ICEBERG, il teatro che illumina la parte sommersa della violenza

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Scritto da: Redazione • 3 Marzo 2026
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C’è una parte della violenza che non si vede. È sommersa, silenziosa, quotidiana. È proprio lì che sceglie di agire “ICEBERG“, il progetto teatrale prodotto da Met – Marche Eventi Teatro e Casa delle Donne di Jesi, sostenuto da Banco Marchigiano e Feleppa, e sviluppato in dialogo con numerose realtà marchigiane impegnate nel contrasto alla violenza di genere, tra cui CNA Impresa Donna Marche, Se Non Ora Quando Osimo e Il Faro Sociale.
Una rete che conferma la natura profonda dell’iniziativa: non solo uno spettacolo teatrale, ma un’azione culturale condivisa, capace di coinvolgere istituzioni, scuole, associazioni e centri antiviolenza.
ICEBERG non si esaurisce nella rappresentazione teatrale. Accanto allo spettacolo, il progetto promuove momenti di confronto, informazione e formazione, con l’obiettivo di trasformare il teatro in uno spazio di ascolto e responsabilità collettiva. L’esperienza artistica diventa così occasione concreta di consapevolezza, stimolando un dialogo attivo sul tema della violenza di genere.
In un tempo in cui la cronaca restituisce quotidianamente numeri e nomi, ICEBERG sceglie di restituire contesti, dinamiche e processi. Non cerca il colpo di scena, ma il riconoscimento. Non spettacolarizza la violenza, ma invita a comprenderne le radici.
Con la regia di Roberto Rossetti, i testi di Elisabetta Tulli (foto sotto) e le musiche tratte dal repertorio classico e riarrangiate per la scena da Antonio Torella, lo spettacolo costruisce un linguaggio teatrale essenziale e diretto. Parola, suono e presenza scenica diventano strumenti di testimonianza e riflessione.
ICEBERG non mostra la violenza nel suo momento più evidente, quello fisico o irreparabile. Concentra invece lo sguardo su ciò che la precede: i segnali minimi, le parole che svalutano, le battute che normalizzano il possesso, i controlli scambiati per attenzione, le rinunce progressive che isolano la vittima.
Lo spettacolo mette al centro proprio questi campanelli d’allarme, quei passaggi sottili e spesso ignorati che trasformano una relazione in un territorio di squilibrio, paura e dipendenza. Attraverso confessioni, dialoghi e momenti di sospensione, ICEBERG mostra come la violenza si costruisca nel tempo, insinuandosi nel linguaggio, nei ruoli sociali e nelle aspettative culturali.
Il pubblico non assiste soltanto a eventi, ma riconosce dinamiche: la minimizzazione, il senso di colpa indotto, la difficoltà di essere credute, il peso del giudizio sociale, la solitudine che precede ogni richiesta di aiuto. È quella “zona grigia” in cui la violenza non è ancora evidente, ma è già presente.
In scena: Chiara Bonfrisco, Francesco Properzi, Elisabetta Tulli, Enrico Verdicchio, Rosetta Martellini, Benedetta Morichetti ed Elena Galassi.
La produzione esecutiva è affidata a Roberta Nuzzaci, con l’organizzazione generale di Claudia Nuzzaci e Silvia Gambini. Assistente alla regia è Alessia Torresi.
Il disegno fonico è curato da Alessio Rutili, le scenografie da RT_Lab – Rudy Teodori, i costumi da Giulia Ciccarelli e le luci da Lorenzo Petruzzi.
ICEBERG debutterà al Teatro Apollo di Mogliano il 7 marzo 2026 alle ore 20.45.

Perché la violenza non comincia con un gesto.
Comincia molto prima.
E spesso passa inosservata.

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