Con “Musical a Corte” andiamo a … Hollywood!

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Scritto da: Redazione • 9 Luglio 2020
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L’ultimo appuntamento di Musical a Corte, domenica 12 luglio alle ore 19 nel Cortile D’Onore della Palazzina di Caccia di Stupinigi, è dedicato a Hollywood, ovvero ai musical nati direttamente per il grande schermo senza passare dal palcoscenico. Si parte dal primo film sonoro della storia: Il Cantante di Jazz. Nel 1929 in pochi scommettono sul bisogno di ascoltare le voci degli attori al cinema ma, appena si capisce che il pubblico non vuole altro, i grandi studios approfittano della crisi del ’29 (che sta chiudendo molti teatri a New York) per attirare a Hollywood tutti i creativi di Broadway e portare la magia del teatro musicale sul grande schermo. Si comincia con il portare grandi successi teatrali in celluloide, ma qualche progetto viene pensato subito per il cinema, sfruttando l’enormità degli studi di posa e le possibilità di movimento delle macchine da presa. Uno dei primi grandi successi è 42nd Street del 1933. Nello stesso anno debutta sul grande schermo una coppia che farà la storia del cinema musicale: Fred Astaire e Ginger Rogers. Poi Walt Disney punta sul musical per creare i primi corto e lungometraggi animati: visto il successo di Biancaneve e i 7 Nani del 1937, tutti i film della Disney saranno pieni di canzoni indimenticabili. Un genere inossidabile diventa anche il juke-box musical per celluloide, cioè prendere canzoni già popolari e costruire intorno a loro una storia, per esempio Un Americano a Parigi del 1951 con Gene Kelly che l’anno dopo fa il bis: è di nuovo protagonista di un film che all’uscita ottiene un modesto successo, ma che col tempo verrà considerato da pubblico e critica “il più grande dei musical”: Cantando Sotto la Pioggia. Dopo un paio di decenni di crisi, ecco la rinascita del musical nel cinema degli anni ’80, inaugurata da Saranno Famosi e proseguita dalla Disney che decide di puntare di nuovo sul musical per ripartire alla grande con La Sirenetta. Gli anni 2000 vengono battezzati da Moulin Rouge! di Baz Luhrmann in cui si rinuncia a scrivere canzoni originali e si preferisce sfruttare assemblaggi di brani già famosi e ci vorrà la coppia di autori Benj Pasek e Justin Paul per riportare qualche canzone originale nei musical al cinema: grazie a loro, le colonne sonore di La La Land e The Greatest Showman sono diventate immensamente popolari, dando nuova linfa al musical di Hollywood.

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