Sarà in scena al Teatro Sociale di Busto Arsizio, il 6 e 7 novembre, la prima italiana di Frankenstein adattamento teatrale ispirato al romanzo di Mary Shelley, portato al successo dal National Theatre di Londra con la regia di Danny Boyle.
La produzione italiana è firmata da Il Mecenate e Teatro Sociale, con la regia di Federico M. Zanandrea. L’allestimento coinvolgerà circa 60 interpreti con oltre 110 costumi, scenografie mobili ed effetti tra cui fuoco dal vivo, neve e acqua, coinvolgendo recitazione, performance fisica ed elementi circensi.
A vestire i panni di Victor Frankenstein sarà Eugenio Mastrandrea, noto al pubblico internazionale per la serie Netflix From Scratch – La forza di un amore. Nel cast figurano inoltre lo stesso regista Federico M. Zanandrea, Deborah Morese, Carlo Valli, Chiara Baschetti, Corrado Tedeschi, Valentina Cardinali, Martino Iacchetti, Francesco Rizzi, Ludmilla Voronkina Bozzetti, Alessandro Zurla, Marco Benedetti, Leonardo Mei Bertocchi, Francesca Alberti, Simone Belli e Matteo Licori, insieme agli allievi del Liceo Candiani di Busto Arsizio.
Al centro della vicenda resta la storia dello scienziato Victor Frankenstein, che sfida i limiti della natura dando vita a una creatura destinata a confrontarsi con il rifiuto e l’esclusione, conservando l’ambientazione storica e i costumi d’epoca che ricordano l’immaginario gotico e horror dell’opera originale.
«Quando abbiamo scelto di mettere in scena Frankenstein, ci siamo chiesti quale fosse l’urgenza di raccontare ancora questa storia», spiega Federico M. Zanandrea. «È un testo di straordinaria attualità, che parla di giustizia, diversità, esclusione e paura dell’altro, ma anche di tecnologia e del rapporto tra uomo e scienza».
La produzione sottolinea la scelta di far nascere uno spettacolo di queste dimensioni lontano dai tradizionali grandi centri teatrali. Nelle intenzioni di Zanandrea, il progetto vuole infatti dimostrare come anche fuori dalle principali città possano prendere forma produzioni ambiziose, capaci successivamente di intraprendere un percorso sui palcoscenici nazionali.
L’adattamento italiano è tradotto da Enrico Luttman e Antonia Brancati; le scene sono adattate da Andrea Comotti, con Giulio Pace e gli allievi del Liceo Candiani, mentre i costumi sono di Rosaria Giacomino, il trucco di Francesco Sanseverino e le coreografie di Ilaria Suss. Simone Belli firma la stunt coordination.

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