Addio, Riccioli d’Oro

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Scritto da: Redazione • 11 Febbraio 2014
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Los Angeles, 11 feb. (Adnkronos) – E’ morta all’età di 85 anni l’attrice Shirley Temple, indimenticabile enfant prodige del cinema statunitense. L’attrice si è spenta nella sua casa di Woodside, in California, per cause naturali, circondata dai suoi cari. La notizia è stata diffusa dalla famiglia che in un comunicato parla di una vita "di notevoli successi come attrice, come diplomatico, e ..Nata a Santa Monica nel 1928 e soprannominata ‘Riccioli d’oro’ per la bionda capigliatura mossa, negli anni ’30 aveva portato sullo schermo una varietà di personaggi di bambine dolci e leziose, ma dotate di un acume e di una saggezza impressionanti per la loro età. Da adulta si è dedicata alla carriera di ambasciatrice, usando il nome da sposata Shirley Temple Black.

Dopo la sua apparizione in ‘Il trionfo della vita’ (‘Stand Up and Cheer!’), un film di propaganda rooselveltiana con James Dunn, Temple fu scritturata dalla Fox Film Corporation (che successivamente si fuse con la 20th Century Pictures per diventare la 20th Century Fox) alla fine del 1933. Fra i film interpretati nel periodo spicca ‘La mascotte dell’aeroporto’ (‘Bright Eyes’), prodotto da Sol M. Wurtzel, che le fruttò un Oscar giovanile, premio inventato appositamente per lei, e rappresentò la salvezza della Fox che nel 1934, all’apice della Grande depressiome, era sull’orlo della bancarotta. Nel film Temple cantò per la prima volta una canzoncina che sarebbe rapidamente diventata uno dei suoi cavalli di battaglia: ‘On the Good Ship Lollipop’. Altra canzone legata indissolubilmente alla sua carriera fu ‘Animal crackers in my soup’ intrepretata poco dopo in ‘Riccioli d’oro’ (‘Curly Top’). L’industria di Hollywood fece di Shirley uno degli antidoti alla Grande depressione, sul fronte degli incassi ma anche della capacità di iniettare un po’ di allegria e di ottimisto negli americani alle prese con la drammatica crisi economica. Un ruolo che le venne riconosciuto persino dal presidente Roosevelt quando affermò che "finché il nostro Paese avrà Shirley Temple, noi staremo bene". Temple divenne così l’attrice più pagata della Fox: il suo contratto fu rinnovato a più riprese tra il 1933 e il 1935, e fu anche scritturata dalla Paramount per due suoi film di successo, nel 1934: ‘Little Miss Marker’ e ‘Rivelazione’. Per quattro anni consecutivi fu al top delle star più pagate di Hollywood, con 20.000 dollari alla settimana. Fra le ‘colleghe’ Shirley non aveva rivali in termini di cachet, superando persino Greta Garbo, mentre in assoluto a guadagnere piu’ di leri era solo Cary Grant. Shirley era una tale miniera d’oro per gli studios che la sua infanzia fu prolungata con un ‘ritocco’ al certificato di nascita, spostandone l’anno di nascita del 1928 al 1929.

Nella seconda metà degli anni Trenta Shirley consolidò il successo raggiunto nei primi anni del decennio, con film che replicavano sensa variazioni sostanziali un plot sempre identico: la protagonista viveva in situazioni precarie, con i genitori in pericolo o morti, ed era affidata ad un adulto, di solito anziano, cui qualcuno voleva strapparla, fino all’inevitabile lieto fine. Nel 1935 Shirley interpreta due film storici ambientati durante la guerra di secessione o negli anni immediatamente successivi: ‘La piccola ribelle’ e ‘Il piccolo colonnello’, entrambi all’insegna della pacificazione tra nordisti e sudisti. Il ballo mano nella mano con il ballerino nero Bill Robinzon in una delle due pellicole provocò il boicottaggio del film in alcuni Stati del Sud. A partire dal 1936, in consonanza col "ritorno alla campagna" propagandato in quel periodo da Rooselvelt nell’ambito del New Deal, l’ambientazione dei film dei Shirley viene cambiata dando ampio spazio a location agresti, come in ‘Zoccoletti olandesi’, ossia ‘Heidi’, tratto da un romanzo di Joan Spiry. Fra tanti prodotti puramente commerciali si segnala un film piu’ impegnativo, diretto da John Ford e tratto da un racconto di Kipling: ‘Alle frontiere dell’India’ (‘Wee Willie Winkie’), ambientato in India, in cui la Temple, figlia di colonizzatori inglesi, riesce a diventare amica del capo di una tribù ribelle.

Nel 1938 Shirley subisce una delle sue pochissime sconfitte: perde il ruolo di Dorothy, originariamente pensato per lei, per il celebre musical ‘Il mago di Oz’. La 20th Centry Fox infatti non le concede di realizzare un film con la rivale Mgm. Di fatto inizia così la sua parabola discendente che si concretizza con ‘Alla ricerca della felicità’, tratto dal racconto ‘L’uccellino azzurro’ di Maurice Maeterlinck. Con il film, ad altissimo budget, la Fox voleva bissare il successo del Mago di Oz, ma la risposta delle sale fu negativa, gli incassi non ripagarono neanche i costi. Appare evidente che il pubblico non prova più simpatia per Shirley, ‘ormai’ dodicenne gira con la Fox un ultimo film, ‘Non siamo più bambini’, in cui interpreta un’orfana adottata da una famiglia di commedianti. Il film si apre con una serie di scene tratte da film precedenti, da ‘Il trionfo della vita’ a ‘Capitan Gennaio’ e Shirley saluta simbolicamente il suo pubblico, ringraziandolo "dei tanti momenti felici trascorsi insieme". Subito dopo, la major rescinde il contratto.

La Temple tenta di riproporsi in ruoli adolescenziali, nel 1941 con il film ‘Kathleen’ e l’anno successivo con ‘Miss Annie Rooney’, che venne pubblicizzato come ‘Il primo film in cui Shirley Temple bacia un ragazzo!’. Dal primo bacio al matrimonio il passo richiese tre anni, che non le regalarono alcun successo sullo schermo: nel 1945, a 17 anni, Shirley sposò l’attore John Agar, cui farà ottenere una parte accanto a lei nel film ‘Il massacro di Fort Apache’. Nonostante la nascita di una figlia, Linda Susan, il matrimonio si rivelerà un fallimento anche a causa dell’alcolismo di Agar; la Temple chiederà il divorzio per crudeltà nel 1950. Alla fine degli anni Quaranta, con gli insuccessi dei suoi ultimi film quali ‘Età inquieta’ e ‘The Story of Seabiscuit’, Shirley decide di ritirarsi definitivamente dai set.

Nella sua carriera cinematografica Shirley Temple è apparsa al fianco,tra gli altri, di Cary Grant, John Wayne, Henry Fonda, Ronald Reagan, Gary Cooper, Randolph Scott, Robert Young, Carole Lombard, Jimmy Durante, Joel McCrea, Claire Trevor, Claudette Colbert, Myrna Loy, Joseph Cotten, Robert Walker, Victor McLaglen, James Dunn, Buddy Ebsen, Adolphe Menjou, Lionel Barrymore, Robert Taylor, Joan Crawford, una vera e propria parata di stelle.

Ormai ex attrice, Shirley si risposa subito dopo il divorzio, con l’uomo d’affari californiano Charles Black e diventata Shirley Temple Black, si dedica alla politica, candidandosi al Congresso degli Stati Uniti per il Partito Repubblicano nel 1967. Seguiranno diversi incarichi diplomatici, anche questi, in fondo, frutto della sua notorietà nel mondo come attrice bambina: sarà rappresentante degli Usa all’Onu dal 1969 al 1970, e ambasciatore in Ghana (1974) e Cecoslovacchia (1989). Shirley Temple ha anche fatto parte dei consigli di amministrazione di alcune grandi società tra cui The Walt Disney Company (1974-1975), Del Monte, Bancal Tri-State e Fireman’s Fund Insurance. I suoi incarichi no-profit includono l’Institute for International Studies presso la Standford University, il Council on Foreing Relations, il Council of American Ambassador, il World Affairs Council, la commissione degli Usa presso l’Unesco, il National Committee per le relazioni USA-Cina, lo United Nations Association e lo Usa Citizens’s Space Task Force.. come nostra amata madre, nonna e bisnonna".

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