Malika Ayane: l’amore per la figlia Mia

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Scritto da: Redazione • 14 Giugno 2022
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Pur essendo ancora giovanissima, Malika Ayane (Evita) è già mamma di una ragazza di nome Mia, che rappresenta per lei un grande orgoglio. La ragazza, che oggi ha16 anni, è nata quando la cantante non aveva ancora raggiunto la popolarità ed è frutto di una relazione di breve durata, ma di cui lei non ha mai voluto parlare con dovizia di particolari.
Nonostante le difficoltà che può provare una giovane poco più di vent’anni, lei si è rimboccata le maniche e ha fatto il possibile per non fare mancare niente alla sua bambina: “Se non hai la fortuna di incontrare subito una persona con cui stare tutta la vita, è sacrosanto cercare di essere felici, di non accontentarsi. È anche quello che tento di insegnare a mia figlia Mia, che ha finalmente l’età per capire che avere una madre bislacca non è poi una tragedia– ha raccontato in un’intervista. Le due, grazie anche alla poca differenza d’età che le separa, sono davvero unitissime e fanno il possibile per condividere tanti momenti insieme.
Gli impegni professionali portano spesso l’ex di Cesare Cremonini a stare lontana da casa, a volte anche per periodi più o meno lunghi, ma lei cerca di fare il possibile per non essere assente dalla vita della figlia. “In famiglia si è sempre lavorato parecchio. Mia mamma ha fatto per una vita la colf, poi è diventata un’infermiera per malati di Alzheimer – ha detto in un’intervista al ‘Corriere della Sera’ -. La nonna era la segretaria del direttore della Standa negli anni ‘50: a casa mia la frase era “studia pure la musica, ma trovati un lavoro. La cantante del locale era malata, il suo sostituto neppure sapeva le parole del brano. L’ho corretto e lui mi ha gridato: “E allora canta tu”. Ci ho guadagnato un contrattino. Subito dopo sono andata a cantare jingle pubblicitari e nel frattempo sono diventata mamma. I papà è stato presente, ma il tema della conciliazione mi è stato fatto notare, in chiave decisamente maschilista. Ho macinato chilometri in autostrada di notte per tornare da mia figlia: se lo fa un collega è un super papà, se lo fa una donna è scontato. E a un uomo non vengono fatte domande del tipo “ma come fai ad essere in tour per 6 settimane con tua figlia a casa”.
I sacrifici fatti per lei non sono mai stati un peso ed è per questo che non può parlare male del papà di sua figlia: “Mi sono assentata solo per cose per cui valeva la pena. Avere un figlio significa anche crescerlo, preparare tre pasti sani al giorno. La maternità mi ha salvata da parecchia vita superficiale. Tutti sanno che nei 15 giorni d’estate con Mia non esisto per nessuno” – ha concluso. (Fonte: ilsussidiario.net scritto da Ilaria Macchi)

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