresentate.
(Foto © Héctor Manchego)


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