A Berlino trionfa l’operetta!

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Scritto da: Redazione • 8 Gennaio 2015
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Considerata a lungo la Cenerentola della lirica, l’operetta è oggi riabilitata e vive una seconda primavera: a Berlino, dove la Komische Oper ne ha riproposte molte, è operetta-mania. Un grande successo ha suggellato ora la prima di Arizona Lady, ultima opera incompiuta di Emmerich Kalman (ultimata dal figlio Charles), ennesimo genio musicale sfornato dalla fucina della monarchia austroungarica. Assieme a Offenbach, Lehar e Leo Fall, Kalman è fra i padri dell’operetta. Ebreo ungherese di origine, con l’avvento del nazismo in Austria nel 1938 dovette emigrare: Zurigo, Parigi, America. Il successo lo accompagnò sempre ed era destinato a sfondare a Broadway se la morte non fosse arrivata prima nel 1953. Arizona Lady era l’hit che avrebbe dovuto sancire il suo ingresso trionfale nell’olimpo newyorchese. Un’operetta-western, la cui protagonista non è una donna bensì una cavalla indomita, che alla fine pero’ verrà domata assieme alla sua proprietaria, una recalcitrante, sexy cowgirl, da uno spavaldo macho cowboy. "A casa nostra, al 417 di Park Avenue a New York – racconta la figlia Yvonne in un’intervista all’ANSA in margine alla prima – era un via vai di grandi artisti: Greta Garbo, Marlene Dietrich, Erich Maria Remarque, Paulette Goddard. La Dietrich era carinissima, con papà stavano sempre seduti in cucina”. La madre Vera, una avvenente attrice ebrea, era di 50 anni piu’ giovane del padre. Yvonne, 78, capelli biondo platino, vistosa collana e una decina di anelli alle mani, presentatasi alla prima con cappello nero con lustrini e stivali da cowgirl, si illumina quando parla del padre: “era un uomo dolcissimo, il piu’ dolce della terra. Con me aveva una pazienza incredibile, aveva dei bellissimi occhi blu". La "sua musica piaceva a Toscanini, che l’ha diretta, ma anche con Giacomo Puccini c’era un rapporto di stima reciproca: lui amava la musica di mio padre, e viceversa". Yvonne Kalman vive oggi in Messico ma viaggia in lungo e in largo per assistere agli allestimenti delle opere del padre. Nella sua vita avventurosa non poteva mancare l’Italia (e infatti fra le tante lingue parla benissimo anche l’italiano), Roma: "ho vissuto lì sette anni, negli anni migliori, quelli della ‘dolce vita’, non li cambierei con nulla al mondo”. Ce l’aveva portata l’amore (per un americano) e ancora oggi si ricorda di un night club in Via Garibaldi che faceva furore all’ epoca: "the place not to miss in Rome". A Berlino, e in Germania, per Arizona Lady esi è trattato di una prima assoluta. Con questo la Komische Oper chiude un ciclo fortunatissimo di tre titoli di Kalman dopo "La Baiadera" e "La Duchessa di Chicago". Con Kurt Weil e Arnold Schoenberg, Kalman fu senz’altro il compositore europeo più famoso in America, ha detto alla prima il sovrintendente della Komische Oper, Berry Kosky, usando per Arizona Lady l’immagine di un "fantastico stile bouillabaisse" . Lodi anche al cast: il soprano cowgirl Katharine Mehrling, una celebrità della casa, e il tenore cowboy Serkan Kaya, vera rivelazione della serata. Il cantante turco berlinese di Kreuzberg ha spopolato e la sua simpatia e presenza scenica hanno fatto perdonare qualche incertezza vocale. Dei tre revival di Kalman questa Arizona Ladyè di gran lunga il più importante, scrive la critica. (Fonte: ANSA)

 

Sopra l’immagine scelta dalla Komishe Oper per la locandina dell’operetta. Ecco in questo forse il gusto tedesco non è dei migliori… (n.d.r.)

 

 

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