Se il tempo fosse un gambero

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SE IL TEMPO FOSSE UN GAMBERO
commedia musicale in due tempi di Jaja Fiastri, Bernardino Zapponi, Garinei e Giovannini
Musiche testi e liriche di Armando Trovajoli

con ORCHESTRA DAL VIVO diretta dal Maestro Marco Maiello
Regia di Antonio Ricchiuti
Assistente alla Regia: Alessandro Vitale
Coreografie di Jessica Baccino
Scene di Daniela Moscadelli
Costumi di Lucia Pinto, Cinzia Sangalli
Figurazioni Tip Tap Valentina Ragno
Direzione di produzione Antonio Ricchiuti
Produzione: Tutti All’…Opera
Distribuzione Tutti All’…Opera

Con
Sara Campana, Alessandro Piersigilli, Annamaria Versienti, Sonya Grossetti, Rossana Fagioli, Luca Bolzoni, Matilde Ricchiuti, Giorgio Ricchiuti, Angela Sodo, Davide Panebianco, Desirè Pop, Giulia Frigerio, Marco Serafin, Marika Lardaloro, Siria Superbi, Akira Rossetti, Andrea Porru, Beatrice Gangarossa, Camilla Codazzi, Cecilia Timpanelli, Cristina Modolo, Pietro Pantanali, Sofia Terzo, Stefano Nardin, Andrea Petrillo, Elisa Crotti, Alessia Mancini, Angelica Giuli, Daniel Antenucci, Giulia Cerberi, Giulia Reale, Mattia Aiolfi, Niccolò Gravina, Simona Cerberi, Sofia De Ambroggi, Sofia Venezia, Stefano Galizia, Stefano Venezia, Giulia Domi, Laura Frezza, Marco Salto, Marta Monea, Camilla Bartucci, Alessandro Cavarretta, Leonardo De Pascale, Edda Franzini, Caterina Franzini, Francesco Galizia, Michelle Mondello, Francesca Potoceanu, Arianna Belardinelli, Thi Xa Franzese.

Adelina è una pacifica vecchina che compie 80 anni, nubile e con la coscienza pulita. Nella circostanza del suo solitario compleanno, le appare un diavolo di seconda categoria, inviato in terra per redimersi agli occhi del Maligno (il capo dei diavoli): questo diavolo ha lo scopo di riportare Adelina indietro nel tempo, nel 1928 (cioè a quando lei aveva 20 anni), perché ella accetti la corte del principe polacco Amedeo Poniatowskij, che a suo tempo aveva rifiutato ma che, nel corso degli anni, aveva acceso in lei il sentimento del pentimento. Il Maligno ha infatti voglia di divertirsi alle spalle della coscienziosa e pia donna, portandola al peccato che aveva in gioventù scansato. Così Adelina si trova ringiovanita e catapultata in Campo de’ Fiori a Roma, 60 anni prima, completamente immemore della sua vita “futura”. Il diavolo segue le sue mosse, e quando vede che alla prima occasione Adelina si comporta allo stesso modo di prima, schiaffeggiando il principe Poniatowskij durante una sua avance, decide di scendere in gioco personalmente: fa allontanare lo chauffeur del principe, Max, e si traveste da questi.
Il diavolo-Max convince il principe a invitare Adelina ad un gran ballo al palazzo principesco, e convince anche la ragazza a recarvisi, tuttavia Adelina non cede ancora alle avances del principe e gli dà un secondo schiaffo. Il diavolo-Max è disperato e tenta il tutto per tutto onde evitare di essere radiato dall’ordine dei diavoli: travestitosi da Sora Cleofe, comare della madre di Adelina, vince a sbarazzetta tutti i risparmi della famiglia di Sora Lalla, che si trova impossibilitata a pagare un’ipoteca sulla casa. Allora Adelina si presenta al proprietario della banca, che guarda caso è proprio il principe Poniatowskij, e si concede a lui. Ma il diavolo-Max, invaghitosi ricambiato di Adelina, interviene in tempo e fa dare il terzo schiaffo al principe dalla giovane.
In seguito a questo episodio il Maligno appare al diavolo-Max e lo “sdiavola”, privandolo dei poteri di diavolo e lasciandogli la sola identità posticcia di Max. Mentre Max, rassegnatosi alla sua nuova condizione, sta per correre da Adelina per dichiararsi, il principe è già in casa della donna e si è dichiarato: la sua offerta è allettante in quanto prevede anche l’abolizione dell’ipoteca sulla casa, che tanto preme a Sora Lalla. Come dimostrazione che tutti i nodi vengono al pettine, si scopre che Max, infatti, è in realtà un diavolo; egli cerca invano di spiegare che ha perso i poteri, ma Sora Cleofe presiede un processo che condanna Max al rogo; quando però questi sta per essere bruciato, la folla si accorge che il corpo del condannato proietta l’ombra: secondo la buona tradizione popolare, egli non può essere un diavolo poiché questi ultimi non proiettano le ombre come i mortali. Max viene quindi invitato a spiegare l’intera vicenda: dopo le spiegazioni di rito, viene accolto dalla comunità e sposerà Adelina. Nel momento in cui la felicità collettiva è al culmine, il Maligno fa però apparizione in scena per guastare le feste, volendo rimandare Adelina sessant’anni nel futuro, rimediando allo scarto temporale. Ma Max, con un astuto stratagemma, fa suonare le campane che fanno sparire il Maligno.
La scena torna così a sessant’anni dopo, sempre alla festa di compleanno di Adelina, ma stavolta festeggia anche Max, invecchiato anche lui. Lo spettacolo si conclude con un balletto dove compaiono tutti i personaggi che hanno segnato l’avventura dei due ormai anziani sposini.

DATE SPETTACOLI

Data Città Teatro
Dal 22 al 24 marzo 2024 a Opera Teatro Eduardo
Dal 6 al 7 aprile 2024 a Rozzano Teatro Fellini

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