“High School Musical” sul Corriere della Sera

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Scritto da: Redazione • 9 Marzo 2008
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Il "Corriere della Sera" di oggi dedica quasi interamente la pagina di apertura della sezione "spettacoli" al debutto italiano di "High School Musical". Nell’articolo, di Maurizio Porro, anche un’intervista a Jacopo Sarno, interprete del ruolo di Troy Bolton che fu di Zac Efron. Più sotto trovate l’articolo completo.

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Teenager mania. Debutta il 19 a Milano il musical ispirato alla serie televisiva Usa più amata dagli adolescenti di tutto il mondo

High School all’italiana

Jacopo Sarno, 18 anni, è il nostro Zac Efron: «Paura? No, amo cantare, ma temo il ballo»

MILANO — Il nostro Zac Efron, star nel ruolo dello sportivo innamorato che alla fine vince la gara teatrale del college nel musical tratto dal film cult Disney Channel High School Musical, è il 18enne Jacopo Sarno (che da 17 paga i contributi). Per regalo di Natale ha avuto la scrittura dalla Compagnia della Rancia. E’ iscritto al sindacato attori da quando aveva 7 mesi, la madre fu previdente: ha cuore di mamma ma è anche avvocato degli artisti. Jacopo lavora quindi da sempre: «Per due anni, finché non è mutata la voce, sono stato anche la voce del passerotto nello spot con Del Piero, che però non ho mai conosciuto. Il calcio, lo confesso, non mi emoziona».
Recita, canta, scrive canzoni perché la sua aspirazione è quella di diventare una pop star e ora vive la felice angoscia del debutto, fissato per il 19 marzo all’Allianz Teatro di Milano — coreografie di Gillian Bruce, un’inglese da 15 anni a Milano — prima tappa di due stagioni del tour per cui i teenager stanno già esaurendo le sale. Show attesissimo dai ragazzini, che hanno già comprato 35.000 posti a Milano, ma Sarno, che è stato anche partner di Preziosi nel musical su Cristoforo Colombo, non si monta per ora la testa: «Davvero sex symbol non mi sento, ho i colori di Zac ma credo di essere rimasto quel ragazzino con gli occhiali che scriveva sui banchi delle medie canzoni d’amore per ragazze che non se lo filavano proprio».
Oggi se lo filano, eccome. «Sì, però non sono fidanzato». Non fa finta di credersi sprovveduto: «Se mi hanno scelto qualche ragione ci sarà, a 5 anni facevo il nipotino di Delia Scala in Io e la mamma. E lei era di un affetto fantastico. Insomma ho sempre composto, cantato, recitato e anche un po’ studiato: liceo classico. E continuo: seminari con allievi di Strassberg e Brook, spot, concorsi, doppiaggi, video, sit com come Quelli dell’intervallo. Ma soprattutto si impara guardando i colleghi».
Non si è negato nulla. Con 18 anni di contributi, potrebbe quasi andare in pensione… «Ma và. Sono felice e spaventato di cominciare ora davvero. La paura sta tutta nel ballo, in cui sono debole, ma mi esercito da mesi. E poi c’è il basket, non sono un tipo sportivo ma gli amici in scena hanno promesso di lanciarmi la palla ».
High School Musical è il titolo più amato dai teenager di tutto il mondo, a Broadway si sta preparando il musical dal sequel. Per la prima volta la Disney ha concesso i diritti a una compagnia italiana (ce ne sono solo tre in giro nel mondo, attualmente). Saverio Marconi, il regista, ne va giustamente fiero: «E mi diverto con lo show perché dimostra che a scuola ci sono tre gruppi: i cervelloni matematici, gli sportivi e i teatranti che all’inizio son derisi, poi son loro che vincono su tutti. E’ il Grease di oggi, ma è anche un modo di rinverdire la tradizione classica, perché si tratta sempre di un musical sul teatro nel teatro».
Di Jacopo, lo Zac italiano, dice un gran bene: «Sarà una bella scoperta, non solo gli somiglia ma canta molto bene. L’abbiamo scelto senza spiegargli che cosa stessimo allestendo; lo stesso è avvenuto per Denise Faro, la sua ragazza, e per tutti gli altri: Raffaele Cutolo, Valentina Gullace. Per contratto non potevamo dire ancora cosa si metteva in prova».
Sarno non si è fatto intimidire: «All’audizione intuivo chi cercavano e ho cantato e tentato di recitare un monologo da un romanzo di De Carlo. Ero emozionatissimo, non credo di aver dato il meglio, ma mi hanno preso lo stesso. Del resto non penso sia predestinazione, ma… insomma nelle mie corde il personaggio di Efron un po’ c’era». In 18 anni borghesi la sua stanzetta di figlio unico milanese è stata arredata con tutti gli strumenti possibili, ogni desiderio esaudito, dal piano alla chitarra, dal sassofono allo snow board e ogni vacanza prenotata: «Ho messo anche su internet un appello per bassista, max 9 anni». Offerte? «No, nessuna». Ora ripaga le spese con interessi alla famiglia che gestisce i contratti. «Ma la mia vita non cambia e i miei amici restano uguali. Il futuro? I migliori riferimenti sono Depp e De Niro, ma non ci penso proprio». Dopodiché il suo chiodo fisso è incidere canzoni, tanto che gli autori di High School gli hanno dato l’esclusiva italiana di tre pezzi nuovi, oltre a due inseriti nello show ma inediti nel film.
Cosa non vorrebbe mai fare, invece? «Il modello. Primo perché non sono un superfigo, anche se forse ho il mio "perché "…se piaccio; poi perché ai miei coetanei mi piace anche trasmettere qualcosa, e non solo pavoneggiarmi».

Maurizio Porro

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