“Hamilton” ferma i bagarini

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Scritto da: Redazione • 16 Gennaio 2017
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Dal Corriere della Sera di domenica 15 gennaio 2017 – di Massimo Gaggi

 

Dopo il varo della legge americana antibagarini che Obama ha controfirmato alla vigilia di Natale, ora tocca alla Gran Bretagna: reduce dai trionfi Usa, il musical «Hamilton» arriverà a novembre a Londra, ma i primi biglietti verranno messi in vendita già il 30 gennaio. Con una precauzione, per evitare fenomeni di accaparramento da parte dei rivenditori: gli organizzatori di «Live Nation» hanno creato un sistema «ticketless», cioè senza l’emissione di ricevute di carta. Per accedere al teatro, lo spettatore dovrà far passare su un lettore magnetico la stessa carta di credito usata per l’acquisto via Internet.

L’ariete

Lin-Manuel Miranda, compositore e interprete di «Hamilton», forse passerà alla storia non solo come il protagonista del musical di maggior successo di tutti i tempi a Broadway, ma anche come l’ariete di una battaglia, prima di lui condotta senza mordente, contro un fenomeno di bagarinaggio elettronico che, almeno nel mondo anglosassone, ha reso impossibile assistere a spettacoli teatrali, concerti ed eventi sportivi di grande richiamo, se non si è disposti a pagare cifre folli: anche dieci volte il prezzo base.

Tutto esaurito

Negli Usa assistere agli spettacoli costa sempre molto, ma, per gli eventi destinati a far registrare il «tutto esaurito», chi cerca di acquistare i biglietti online quando vengono messi in vendita, deve vedersela coi robot dei cosiddetti «scalpers»: società di rivendita secondaria come StubHub e Viagogo che, usando software potentissimi, fanno incetta, in pochi minuti, di tutti i posti disponibili per un evento, scavalcando i meccanismi di protezione che dovrebbero limitare ogni transazione a non più di 4 biglietti. Dopo pochi minuti saranno di nuovo in vendita sul mercato secondario, a prezzi moltiplicati.

I vuoti in platea

Va avanti così da almeno dieci anni tra proteste e connivenze di chi – artisti e organizzatori – in teoria avrebbe interesse a debellare questo traffico. Oltretutto a volte i biglietti accaparrati non vengono nemmeno rivenduti tutti perché troppo costosi. Così, un cantante può esibirsi in un concerto «tutto esaurito» con qualche vuoto in platea. Succede al «Madison Square Garden» di New York coi concerti di Billy Joel, è successo con le tournée di Adele e Bruce Springsteen, oltre che a Broadway o per il basket NFL.

Gli artisti

Fenomeno macroscopico ma non facile da affrontare, perché accaparramento e rivendita dei biglietti negli Usa erano pratiche tollerate e, soprattutto, perché a volte gli organizzatori e perfino gli artisti sono conniventi: «Live Nation» che controlla il sistema di vendita «Ticketmaster» ha anche le sue società di rivendita secondaria dei biglietti, «GetMeIn» e «Seatwave», attraverso le quali, sostiene, passa solo un numero limitato di ingressi. A volte gli stessi artisti usano questi canali per rivendere qualche centinaio di biglietti o per procurarsi quelli per i loro ospiti.

Il rap di Obama

Il fenomeno è diventato clamoroso e insostenibile con l’enorme successo di «Hamilton»: una straordinaria opera «rap» che racconta un momento chiave della storia americana attraverso le gesta di Alexander Hamilton, il suo primo ministro del Tesoro, vista e apprezzata anche da tutti i leader politici Usa compresi Barack e Michelle Obama. Così i pochi posti del Richard Rodgers Theatre di Broadway sono diventati ambitissimi.

Caso politico Miranda ha cavalcato il successo facendone un caso politico: prima la sua compagnia ha istituito una lotteria per distribuire, ogni giorno, una cinquantina di posti al prezzo «politico» di 10 dollari. Poi ha denunciato la distorsione in un editoriale scritto per il New York Times nel quale, nell’estate scorsa, ha ripreso anche il lavoro investigativo dell’«attorney general» di New York, Eric Schneiderman, che ha documentato l’uso di diffuso di questi software che, pure, nello Stato sono illegali.

Legge federale

Ma le sanzioni, solo civili, non bastano ad arginare un traffico che è molto redditizio. Dopo questa campagna lo Stato di New York ha rafforzato le sanzioni, introducendo anche quelle penali, arresto compreso, mentre il Congresso, dopo aver ascoltato in audizioni anche i produttori di «Hamilton», ha varato un’apposita legge federale. Basterà ad arrestare il bagarinaggio? Forse, ma non è detto: l’affare è grosso e la tecnologia offre sempre nuovi, sofisticati meccanismi per aggirare i divieti. Ora ci provano anche gli inglesi.

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