È morto a 48 anni Gavin Creel

Gavin Creel, amatissima star di Broadway e del West End, vincitrice del Tony e apparsa in “Hair”, “Hello, Dolly”, “Into the Woods”, “She Loves Me” e altri, è morto oggi nella sua casa di Manhattan per un sarcoma melanotico metastatico della guaina dei nervi periferici. Lo ha confermato il suo addetto stampa. Aveva 48 anni.
Veterano di Broadway da 20 anni, Creel ha vinto il suo primo Tony Award nel 2017 come miglior attore protagonista in un musical per “Hello, Dolly”, ed è stato nominato in precedenza nel 2009 per “Hair” e nel 2002 per “Thoroughly Modern Millie”.  Ha anche vinto un Grammy nel 2023 come miglior album di teatro musicale per il revival di Broadway di “Into the Woods” di Stephen Sondheim.
Per aver interpretato il ruolo dell’anziano Price in “The Book of Mormon” nel West End, ha vinto un Laurence Olivier Award nel 2014. Tra il 2012 e il 2016, è apparso nel cast del tour nazionale statunitense, si è esibito nel West End ed è stato un sostituto di Broadway per l’irriverente commedia musicale. (Fonte: Variety)

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Addio a Kris Kristofferson

È morto a 88 anni Kris Kristofferson, diventato uno dei cantautori americani più influenti del suo tempo con brani come “Me and Bobby McGee”, oltre ad essere stato un attore di successo.
Lo ha reso noto la famiglia, secondo cui l’artista si è spento serenamente nella sua casa a Maui, Hawaii, circondato dai propri cari. Non è però stata indicata la causa della morte. Kristofferson soffriva di perdita di memoria da quando aveva circa 70 anni.
Secondo molti era un uomo rinascimentale, con vari interessi: un atleta con una sensibilità da poeta, un ex ufficiale dell’esercito e pilota di elicotteri, uno beneficiario della prestigiosa scholarship Rhodes che accettò un lavoro come custode in uno studio discografico a Nashville , mossa che si rivelò brillante per la sua carriera.
Kristofferson si affermò inizialmente nel mondo della musica come autore di canzoni nella capitale della musica country, scrivendo successi come “Help Me Make It Through the Night” (vincitore di un Grammy), “For the Good Times” e la struggente hit n. 1 di Janis Joplin, sua ex fidanzata, “Me and Bobby McGee”. All’inizio degli anni ’70 divenne noto come interprete con una voce da baritono ruvido e non raffinato, oltre a essere un attore molto richiesto, recitando in particolare come protagonista in “Pat Garret & Billy the Kid” di Sam Peckinpah nel 1973 e al fianco di Barbra Streisand nel remake di “È nata una stella“, uno dei film più popolari del 1976.

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“Saranno Famosi” riparte da Roma!

Dopo il successo delle anteprime della scorsa stagione, torna in tour dal 10 ottobre – partendo dal Teatro Brancaccio di Roma – la nuova edizione di “Fame – Saranno Famosi” con la regia e le coreografie di Luciano Cannito.
Saranno Famosi è stata una delle serie tv più famose e indimenticabili. Ma è stato anche un film e un musical di successo internazionale.
La trama racconta la vita degli allievi e gli insegnanti della rinomata ed esclusiva scuola di Performing Arts di New York. Un gruppo di ragazzi, la loro passione e la loro dedizione per il mondo dello spettacolo, una storia che continua a conquistare ed emozionare nuove generazioni di pubblico ed ispirare miriadi di giovani talenti.
Saranno Famosi è un fenomeno leggendario ed intramontabile della cultura pop.
Un titolo talmente famoso da essere entrato nell’immaginario della gente come sinonimo di desiderio di realizzare il proprio sogno nel mondo dello spettacolo.
Il duro lavoro, la competizione artistica, il sudore, la passione, gli amori, le sconfitte e i successi.
Fabrizio di Fiore Entertainment con la compagnia Roma City Musical portano in scena un musical pieno di energia, intenso e coinvolgente, che oltre a proporre la famosissima canzone “Fame” vincitrice di un Academy Award, ha una colonna sonora con nuovi brani, orchestrazioni moderne, nuove coreografie in collaborazione con un team di straordinari talenti della tv e del teatro musicale italiano.
Questa nuova versione firmata da Luciano Cannito, che unisce l’esperienza di regista a quella di coreografo internazionale, è un trionfo di canto, danza, musica, recitazione, in una narrazione dinamica e travolgente.
La scelta registica e l’adattamento di Cannito sposta l’azione dagli anni Ottanta ai nostri giorni, per rendere lo spettacolo più vicino alle nuove generazioni, e più facilmente identificabile dal pubblico di oggi.
Le coreografie sono firmate da Luciano Cannito e Fabrizio Prolli, le scene da Italo Grassi, i costumi da Veronica Iozzi, la direzione musicale da Giovanni Maria Lori e gli arrangiamenti musicali da Raffaele Minale, Franco Poggiali, Angelo Nigro e Maurizio Sansone. Tutte figure di spicco nel mondo del musical, del teatro e degli show pop internazionali che hanno dato una nuova luce a questo titolo e reso questo allestimento totalmente diverso dalle edizioni precedenti.
Tra gli interpreti ci sono nomi importanti che hanno confermato nella loro carriera un forte legame col pubblico grazie al loro talento ed alla loro versatilità.
Le date del tour nella nostra sezione “Spettacoli“.

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Al San Babila “Stanlio & Ollio” per la rassegna Codice Teatro

Dal 10 al 13 ottobre al Teatro San Babila di Milano, per la rassegna Codice Teatro, va in scena “Stanlio & Ollio, amici fino all’ultima risata” “Una commedia musicale senza cervello“.
Gli anni d’oro della risata ed un grande omaggio al duo comico per eccellenza Stan Laurel e Oliver Hardy rappresentano l’anima della produzione della UAO Spettacoli srls realizzato grazie al sostegno del Teatro Stabile d’Abruzzo e del Festival Teatrale di Borgio Verezzi (Savona) che ha visto debuttare lo spettacolo, la scorsa estate.
Claudio Insegno, che firma la regia dello spettacolo, fa coppia in scena con Federico Perrotta nell’interpretazione del duo. Sul palco numerosi gli antagonisti e i protagonisti che animano la scena: da Thelma Todd, famoso Cold Case hollywoodiano, a Mae Bush, frequente protagonista dei film di Stanlio e Ollio insieme a Jim Finlayson e lo storico e dispotico produttore Hal Roach e perfino tutte le mogli che hanno animato la vita e sono state a volte il presupposto artistico dei due protagonisti.
Caratterizzato da una comicità semplice e leggera, incentrata sulla mimica, lo spettacolo viaggia a ritmo di “slapstick”, celebre genere comico che deve il suo nome all’effetto sonoro del bastone usato dagli attori per colpirsi sulla scena senza nessuna conseguenza fisica ma con assicurato effetto comico. Ed ecco che basta un piccolo incidente drammaturgico perché tutti entrino nella battaglia infinitamente esilarante.
Quest’operazione teatrale è un atto d’amore da condividere con il pubblico che è cresciuto con i loro mito ed è altresì un’occasione per le nuovissime generazioni di conoscere un tipo di comicità universale: quella loro goffa ingenuità che li ha resi sullo schermo due adulti mai davvero cresciuti che non hanno mai perso occasione per farsi dispetti. Il loro stile e le loro invenzioni comiche non sono state mai prevedibili, mai volgari, mai deludenti. Nel tempo hanno insegnato a sorridere, a ridere, e infine a “sbellicarsi dalle risate”.
Il testo è scritto dagli autori Sabrina Pellegrino e Claudio Insegno, diretto da Claudio Insegno su un’idea dei produttori Federico Perrotta e Valentina Olla, tutti e quattro presenti in scena assieme a Franco Mannella, attore, regista, doppiatore, Giacomo Rasetti e Federica De Riggi.
“Scrivere una commedia sulla loro vita artistica è un’impresa impossibile, visti la quantità di film girati e il materiale archiviato su di loro, eppure della loro vita privata sappiamo poco. Quanti sanno che Oliver Hardy aveva avviato un allevamento di polli che poi regalava agli amici perché gli dispiaceva mandarli al macello? Quanti sanno che Stan Laurel fu arrestato perché percorse 50 miglia contromano in autostrada completamente ubriaco? E cosa dire poi della loro vita sentimentale?” – incalzano Claudio Insegno e Sabrina Pellegrino.
Eppure come proseguono “abbiamo così voluto portare in scena una commedia che mescola fatti reali di vita vissuta dai due attori con eventi di pura fantasia, per raccontare la storia di un’amicizia vera durata più di trent’anni”.
“Sì, è vero – spiega Insegno – potrebbe essere molto difficile portare sulle tavole di un palcoscenico le gesta dei nostri beniamini della risata. Ma l’amore e il profondo rispetto che proviamo per loro ci portano a rappresentarli come non li abbiamo mai visti”.
In questo spettacolo è possibile essere travolti dalla loro rocambolesca vita privata nell’articolato rapporto con le loro numerose mogli: ma è dal 1921 che abituano il pubblico a ridere con le loro facce, le loro cadute, le loro torte in faccia, lo spettacolo è un invito a continuare a farlo anche nella contemporaneità.

“Stanlio & Ollio, amici fino all’ultima risata”
“Una commedia musicale senza cervello” celebra la storica coppia

Scritto da Claudio Insegno e Sabrina Pellegrino
musiche originali del Maestro Claudio Junior Bielli
coreografie di Fabrizio Angelini
scene Alessandro Chiti
costumi di Graziella Pera
disegno luci Marco Laudando
progetto audio Marco De Angelis
aiuto regia Step Minotti
regia di Claudio Insegno

con

Claudio Insegno e Federico Perrotta
e con
Valentina Olla – Sabrina Pellegrino – Franco Mannella
Giacomo Rasetti – Federica De Riggi

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Addio a Maggie Smith

“È con grande tristezza che dobbiamo annunciare la morte di Dame Maggie Smith“, ha scritto la famiglia nel rendere pubblica la notizia, non senza ricordarne quel titolo di ‘dame’, frutto della decorazione a cavaliere dell’ordine dell’impero britannico concessole a suo tempo dalla regina Elisabetta II, raramente più meritato e dovuto. “È spirata pacificamente in ospedale questa mattina presto, venerdì 27 settembre”, hanno precisato in un breve comunicato i due figli, Chris Larkin e Toby Stephens, attori come lei. Innescando una cascata di messaggi di cordoglio, dal mondo delle istituzioni britanniche a quello dell’arte e della cultura, da Londra a Hollywood al resto del pianeta.
L’aggettivo “leggendaria”, troppo spesso abusato, si adatta del resto alla perfezione alla sua lunga, straordinaria carriera: iniziata negli anni ’50 sul palcoscenico inglese dell’Oxford Playhouse Theatre come interprete shakespeariana, sino agli esordi cinematografici al tramonto di quel decennio, al temporaneo trasferimento negli Usa negli anni ’60 e ai primi grandi successi dei ’70. Una carriera andata avanti fino ad appena un anno fa, quando recitò in ‘The Miracle Club’, di Thaddeus O’Sullivan, e che non si esaurisce certo nella pur enorme popolarità globale assicuratale in età matura, negli anni 2000, sia dalla saga cinematografica di Harry Potter (dove fu l’unica attrice ad essere personalmente richiesta dall’autrice JK Rowling, per la parte di Minerva McGranitt, e in cui recitò a dispetto di un tumore al seno poi superato), sia dalla serie televisiva cult Downton Abbey (nelle vesti di Violet Crawley, inflessibile contessa madre di Grantham). Come dimostra un palmares d’eccezione in cui spiccano non solo i due premi Oscar ricevuti nel 1970 come migliore attrice protagonista per ‘La strana voglia di Jean’ di Ronald Neame (nei panni dell’anticonformista professoressa Jean Brodie) e come non protagonista accanto a Michael Caine in ‘California Suite’ di Herbert Ross (1979); ma pure altre quattro nomination dell’Academy hollywoodiana, tre Golden Globe, cinque premi BAFTA britannici, cinque Screen Actors Guild Awards, quattro Emmy, un Tony Award e tutta una serie di candidature sparse lungo i decenni.
Il segno di un riconoscimento a tutto tondo del suo talento, e di una personalità tanto marcatamente inglese quanto universale, che già nel 1963 – anno in cui il grande Laurence Olivier le offrì la parte di Desdemona accanto al suo trionfale Otello sulle tavole del National Theatre – le aveva permesso “quasi di rubare la scena” a Richard Burton e Liz Taylor – nella parole della critica – comparendo da coprotagonista nel suo primo vero film di successo al cinema, ‘International Hotel’ di Anthony Asquith.
Il tutto passando attraverso esperienze e generi di ogni tipo, da ‘Camera con vista’ di James Ivory (1985) a ‘Gosford Park’ di Robert Altman (2001, ultima sua nomination all’Oscar); da ‘In viaggio con la zia’, di George Cukor (1972) a ‘Il giardino segreto’ e ‘Washington Square’ di Agnieszka Holland.
Senza dimenticare i ruoli nei kolossal ‘Assassinio sul Nilo’, tratto da Agatha Christie, del 1978, o ‘Capitan Uncino’, di Steven Spieberg, del 1991, entrambi con cast stellari; o ancora le partecipazioni in ‘Sister Act’ e ‘Sister Act 2’, la reunion datata 2004 in ‘Ladies in Lavender’ con l’amica e coetanea Judi Dench, altra grandiosa dama del cinema e del teatro d’oltre Manica, e la prova magistrale esibita a 80 anni compiuti in ‘The Lady in the Van – La signora del furgone’, del 2015, valsale l’ennesima candidatura a un Golden Globe. E infine, sul fronte dei rapporti con l’Italia, l’incontro con Franco Zeffirelli: dapprima in teatro a Londra, poi sul set cinematografico di ‘Un tè con Mussolini’ del 1999.
Nata a a Ilford, nell’Essex, il 28 dicembre 1934, Maggie Smith si è sposata due volte: la prima nel 1967 con l’attore Robert Stephens, dal quale ha avuto entrambi i suoi figli e da da cui divorziò nel 1975 dopo un matrimonio segnato da infedeltà e alcolismo; la seconda col drammaturgo Beverley Cross, morto nel 1998. Ora, la sua uscita di scena. (Fonte: ANSA)

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“Joker: Folie à deux” è un musical. Nelle sale italiane dal 2 ottobre

Uscirà nelle sale italiane il 2 ottobre l’attesissimo “Joker: Folie à deux“, sequel del film campione d’incassi che nel 2019 ha conquistato anche il Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia. In Joker: Folie à deux, un musical di nuovo diretto da Todd Phillips, rivedremo Joaquin Phoenix nei panni di Arthur Fleck, mentre Lady Gaga interpreta Harleen “Lee” Quinn. Fanno parte del cast anche Brendan Gleeson, Zazie Beetz, Catherine Keener e Harry Lawtey.
L’aspetto musicale è centrale. «Non assomiglia a niente che abbia mai fatto prima», ha dichiarato Lady Gaga parlando di come, nel film, la musica diventi un’estensione del dialogo stesso. La pop star ha raccontato di aver dovuto cambiare il suo modo di cantare per fonderlo all’interpretazione di Harley Quinn che nel film viene chiamata Lee. «Per me, ci sono parecchie note stonate quando si tratta di Lee», ha spiegato, «Quando respiro per cantare sul palco, ho questo modo molto controllato di assicurarmi di essere intonata e sostenuta, ma lei non saprebbe mai come fare niente di tutto ciò. Quindi è come rimuovere la tecnicità , rimuovere la mia forma d’arte ed essere completamente dentro di lei».Gaga e Phoenix si esibiranno in circa 15 canzoni, tra brani molto famosi (tra cui “That’s Entertainment”, tratta dal musical del 1953 The Band Wagon) e inediti.

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Il curioso successo dei “Teenage Dream Party”

Un articolo apparso su “Il Post” che abbiamo pensato possa interessarvi:

Il curioso successo dei “Teenage Dream Party”
E cioè serate a pagamento in cui ventenni e trentenni cantano le canzoni di “High School Musical” e “Il mondo di Patty”, tra le altre cose

Domenica sera al Fabrique di Milano più di tremila persone, in larghissima parte ragazzi e ragazze tra i venti e i trent’anni, hanno partecipato a un “Teenage Dream Party”, un format che nell’ultimo anno e mezzo ha avuto un ottimo successo grazie al passaparola e a un’efficace comunicazione sui social, e il cui ingresso costa una ventina di euro.

Stabilire con precisione cosa sia un Teenage Dream Party non è facilissimo. Gli organizzatori lo definiscono una festa «in cui tutti a un certo punto iniziano a cantare le canzoni di High School Musical», un film del 2006 andato in onda su Disney Channel e che ebbe un’enorme popolarità tra gli adolescenti del tempo, e il cui immaginario è in effetti molto radicato nell’estetica dell’evento.

Per esempio, negli stand all’ingresso è possibile acquistare canotte da basket dei Wildcats (la squadra di basket in cui gioca Troy Bolton, il protagonista del film, interpretato da Zac Efron), spillette e sciarpe dedicate ai personaggi del film e magliette con citazioni create apposta per l’occasione. Una delle più ambite è quella con la scritta «Zac Efron is my crush since 2006» (Zac Efron è la mia cotta dal 2006).

Ma le canzoni di High School Musical rappresentano solo una parte della scaletta, che in realtà tiene insieme molte cose. Alle persone che partecipano a un Teenage Dream Party capita infatti di ballare un po’ di tutto: tormentoni pop di cantanti che andavano per la maggiore negli anni Dieci (Pitbull, Don Omar, Michel Teló e così via), sigle di serie televisive italiane (I Cesaroni, Un medico in famiglia), canzoni di classici Disney come Il re leone, La sirenetta, Hercules e Tarzan e serie tv adolescenziali che ebbero successo tra le persone cresciute nello scorso decennio, come Hannah Montana, Il mondo di Patty, I maghi di Waverly e così via.

Sul palco sono sempre presenti un corpo di ballo e un vocalist che hanno il compito di coinvolgere il pubblico con sketch comici ed esortazioni, o semplicemente suggerendo movenze da imitare. Insomma, a differenza di quanto accade nei revival, in cui viene suonata la musica simbolo di un particolare decennio, il Teenage Dream Party è più anarchico e non segue un tema unico di riferimento. È un evento che fa leva sulla nostalgia, sul desiderio di rivivere collettivamente un certo tipo di immaginario e sulla possibilità di rivivere la propria infanzia per un paio d’ore, ma in cui alla fine può essere inserita qualsiasi variabile.

«Siamo cresciuti con le canzoni di Disney Channel e le sigle dei cartoni, ma ora abbiamo trent’anni. Quando le ascoltiamo lo facciamo spesso da soli, e con una grande malinconia. Qui invece l’atmosfera è diversa: siamo circondati da persone per cui cantare a squarciagola le canzoni di High School Musical è perfettamente normale», racconta Andrea, che ad agosto assieme allo stesso gruppo di amici aveva già partecipato a un Teenage Dream Party a Cinquale, in Versilia.

Alessandra invece dice che ama partecipare a queste feste insieme alle sue sorelle «perché possiamo ballare sulle canzoni di Il mondo di Patty senza preoccuparci troppo di ciò che pensa la gente: in altri contesti saremmo considerate delle aliene». Ci sono anche persone che vanno a un Teenage Dream Party per pura curiosità. Matteo per esempio ha quarant’anni, e sostiene di essere «fuori target». Ha deciso di andare al Fabrique «per capire il motivo di tutto questo successo». Dal suo punto di vista, il Teenage Dream Party ricorda «una specie di versione della “baby dance” che viene fatta ballare ai bambini nei villaggi turistici, ma per adulti».

Il Teenage Dream Party è stato creato da Valentina Savi, una grafica di Livorno. Racconta di avere avuto l’idea nel 2022, ispirandosi a una sua «festa di compleanno a tema Frozen, un cartone da cui sono ossessionata». Dopo aver pubblicato alcuni video di quel compleanno sulla sua pagina Instagram, Savi ha «ricevuto dei riscontri molto positivi» e ha deciso di fare le cose più in grande. «Ho pensato che una festa del genere potesse coinvolgere qualcosa di più di un gruppo di amici», racconta.

Secondo Savi, la definizione più calzante di questo evento è «un musical in playback, e dall’anima orgogliosamente amatoriale», e «definirlo un revival ha senso fino a un certo punto. Le canzoni della Disney e High School Musical sono sempre presenti e, in un certo senso, sono diventati degli elementi “identitari”. La scaletta però può contenere di tutto. Per esempio, nelle ultime feste abbiamo inserito le canzoni di Olivia Rodrigo e Taylor Swift». L’obiettivo, dice Savi, non è quello di creare «un’atmosfera nostalgica, ma un mood [stato d’animo] che prescinde dalle scelte musicali».

L’altro elemento che contraddistingue il Teenage Dream Party è l’amatorialità: le persone che salgono sul palco non sono ballerini o cantanti di professione, e secondo Savi questa caratteristica «rende la festa ancora più coinvolgente e azzera le differenze tra chi sta sullo stage e chi fa parte della platea: se avessimo assunto un corpo di ballo professionale, probabilmente saremmo risultati poco autentici e poco in linea con lo spirito dell’evento».

La prima edizione è stata organizzata nel gennaio dello scorso anno al The Cage, un famoso locale di musica dal vivo di Livorno. «Abbiamo fatto il tutto esaurito nella prima data, e all’inizio siamo rimasti spiazzati: pensavamo che sarebbe stata una festa locale, e invece la maggior parte delle persone non era neppure di Livorno. Non eravamo pronti per una mobilitazione così grande, anche perché non viviamo in una città turistica».

Dopo il successo di quell’esperimento, Savi ha deciso di replicare l’evento e di portarlo in altri locali italiani. Inizialmente lo ha pubblicizzato tramite la sua pagina Instagram: «ho sfruttato il mio piccolo capitale di partenza, circa 50mila follower. I numeri sono cresciuti da subito, anche grazie al passaparola delle persone che avevano partecipato al The Cage». Attualmente la pagina ufficiale dell’evento ha più di 200mila iscritti.

Negli ultimi mesi lo spettacolo è stato arricchito da alcune novità, come il pre-show di Andrea Bertè, un cantante con un discreto seguito su Instagram, e la presenza di ospiti speciali. «Si tratta quasi sempre di persone che hanno a che fare con il mondo che proviamo a evocare», dice Savi. Per esempio, hanno partecipato al Teenage Dream Party organizzato a Rho lo scorso giugno Brenda Asnicar e Laura Esquivel, le due attrici più famose di Il mondo di Patty, popolare serie tv argentina prodotta da Disney Channel tra il 2008 e il 2010.

In poco più di un anno e mezzo, i Teenage Dream Party sono diventati eventi frequentissimi: la scorsa estate ne sono stati organizzati 50, esaurendo sempre i posti disponibili. Savi e il suo staff stanno cercando anche di esportare il format all’estero. «Abbiamo organizzato due eventi ad Amsterdam e Londra: la risposta è stata ottima, soprattutto da parte delle comunità italiane residenti in quelle città».

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VIDEOSCATTO: “Sunset Boulevard” da Londra a Broadway

Il cast londinese ha registrato il revival di successo di “Sunset Boulevard” di Andrew Lloyd Webber. L’album uscirà il prossimo 25 ottobre. Mentre sono in corso le prove per la prima anteprima del 28 settembre al St. James di Broadway, la produzione ha anche pubblicato il video musicale del vincitore dell’Olivier Tom Francis che canta la canzone del titolo del musical, che potete vedere qui sopra. Il filmato è diretto dal vincitore dell’Olivier Jamie Lloyd.
Lloyd Webber ha dichiarato in un comunicato: “Questo singolo vede Tom Francis esibirsi in una performance affascinante e drammatica, mettendo in mostra il suo talento vocale dinamico e la complessità del personaggio di Joe Gillis. Fa parte di un album che, credo, è uno dei migliori che abbiamo mai creato. Cattura perfettamente una delle reinvenzioni più belle ed emozionanti di Sunset Boulevard mai prodotte”.
Registrato dal vivo al Savoy Theatre di Londra, il doppio album presenta la vincitrice dell’Olivier 2024 Nicole Scherzinger nei panni della sbiadita star del cinema muto Norma Desmond, più il vincitore dell’Olivier 2024 Francis nei panni di Joe Gillis, la candidata all’Olivier 2024 Grace Hodgett-Young come Betty Schaefer, e il vincitore dell’Olivier David Thaxton nel ruolo di Max Von Mayerling. Tutti e quattro riprenderanno i loro ruoli a Broadway nella produzione minimalista del regista Lloyd, che debutterà ufficialmente il 20 ottobre.

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Paolo Ruffini: “Da bambino non mi sentivo amato”

Paolo Ruffini (The Full Monty, Cercasi Cenerentola, Sapore di mare) , noto attore e regista toscano, ha fatto una confessione nel programma “La Fisica dell’amore”, condotto da Vincenzo Schettini, in onda su Rai 2. Ruffini ha parlato della sua infanzia e del suo rapporto con i genitori, raccontando di come non si sentisse amato e compreso da sua madre.
“Da piccolo non mi sentivo amato dai miei genitori, non mi sentivo affatto compreso”, ha detto Ruffini. “Mia mamma non mi capiva. Andavo in ribellione contro di lei, questo mi dispiace molto perché, ripensandoci oggi, dico che non se lo meritava”.
Ruffini ha spiegato che la sua rabbia e il suo dolore erano dovuti al fatto che si sentiva ignorato e non compreso da sua madre. “Ero adolescente ed ero fisiologicamente arrabbiato”, ha detto. “Penso che la mamma sia una donna che merita di essere perdonata, molto più di quanto lo abbia fatto”.
Tuttavia, Ruffini ha anche raccontato di come abbia perdonato sua madre e di come abbia imparato a dirle “ti amo”. “Ai genitori si dice spesso ti voglio bene, io da un po’ di tempo vado da mia mamma e le dico ti amo”, ha detto. “Ormai mi chiama tutte le sere e mi chiede se la amo, una cosa tenerissima”. (Fonte: orizzontescuola.it)

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Due milioni di spettatori per “Tina” a Londra

Il 26 settembre, lo spettacolo “Tina – The Tina Turner Musical” accoglierà il suo 2 milionesimo spettatore all’Aldwych Theatre di Londra, assegnando sorprese a quell’ospite la sera dello spettacolo. Tina è diretto dalla regista di Mamma Mia! Phyllida LLoyd . Lo spettacolo è scritto da Katori Hall con Frank Ketelaar Kees Prins; scene e costumi di Mark Thompson, coreografie di Anthony van Laast e supervisione musicale di Nicholas Skilbeck. Il musical ovviamente contiene i grandi successi della cantante, da Proud Mary What’s Love Got To Do With ItPrivate DancerThe BestGolden Eye e molte altre.

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