Raffaella Carrà: “Torno a cantare per Natale, ma mi manca il reggaeton”

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Scritto da: Redazione • 28 novembre 2018
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Raffaella Carrà (Ciao, Rudy in teatro, Scaramouche in televisione) centellina le uscite pubbliche, ma alla presentazione del nuovo album “Ogni volta che è Natale“, ritorno discografico dopo 5 anni, non si risparmia. La signora della tv non aveva “nessuna intenzione” di tornare a cantare, per questo ha posto una condizione: avere un inedito. Con una spina nel cuore: una versione, cassata, di “Feliz Navidadin salsa reggaeton: “Non è giusto, è un ritmo che ho dentro”, dice a Tgcom24.
“Non avevo nessuna intenzione di cantare – spiega Raffaella – la Sony però ha cominciato a dire, ‘Ma come, tutti gli artisti hanno un album di Natale e tu no?’. Così mi hanno convinta. Ho posto però una condizione, avere un inedito… poi mi sono divertita a fare quello che volevo”. Il singolo “Chi l’ha detto” è scritto da Daniele Magro e nel video appare anche una famiglia omosessuale: “Ho chiesto io di averla, perché è nel tempo, è nelle cose. Sono una icona gay? Ho cominciato a capire il mondo omosessuale dalla prima ‘Canzonissima’: ricevevo lettere da ragazzi che si volevano fare del male”.
La Raffa nazionale ha personalizzato le canzoni di Natale, trasformandole: “Happy XMas” è diventata un valzer, “White Christmas” è stata riarrangiata in versione swing, fuori dal canone natalizio è anche “Hallelujah”: “Ho chiesto di farne una versione lirica, con una grande orchestra e un coro straordinario e due giovani soprano, Erica Realino e Vittoriana De Amicis. Non potevo cantarla io da sola, mica ho dimenticato che sono quella del Tuca Tuca”. Un album in cui la Carrà si riconosce, la sua presenza si sente soprattutto in ne “La Marimorena”: “E’ un pezzo popolare spagnolo che parte dall’Andalusia e arriva alla rumba catalana: secondo me quando lo metti, devi ballare per forza”.
Sotto l’albero la signora della tv che il Natale lo passa cucinando spaghetti con il tonno come le ha insegnato Marcello Mastroianni, vorrebbe trovare un regalo speciale: “Mi piacerebbe che si buttasse nel cestino il verbo litigare. Non se ne può più, la lite spesso sfocia nella violenza e a pagare, nella maggior parte dei casi, siamo noi donne”. All’indomani della giornata contro la violenza sulle donne dà due consigli: “Contare fino a cento e rifiutare sempre l’ultimo appuntamento, è il più pericoloso”.
La Carrà, che ha fatto della libertà la sua bandiera, confessa di essere stata fortunata: “Dentro di me è insita la parola ‘libertà’, per cui ho spesso pagato. Mi sono sempre presentata per ciò che sono. Sono stata fortunata, ho sempre trovato uomini disposti a credere in me e con cui ho avuto un rapporto paritario”. Quanto al rapporto con le donne, sottolinea: “C’è sempre una con le gambe più belle di te, l’importante è non tirarsela e non crederci mai troppo fino in fondo”, ride.
Per i live dice di non avere “più l’età” ma un sogno c’è ancora: “Riempire l’ultimo spazio del mio muro non occupato da dischi d’oro e di platino, i dischi si fanno per venderli”. E se i riconoscimenti in Italia tardano ad arrivare, non se la prende: “Non voglio raccomandazioni per il Cavalierato del lavoro, se non si sono accorti che merito dopo tanti anni di tv è uguale. Per me il premio più importante è che la gente mi voglia bene”. (Fonte: tg.com)

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