E’ morto Prince

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Scritto da: Redazione • 21 aprile 2016
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Prince è morto: una delle icone nere del pop anni’80 è deceduto in circostanze misteriose nella sua casa di Minneapolis. Ancora incerta la dinamica della morte. L’ufficio dello sceriffo della contea di Carver ha fatto sapere che le autorità locali hanno risposto a un’emergenza medica presso la struttura di Paisley Park, dove ha sede anche lo studio di registrazione del cantante, intorno alle 9.43 di questa mattina (le 16.43 in Italia). Il cantante era stato ricoverato d’urgenza il 15 aprile scorso, costringendo il suo jet privato a un atterraggio d’emergenza in Illinois. Ma era apparso ad un concerto il giorno successivo per assicurare i fan sulle sue condizioni di salute. La notizia della morte del cantante Prince è stata confermata dal suo agente. Era stato proprio l’agente della popstar, dopo il malore del 15 aprile, a parlare di «una banale influenza», che poi lo aveva portato a cancellare due concerti.
Cantante simbolo degli anni ’80, 100 milioni di dischi venduti, legatissimo alla sua città, Minneapolis, da cui non si era mai realmente allontanato, negli ultimi anni Prince aveva ingaggiato una lunga battaglia con le multinazionali, diventando indipendente. Qualche mese fa era stato annunciato un suo tour acustico in Europa, ma, dopo i fatti di Parigi, era stato annullato. Nel suo ultimo tweet, la copertina dell’ultimo album, con una scaletta dei brani del suo tour.
Da oltre trent’anni uno dei più talentuosi, prolifici e ingovernabili artisti della musica mondiale: Prince Rogers Nelson, in arte Prince, era nato il 7 giugno 1958. Cantante, musicista, attore, regista e produttore, il genietto-folletto di Minneapolis (era alto solo 158 centimetri) dalla fine degli anni Settanta aveva frequentato e sapientemente mixato i più svariati generi musicali: dal soul al funk, passando con disinvoltura al jazz, al pop e al rock psichedelico, conquistandosi una folta schiera di fedelissimi fan che seguono ancora oggi ossessivamente le sue gesta, impegni e intemperanze. Un talento omaggiato niente di meno che da Miles Davis, che con Prince ha collaborato in diversi momenti, paragonandolo a Duke Ellington (e facendo infuriare Wynton Marsalis). Da For You, album di debutto del 1978, Prince ha sempre attirato l’attenzione dei fan e dei media: come quando nel 1987 pubblicò The Black Album, il cui autore doveva restare ignoto ma che, poco prima dell’uscita, fu ritirato e le sue copie mandate al macero. Non si è mai capito se Prince non fosse soddisfatto del risultato, se fosse rimasto infastidito della fuga di notizie riguardo alla titolarità dell’opera o se fosse stato snobbato dalla Warner Bros. Comunque alla fine il cd usci, ma nel 1993. Irrequieto e intransigente, Prince nel corso della sua carriera ha sempre navigato tra trionfi (Purple Rai, album e film), flop (Graffiti Bridge, suo secondo film), contratti milionari (famoso quello da 100 milioni di dollari con la Warner Bros nel 1992) e vari cambiamenti di nome (Tafkap, ovvero The Artist Formerly Known As Prince; The Artist; Symbol) per protesta contro le imposizioni delle major del disco. Per un certo periodo si è pure fatto ritrarre con la provocatoria scritta `slave´ (schiavo) disegnata sulla guancia. Ma una cosa è certa: non ha mai voluto sottrarsi alla `schiavitù´ del sesso, che per un paio di decenni ha esplicitamente declinato in tutte le sue forme. Alcuni pezzi nati alla fine degli anni Ottanta come Insatiable e Scandalous lo testimoniano, oppure Cream, che solo nel 2004 ha rivelato di aver scritto mentre si guardava allo specchio, suscitando in alcuni il sospetto di essere gay. Difficile crederci, vista la lunga lista di donne, belle e famose, conquistate: da Vanity e Apollonia (sua musa ai gloriosi tempi di Purple Rain) a Kim Basinger, conosciuta ai tempi della colonna sonora di Batman. E poi Sheena Easton e Mayte Garcia, da cui nel ‘96 ha avuto un figlio, morto pochi giorni dopo la nascita. Particolare inquietante: Prince ha usato una registrazione del battito del cuore del piccolo nel brano Sex in the Summer. La seconda moglie di sua Maestà Prince è stata l’italo canadese Manuela Testotini. Hanno divorziato due anni fa. Ma, a parte le donne, quello che gli interessa davvero è la musica: secondo la leggenda His Purple Majesty aveva nel cassetto un immenso archivio di canzoni mai pubblicate. Tra le sue ultime fatiche, nel 2014 il doppio album Art Official Age- scritto, suonato, prodotto da lui insieme a Joshua Welton, un album molto rilassato, elegante, elettronico- e PlectrumElectrum- il disco della sua band tutta al femminile, le «3rdEyeGirl», ovvero Donna Grantis chitarre, Hannah Ford Welton batteria e Ida Nielsen basso, che esalta l’aspetto più rock di Prince- l’anno scorso HITnRUN.
La carriera Da oltre trent’anni uno dei più talentuosi, prolifici e ingovernabili artisti della musica mondiale: Prince Rogers Nelson, in arte Prince, era nato il 7 giugno 1958. Cantante, musicista, attore, regista e produttore, il genietto-folletto di Minneapolis (era alto solo 158 centimetri) dalla fine degli anni Settanta aveva frequentato e sapientemente mixato i più svariati generi musicali: dal soul al funk, passando con disinvoltura al jazz, al pop e al rock psichedelico, conquistandosi una folta schiera di fedelissimi fan che seguono ancora oggi ossessivamente le sue gesta, impegni e intemperanze. Un talento omaggiato niente di meno che da Miles Davis, che con Prince ha collaborato in diversi momenti, paragonandolo a Duke Ellington (e facendo infuriare Wynton Marsalis). Da For You, album di debutto del 1978, Prince ha sempre attirato l’attenzione dei fan e dei media: come quando nel 1987 pubblicò The Black Album, il cui autore doveva restare ignoto ma che, poco prima dell’uscita, fu ritirato e le sue copie mandate al macero. Non si è mai capito se Prince non fosse soddisfatto del risultato, se fosse rimasto infastidito della fuga di notizie riguardo alla titolarità dell’opera o se fosse stato snobbato dalla Warner Bros. Comunque alla fine il cd usci, ma nel 1993. Irrequieto e intransigente, Prince nel corso della sua carriera ha sempre navigato tra trionfi (Purple Rai, album e film), flop (Graffiti Bridge, suo secondo film), contratti milionari (famoso quello da 100 milioni di dollari con la Warner Bros nel 1992) e vari cambiamenti di nome (Tafkap, ovvero The Artist Formerly Known As Prince; The Artist; Symbol) per protesta contro le imposizioni delle major del disco. Per un certo periodo si è pure fatto ritrarre con la provocatoria scritta `slave´ (schiavo) disegnata sulla guancia.
Ma una cosa è certa: non ha mai voluto sottrarsi alla `schiavitù´ del sesso, che per un paio di decenni ha esplicitamente declinato in tutte le sue forme. Alcuni pezzi nati alla fine degli anni Ottanta come Insatiable e Scandalous lo testimoniano, oppure Cream, che solo nel 2004 ha rivelato di aver scritto mentre si guardava allo specchio, suscitando in alcuni il sospetto di essere gay. Difficile crederci, vista la lunga lista di donne, belle e famose, conquistate: da Vanity e Apollonia (sua musa ai gloriosi tempi di Purple Rain) a Kim Basinger, conosciuta ai tempi della colonna sonora di Batman. E poi Sheena Easton e Mayte Garcia, da cui nel ‘96 ha avuto un figlio, morto pochi giorni dopo la nascita. Particolare inquietante: Prince ha usato una registrazione del battito del cuore del piccolo nel brano Sex in the Summer. La seconda moglie di sua Maestà Prince è stata l’italo canadese Manuela Testotini. Hanno divorziato due anni fa. Ma, a parte le donne, quello che gli interessa davvero è la musica: secondo la leggenda His Purple Majesty aveva nel cassetto un immenso archivio di canzoni mai pubblicate. Tra le sue ultime fatiche, nel 2014 il doppio album Art Official Age- scritto, suonato, prodotto da lui insieme a Joshua Welton, un album molto rilassato, elegante, elettronico- e PlectrumElectrum- il disco della sua band tutta al femminile, le «3rdEyeGirl», ovvero Donna Grantis chitarre, Hannah Ford Welton batteria e Ida Nielsen basso, che esalta l’aspetto più rock di Prince- l’anno scorso HITnRUN.
Nonostante sia stato uno dei primi artisti a vendere musica online, Prince ha avuto sempre un rapporto difficile con Internet e con i social network. L’ultima bizzarria tecnologica dell’artista di Minneapolis risale a luglio di un anno fa, quando decise di dire addio a tutte le piattaforme di musica in streaming – da Spotify e Apple Music, da Pandora a Deezer, Radio e tante altre – per lasciare i suoi dischi solo su Tidal, lanciata dal rapper e e produttore Jay Z. Un gesto che conteneva un messaggio chiaro: restare su una piattaforma che si regge sulla filosofia «dagli artisti per gli artisti», in difesa dei loro diritti e compensi. Musicista controcorrente e maniaco del controllo, Prince ha sempre cercato nuovi modi per distribuire la sua musica. Ha venduto dischi in outlet, edicole, ha creato un suo sito in cui ha messo a disposizione gli album e iniziato una comunicazione social con i suoi fan aprendo profili su Twitter, Facebook e Instagram. Poi li ha chiusi di botto. Ha iniziato a passare al setaccio YouTube in cerca di video piratati ed è arrivato anche a far causa ad alcuni fan che avevano scambiato, via Facebook, registrazioni audio e video di alcuni suoi show, ritirandola dopo che il materiale illegale era stato cancellato dalla rete. Costanti gli invii di notifiche ai trasgressori anche su app e social. Allergico all’industria discografica, prolifico come pochi altri, Prince ha diffuso la sua musica anche con sistemi inaspettati. Nel 2007 decise di regalare ai fan l’album Planet Earth, allegandolo prima al quotidiano inglese Mail on Sunday, poi al biglietto per assistere al suo tour di 21 date a Londra. Nel 2013 diffuse alcuni suoi inediti (cancellandoli però pochi giorni dopo) da 3rd Eye Girl, misterioso account Twitter e YouTube. Un anno dopo scelse il suo debutto tv nella sitcom New Girl per presentare il nuovo singolo funk rock PRETZELBODYLOGIC.
La notizia della morte di Prince ha immediatamente suscitato migliaia di messaggi di fans in tutto il mondo. A ricordarlo ed esprimere il loro cordoglio anche tantissimi vip che hanno scelto i social per dare il loro addio al folletto di Minneapolis, scomparso a soli 57 anni. Tra i primi a ricordarlo la figlia di Hillary e Bill Clinton, Chelsea: «Grazie Prince. Tutti i miei pensieri e le mie preghiere sono con le persone che amavi». «Ci ha lasciato Prince, che triste notizia, era un gigante. Le mie profonde condoglianze alla sua famiglia, agli amici e ai fan», ha scritto il cantante dei Kiss Gene Simmons. «Prince, eri una leggenda, riposa in pace», ha scritto la popstar Lily Allen. E Kate Perry ha twittato: «E così… Il mondo ha perso un sacco di magia. Riposa in pace, e grazie per averci donato così tanto». Dal suo profilo, l’attore Samuel L Jackson ha scritto a caldo: «Sono sconvolto, i media dicono che Prince è morto? – ha twittato incredulo – Davvero? Un’enorme perdita per tutti noi! Che genio! Sono senza parole». Triste anche l’ex Take That Robbie Williams: «Ora anche Prince. No, no, no… Riposa in pace genio». Personale il ricordo dell’attore australiano Russell Crowe: «E’ stato il più grande live che abbia mai visto. Geniale, poeta, sexy. Riposa in pace, Prince». (Fonte: corriere.it)

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