Il musical dell’India è in Italia

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Scritto da: Redazione • 30 Aprile 2009
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E’ in scena al Teatro Olimpico di Roma fino al 17 maggio il musical "Bollywood-The Show!". Lo spettacolo sarà poi a Milano, Teatro degli Arcimboldi, dal 19 al 24 maggio. "Bollywood – The Show!" riprende i motivi, le coreografie e le più fortunate colonne sonore di 80 anni di storia cinematografica indiana in un mélange suggestivo di danza, teatro, musical e film. Gli spettacolari contrasti tra la tradizione indiana e l’affascinante mondo del cinema vengono ricomposti all’interno di una tipica storia d’amore “bollywoodiana”. Il musical è un vero e proprio work in progress, giacché ogni anno viene rivisitato integrandovi le ultime hit tratte dai nuovi film campioni d’incasso di Bollywood. Una vera storia di Bollywood è come un piatto indiano al curry. Occorre saper dosare le spezie giuste: il conflitto, la storia d’amore e il lieto fine! "Bollywood – The Show!" unisce la fiction alla realtà. Il conflitto tra Ayesha (coreografa e regista moderna di successo), e suo nonno Shantilal (il grande re del cinema tradizionale indiano), è tratto infatti dalla storia familiare di Vaibhavi Merchant, la coreografa dello spettacolo. La vicenda ha inizio in India, nei deserti della regione del Rajastan, nel tempio di Shiva. La famiglia Merchant è custode della tradizione della danza Kathak (la danza degli dei). Shantilal Merchant è l’ultimo esponente di una lunga stirpe di guru e ora la tradizione rischia di estinguersi. In passato, nell’era d’oro dell’industria cinematografica di Bollywood, aveva lavorato come regista e coreografo. La lacerazione del paese aveva spezzato il cuore e l’anima della gente e Shantilal pensava che il cinema avrebbe potuto curarne le ferite. In un momento in cui l’industria cinematografica rischiava di diventare estremamente commerciale e anarchica, corrotta dalle mode occidentali e denaro sporco, Shantilal aveva fondato una scuola di danza nel deserto, nella quale insegnava e manteneva in vita le danze tradizionali folcloristiche. Contro il suo volere, sua nipote Ayesha abbandonò il Rajastan diventando la regina tra le coreografe e le registe della Bollywood contemporanea. La chiamano “la principessa delle storie d’amore” e tutto ciò che tocca si trasforma in oro. Nonostante appartengano alla stessa famiglia, la loro concezione di coreografia cinematografica non potrebbe essere più diversa: Shantilal crede che il cinema possa cambiare la vita delle persone, mentre Ayesha sostiene che il cinema possa aiutare la gente a fuggire dalla realtà. Il conflitto risiede proprio nei concetti di realtà e fantasia. Il loro dissidio, che sembrava essere insormontabile, è nato nel momento in cui Ayesha si è ribellata alla formazione classica, decisa a seguire lo stile di danza moderno occidentale. Quando Ayesha viene a conoscenza dell’imminente morte del nonno, decide di fargli visita per rappacificarsi. Il suo viaggio la riporta nel cuore dell’India, nel deserto del Rajastan e quindi tra le braccia del suo amore d’infanzia Uday. Ayesha viene letteralmente sopraffatta dalle coloratissime danze e dai ritmi martellanti dei tamburi delle feste folcloristiche del Rajastan e percepisce la forza della secolare tradizione familiare. Nei templi si spengono i fuochi, Shantilal muore e non c’è nessuno che manterrà l’antica tradizione della danza degli dei. Ayesha decide di sposare Uday e di rimanere nel Rajastan per proseguire la scuola di danza del nonno mantenendo quindi la tradizione familiare, ma a suo modo: conducendo la scuola con un nuovo equilibrio tra moderno e antico. E così nel finale dello spettacolo assistiamo a una colorata, toccante ed energica fusione tra elementi di danza folcloristici, classici, moderni, occidentali e indiani. Le lacrime si sono asciugate, le vecchie ferite si sono rimarginate e un antichissimo conflitto si risolve in un possente viaggio nel cuore sacro della danza.

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