Un musical da “Un uomo da marciapiede”

In arrivo a Londra “Midnight Cowboy – A New Musical“, adattato dal romanzo di James Leo Herlihy e dal film premio Oscar del 1969 uscito in Italia con il titolo “Un uomo da marciapiede” diretto da John Schlesinger e interpretato da Dustin Hoffman e Jon Voight, Midnight Cowboy segue Joe Buck, un giovane in fuga dal suo passato e in cerca di un futuro migliore a New York. Lì incontra Rico “Ratso” Rizzo, un uomo altrettanto alla deriva. Insieme, affrontano le sfide della città, mettendo alla prova i loro sogni e la loro resilienza mentre affrontano le dure realtà della vita urbana.
Il musical presenta un libro di Bryony Lavery, nota per Frozen, e una partitura di Francis “Eg” White, tre volte vincitore dell’Ivor Novello Award i cui crediti di autore includono Adele, Sam Smith e Florence + The Machine. .
La regia e le coreografie saranno di Nick Winston, con arrangiamenti musicali, orchestrazioni e supervisione di Charlie Ingles. Il team creativo comprende Andrew Exeter (scenografia e design delle luci), Sophia Pardon (design dei costumi), Yvonne Gilbert (design del suono) ed Ellie Verkerk (direzione musicale). Altri membri del team includono Libby Watts (direzione associata e coreografia), Lucy Fennell (direzione dell’intimità) e Mary Howland (coaching dialettale).
Lo spettacolo sarà in scena al Southwark Playhouse Elephant, dal 4 aprile al 17 maggio 2025.

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È morta Giuditta Saltarini

È morta a 83 anni Giuditta Saltarini, attrice di cinema e teatro e personaggio televisivo, compagna di una vita di Renato Rascel: ne dà notizia su Facebook il figlio Cesare. “Con il cuore colmo di dolore, devo annunciare la scomparsa della mia amatissima mamma, Giuditta Saltarini -scrive -. Per molti è stata un’attrice straordinaria, una figura di spicco del teatro e della televisione italiana, e la compagna di vita di mio padre, Renato Rascel. Per me, è stata semplicemente la mia mamma, un faro di amore, forza e saggezza. La sua vita – aggiunge il figlio – è stata dedicata all’arte, alla cultura e alla famiglia. Con il suo talento, la sua passione e la sua eleganza, ha lasciato un segno profondo nel mondo dello spettacolo italiano e nel cuore di chi l’ha conosciuta. Ma oltre al palcoscenico, la sua grandezza era nell’animo: una donna forte, generosa, capace di dare amore incondizionato e di affrontare la vita con un sorriso che nessuno potrà dimenticare. Oggi il dolore è immenso, ma il suo ricordo vivrà sempre dentro di noi e nelle vite di tutti coloro che ha toccato con la sua luce. Grazie, mamma, per tutto quello che sei stata. Con me per sempre!”
L’attrice Giuditta Saltarini, interprete televisiva e teatrale, vedova dell’attore Renato Rascel (1912-1991), è morta dopo una lunga malattia. La notizia è stata data dal figlio Cesare, nato nel 1973 dalla relazione dell’attrice con il popolare attore il cui vero nome era Renato  Ranucci, da leiconosciuto sul set dello sceneggiato televisivo della  Rai “I racconti di padre Brown” (1970-71), tratto dagli omonimi  racconti dello scrittore inglese Gilbert Keith Chesterton dedicati al  reverendo investigatore. È stata la terza moglie di Rascel dopo Tina De Mola e Huguette Cartier.
Nata a Roma il 24 febbraio 1941, Giuditta Saltarini esordisce come  attrice di prosa in “Sei personaggi in cerca d’autore” di Pirandello,  regista Paolo Giuranna e protagonista Tino Carraro. Poi passa alla  Compagnia dei Quattro del regista Franco Enriquez, dello scenografo  Emanuele Luzzati e degli attori Valeria Moriconi e Glauco Mauri,  partecipando, in tre stagioni, a vari allestimenti: “Le Fenici” di  Euripide, “La dame de Chez Maxim’s” di Feydeau, “Le mosche” di Sartre  e “I giusti” di Camus.
Dopo l’incontro sul piccolo schermo con Renato Rascel, dopo un anno di studio di canto e danza, Saltarini debutta accanto allo stesso Rascel nella commedia musicale “Alleluja brava gente” di Garinei e Giovannini, in scena nel 1970 al Sistina di Roma e replicata per due anni con grande successo: nel cast, Gigi Proietti (che sostituì  Domenico Modugno, un forfait a pochi giorni dal debutto), Mariangela Melato (la prostituta Belcore), Gerry Bruno (ex componente del  quintetto dei Brutos) nel ruolo del ‘medicino’, Elio Pandolfi stralunato ‘archiepiscopo’, Enzo Garinei spassoso tombarolo; Saltarini era la vergine Peronella.
In seguito tornò in teatro con la rivista  “In bocca all’Ufo“, definita dall’autore Dino Verde “favola musicale  italo-galattica con lustrini e varietà”: Rascel era il comico,  Saltarini la soubrette.
Ha continuato a recitare sul palcoscenico e in tv è apparsa in serie come “Nemici per la pelle” (1980-1981), “Camilla (1992), “Vivere”, “Il maresciallo Rocca” (2003) “Don Matteo” (2004),  “Una grande famiglia” (2012-2015), “Solo per amore” (2015). (Fonte: rainews.it)

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Negli ottant’anni di Gianni Morandi ci sono mille vite

Negli ottant’anni di Gianni Morandi (Jacopone) ci passano almeno tre vite. Tipo: sapevate, per esempio, che la prima volta in cui si è cominciato a dire che fosse “finito” non era neanche trentenne? Erano gli inizi degli anni settanta, la stagione dei cantautori e dell’impegno politico, e la sua faccia da bravo ragazzo cronico, figlia di un mondo di Canzonissima, cover, beat generation e provincialismo prima di tutto culturale, da guardare come i rinascimentali guardavano il medioevo, era considerata fuori dal tempo, commerciale, falsa. Dimenticavano che nel 1966 aveva cantato C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones, inno antimilitarista diventato poi un evergreen, gesto di coraggio mica da poco: all’epoca, per i diktat di un paese moralista e “democristianizzato” fino all’osso, la Rai non poteva dire che quella stramaledetta canzone anti-Vietnam era in cima alle classifiche, e in trasmissione glissava.
Se i sessanta – e Celentano, e Bandiera gialla, e i Beatles, e il rock’n’roll – avevano inventato i giovani, Morandi, il futuro, eterno ragazzo, aveva comunque smesso di esserlo presto. Per fare capire l’ostilità a pelle: anni dopo, De Gregori gli farà causa in nome, diciamo, dell’oltraggio, per aver cantato la sua Buonanotte Fiorellino omettendo una strofa; solo molto più in là gli avrebbe chiesto scusa, ammettendo di non sapere “cosa gli fosse preso”.
Di padre calzolaio e madre casalinga, Morandi è figlio di un altro mondo: nasce in quella che allora era ancora la Repubblica di Salò, cresce tra i bambini prodigio delle varie Feste de l’Unità emiliane, in qualche modo si inventa un mestiere che sta per nascere. Cervello fino. Oggi diremmo popstar, negli Stati Uniti forse l’avrebbero già chiamato crooner, qui diventa “cantante di musica leggera”. Nonché subito presenza costante, e rassicurante, nella vita degli italiani, principalmente attraverso la televisione, che prima fa da veicolo alle varie Andavo a cento all’ora, Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte, In ginocchio da te e Occhi di ragazza, poi gli offre una scialuppa – ma davvero, piccoletta – con sceneggiati di poco conto, quanto la popolarità va a picco. Studia anche contrabbasso, passa anni duri, ma non perde mai la rotta. A riprenderlo per i capelli ci pensa l’amico Lucio Dalla, uno dei cantautori di cui sopra, ma siamo già a fine anni ottanta. Lo rilancia con il disco di coppia Dalla/Morandi, dove si toglie lo sfizio di cantare, tra le altre, Che cosa resterà di me, forse il suo pezzo migliore, scritto da Franco Battiato, in cui per la prima volta parla di un passato rosso e partigiano (dei genitori) che non aveva mai sbandierato, ma che dà tutta un’altra lettura alla sua musica. Ci arriviamo. Postilla anche qui: in Invito al viaggio, il concerto tributo a Battiato del 2021, Morandi sarà di gran lunga il migliore, con una versione da lacrime proprio di Che cosa resterà di me.
Perché Morandi è stato prima di tutto interprete, uno che ad andar bene si faceva cucire addosso le canzoni di altri, più spesso doveva prenderle da sé, sempre fuori dal processo creativo. E allora? E allora è un talento difficile da misurare e legittimare: tutti i grandi hanno avuto qualcosa con cui distinguersi nell’immaginario, lui no; ok, la voce pulita, ma insomma, non ha mica mai avuto, né cercato, l’aura di Mina, anzi ha più o meno sempre fatto le stesse canzoni. Come ha fatto a resistere tutti questi anni?
Sì perché, appunto, Morandi c’è sempre stato. Con Banane e lampone eccoci nel 1992, Apri tutte le porte – composta da Jovanotti, disco di platino, terzo posto al Sanremo dei trapper – è addirittura del 2022. In mezzo l’Ariston, ancora, da concorrente e conduttore, gli infiniti programmi tv, i tour nei teatri e nei palasport, perfino l’uso dei social un decennio avanti rispetto agli onnipresenti e ai venerati maestri di oggi. Nella sua carriera ci passano, anche, gli ottant’anni del nostro paese, le sue trasformazioni di costume, ma anche quel somigliare sempre a sé stesso. E dentro, appunto, Morandi: mai una parola fuori posto, mai una sopra le righe, mai un momento in cui venisse da pensare che fosse più bravo di qualcun altro in qualcosa, se non nel restare, mentre intorno scompaiono o invecchiano.
L’eterno ragazzo, sì: ma non si dice mai quanti scogli ha dovuto superare quel sorriso, per essere ancora qui; quanto, soprattutto, il suo approccio al mestiere sia in debito con l’attitudine operaia, umile, emiliana, che gli hanno passato i genitori. La chiave è stata questa. E la semplicità: prendere una canzone facile, cantarla bene. Hai detto niente. Perché alla fine Morandi, quello di cui nessuno può parlare male, è come pane e salame: la ricetta più facile del mondo, che si può complicare in cento modi, nemico degli intellettuali, ma nazional-popolare e che non passa mai di moda. A lui il merito, s’intende, di aver usato ingredienti di qualità. (Fonte: today.it – scritto da Patrizio Ruviglioni)

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Nel 2025 torna in scena “Caravaggio”

Dopo il debutto di quest’anno ad Asti e a Bolzano, “Michelangelo da Caravaggio” – A Rock Musical” sarà in tour anche nel 2025. Dagli autori di «Valjean», un nuovo spettacolo coinvolgente che esalta l’eredità artistica e spirituale del pittore, mostrando la sua lotta contro le tenebre e il suo costante desiderio di luce.
In uno stile musicale Rock Progressive incisivo e piacevole caratterizzato da un Sound Design indissolubilmente legato alla tradizione del Musical Theater, con 8 performer sul palco e 5 musicisti che suonano dal vivo, il musical racconta la rivoluzione artistica di Caravaggio, che sfidò la Roma Papalina del 1600 osando mostrare il Divino attraverso il dolore e la sofferenza degli Ultimi.
Le prime date fissate sono l’11 febbraio al Teatro Astra di Torino e il 13 marzo al Teatro Odeon di Biella. Tutti gli aggiornamenti nella nostra sezione “Spettacoli“.

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A Roma fine anno con “On Broadway”!

On Broadway” è uno spettacolo che celebra le più iconiche hit dei musical di sempre! In scena al Teatro Lo Spazio di Roma nei giorni 28, 29 e 31 Dicembre, questo evento promette di chiudere l’anno in bellezza con un concentrato di energia e divertimento.
Sotto la direzione di Giuseppe Brancato (Velvet Motel, Pinocchio Back To Wood, Cenerentola, Alice – Lost Inside You) , con la regia associata e coreografie di Mark Biocca e le coreografie di Stefano Turriziani, che cura anche la direzione artistica, On Broadway è prodotto da Teatro Lo Spazio in collaborazione con SUBTEXT ETS. Un cast di cinque performer di spicco nel panorama del musical italiano ed europeo –  Gea Andreotti, Angela Pascucci, Alessandro Lo Piccolo, Giulia Romano e Alberto Guarrasi – darà vita a un viaggio emozionante attraverso i brani più amati di musical leggendari come Priscilla La Regina del Deserto, Mamma Mia!, Wicked, Moulin Rouge! e molti altri.
CHIC – SEXY – FUN: queste sono le parole chiave di On Broadway. Gli spettatori vivranno un’esperienza coinvolgente, ricca di risate, interazioni e momenti di riflessione, il tutto accompagnato da trascinanti coreografie e performance dal vivo per salutare l’anno che sta per finire, con la magia del musical!

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A Milano arriva “Il miracolo di Marcellino”

Arriva al Teatro San Babila di Milano per la rassegna Codice Teatro, il musical “Il miracolo di Marcellino“. Scritto da Paolo Galli con le musiche di Mons. Marco Frisina, sarà in scena dal 19 al 22 e dal 27 al 29 dicembre prossimi. La regia è di Antonio Melissa.
Il Miracolo di Marcellino nasce come libro per bambini scritto da J.M. Sanchez Silva, famoso scrittore per l’infanzia spagnolo, diventato celebre proprio per il suo Marcellino Pane e Vino scritto nel 1953 e che due anni dopo divenne uno dei maggiori successi di cinema spagnolo a livello internazionale. Una storia capace di commuovere adulti e bambini.
Nel 2009 il musical Il Miracolo di Marcellino debutta al Teatro Sistina di Roma, con le musiche di Mons. Marco Frisina e con ben 11.000 presenze, riscuotendo grande successo di critica e di pubblico.
La storia, tratta da un’antica leggenda popolare spagnola, narra di un neonato abbandonato, raccolto in fasce ed allevato con amore dai frati di un convento. Crescendo Marcellino sente il bisogno di un amico, che trova in un crocifisso abbandonato nella soffitta del convento.
Fra il bimbo e Gesù si stabilisce una tenera amicizia; ogni giorno Marcellino porta al suo Amico pane e vino presi di nascosto dalla dispensa dei frati. Gesù ascolta le piccole pene e i desideri del bambino.

IL MIRACOLO DI MARCELLINO
(Marcellino pane e vino)

Libretto Paolo Galli
con musiche originali Mons. Marco Frisina
direzione musicale Adriano Scappini
assistente alla regia Vanna Tino
regia di Antonio Melissa

con
Myriam Somma Madre di Marcellino
Maurizio Semeraro Priore
Gioacchino Inzirillo Fra Din Don
Marco Massari Sindaco
Silvia Liberato Teresa
Davide Bonafini Fra balbetto
Antonio Lo Bianco Fra Pappina
Andrea Ghislotti Fra malato
Danny Bignotti Frate porta

Marcellino è Riccardo De Palo

Game Produzioni di Giovanna Gattino

NOTE DI REGIA
“Il miracolo di Marcellino” è una storia che mi porto nel cuore da anni, un racconto che ho incontrato per la prima volta come interprete e che, col tempo, ho avuto l’onore di dirigere. È uno spettacolo che non smette mai di sorprendermi, di commuovermi, di farmi riflettere. Ogni volta che lo portiamo in scena, accade qualcosa di magico, come se la storia di Marcellino, quel bambino dal cuore puro e dalla fede innocente, prendesse vita in modo nuovo e inaspettato.
Mi sento un custode di questa narrazione. Marcellino Pane e Vino è una storia semplice, ma di una profondità disarmante. Parla di amore, di solitudine, di speranza. Parla di miracoli, ma di quelli che accadono quotidianamente quando meno te lo aspetti, quando la vita ti sorprende con la sua dolcezza e la sua capacità di guarire le ferite più profonde. E non c’è periodo migliore del Natale per raccontarla. È come se la magia delle feste amplificasse il messaggio di meraviglia che questa storia porta con sé.
Guardando lo spettacolo, non si può fare a meno di sentirsi parte di questa storia. Marcellino diventa il bambino che è in ognuno di noi, quella parte di noi che ancora crede nei miracoli, che ancora cerca un po’ di calore e di comprensione in un mondo spesso troppo freddo e distante.
Quest’anno, grazie alla Game produzioni di Giovanna Gattino che ha fortemente voluto rimettere in scena quest’opera così magica e alla possibilità avuta grazie alla programmazione di Codice Teatro, saremo in scena  al Teatro San Babila di Milano. Lì, su quel palco, si ripeterà la magia.
Il Miracolo di Marcellino non è solo uno spettacolo ma un’esperienza che ti lascia un segno. Quando le luci si riaccendono e si torna alla vita quotidiana, ognuno porta con sè un pezzetto di quella purezza, di quell’amore semplice e autentico e forse, per un attimo, ci si ritrova a credere che anche nella nostra vita, da qualche parte, c’è spazio per un miracolo.”

Antonio Melissa

Perché uno Spettacolo sulla storia di Marcellino Pane e Vino?
“Da anni nel periodo di Natale in tutte le città si propongono a teatro degli spettacoli che “timbrano il cartellino”. Stagione dopo stagione i titoli sono ripetuti e ripetitivi.
Tra questi titoli ho sempre sentito la mancanza di qualcosa di nuovo che avesse il sapore di ricordi, di famiglia, di sorrisi e anche di commozione.
Pescando tra i miei ricordi di bambina e di Natali passati mi è tornata in mente una serata a casa dei miei nonni a vedere un film che mi aveva commosso e divertito:  Marcellino Pane e Vino
Natale dopo Natale è diventato uno dei titoli che guardavamo con la mia famiglia, una piccola tradizione, che univa tutti noi.
Questo ricordo si è trasformato nel desiderio di proporlo a teatro e di farlo conoscere alle nuove generazioni.
L’incontro con Antonio Melissa è stato determinante per trasformare questa idea in una realtà e così…Eccoci qua..
Non vedo l’ora di farvi vivere questo viaggio in un Convento molto Speciale.
Vi aspetto”

Giovanna Gattino

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Natale porta “Tootsie” a Milano

Divertente, romantico e con una irresistibile vena dissacrante che fa sorridere ma anche riflettere: per la prima volta in Italia è in scena “Tootsie“, il nuovo musical firmato e adattato in italiano da Massimo Romeo Piparo tratto dal famoso film del 1982 di Sydney Pollack con l’indimenticabile interpretazione di Dustin Hoffman.
Interpretato dall’inedita ma affiatatissima coppia formata da Paolo Conticini – già protagonista acclamato di successi come “Mamma Mia!” e “The Full Monty”- ed Enzo Iacchetti che torna finalmente al musical dopo il grande successo personale ottenuto nei panni di Zazà ne “Il Vizietto” – Tootsie sarà in scena al Teatro Manzoni di Milano, dal prossimo giovedì 26 dicembre e per tutte le feste di Natale, fino a mercoledì 1 gennaio.
Dopo i grandissimi successi e le novità degli ultimi anni, da “Cats” a “Matilda”, e al trionfale ritorno di “Jesus Christ Superstar”, Massimo Romeo Piparo porta a Milano un nuovo spettacolo, con l’intento di sorprendere e conquistare il cuore degli spettatori.
Come sempre il Teatro arriva più in fondo e in modo più diretto al cuore dei temi fondamentali della nostra società”, afferma Massimo Romeo Piparo. “In un momento in cui si fa tanto parlare (o urlare) di temi così delicati e sensibili come “sessismo”, “patriarcato”, “identità”, Tootsie, con leggerezza e grande ironia, oltre che con la ineguagliabile forza della musica, li rappresenta in modo chiaro e deciso, affidando a poche ma significative indimenticabili battute la prova di quanta confusione ci sia ancora oggi tra “essere” e “apparire”. Nella versione teatrale si aggiunge anche una caustica e pungente critica all’intero mondo dello showbusiness in cui – purtroppo – la differenza tra i sessi è ancora marcatamente segnata. La mia versione italiana – continua Piparo – tiene fedelmente conto dell’indirizzo dato dagli autori e ne esalta tutta l’ironia e la rinnovata comicità, integrandola grazie anche alla grande ispirazione che una inedita e strepitosa coppia di attori come Conticini e Iacchetti mi hanno fornito. Un cast di grandissimi professionisti, tutti perfettamente aderenti ai propri ruoli, ha completato la ricetta che mi ha permesso di offrire al pubblico italiano un prodotto attualissimo, scorrevole e di grande intrattenimento, che per la prima volta in Italia viene rappresentato dopo il suo successo a Broadway. Tootsie è un (meritato e doveroso) inno alle donne, uno spettacolo al femminile anche quando a parlarne… sono gli uomini, che potremmo condensare nella celeberrima battuta finale: “sono stato un uomo migliore con te, da donna…di quanto non lo sia stato con le altre donne…da uomo. Devo solo imparare a farlo…senza la gonna!”
Con il libretto di Robert Horn, vincitore del Tony Award per questo titolo, e la musica e i testi di David Yazbek, già autore di un altro grande successo come “The Full Monty”, il film Tootsie è classificato come una delle migliori commedie di tutti i tempi nella lista stilata dall’American Film Institute e acclamato come “Il Musical più divertente di Broadway!” (The New York Post), oltre ad aver ricevuto l’incredibile cifra di 11 nomination agli Oscar del Musical (Tony Award), tra cui quello per il miglior musical e la migliore partitura originale.
Lo spettacolo, prodotto da PeepArrow Entertainment in collaborazione con Il Sistina, racconta la storia di Michael Dorsey (Paolo Conticini), un bravo attore con un particolare talento per… non riuscire a mantenere un lavoro! Avvilito e disoccupato, Michael decide di fare un ultimo, disperato tentativo per realizzare i suoi sogni: si presenta al provino del musical sequel di Romeo e Giulietta, travestito da donna con il nome di Dorothy Michaels e, dopo un’ottima performance, lo vince. In una fulminea ascesa verso la celebrità di Broadway, Michael (travestito da Dorothy) diventa presto un’attrice amatissima dal pubblico ma, mentre il lavoro comincia ad andare a gonfie vele, Michael si innamora di una sua collega. Sarà il suo amico e coinquilino Jeff (Enzo Iacchetti), uno squattrinato ma navigato scrittore che per sopravvivere gestisce un ristorante, a metterlo di fronte alla realtà, facendogli realizzare che mantenere quel successo “di attrice” è molto più difficile di quanto si possa aspettare.
Con il suo ritmo serrato, le musiche coinvolgenti e una vicenda incredibilmente attuale, Tootsie è una commedia brillante e piena di colpi di scena, che si prende amabilmente gioco dell’intero mondo dello showbusiness con le sue dinamiche distorte, in cui “merito” e “scorciatoia” spesso si confondono. Ma la storia di Michael, grazie anche allo scoppiettante rapporto con il suo alter-ego Jeff, offre anche l’occasione per riflettere su temi importanti, come l’amore e il rapporto tra i sessi, l’identità e il ruolo della donna nella società, la genialità e il coraggio di rischiare per guadagnarsi un’opportunità per emergere. Celeberrima la frase finale che il camaleontico Dustin Hoffman rivolge alla sua amata nel disperato tentativo di “giustificare” il suo scambio di identità: “Sono stato un uomo migliore con te da ‘donna’, di quanto lo sia stato con le altre donne da ‘uomo‘”.
Dopo Milano prosegue il tour: tutte le date nella nostra sezione “Spettacoli“.

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A Milano c’è “Dirty Dancing”

Debutta questa sera al Teatro Carcano di Milano “Dirty Dancing“, nella versione curata da Federico Bellone, vista anche nel Regno Unito, West End di Londra compreso, ed in scena in questo periodo anche a Parigi. Lo spettacolo è in italiano con le canzoni in lingua originale. Il cast:
Johnny Gabrio Gentilini
Baby Vanessa Innocenti
Penny Marta Melchiorre
Jake Simone Pieroni
Lisa Laura Amodeo
Marjori Alice Mistroni
Max Silvano Torrieri
Neil Edoardo Piacente
Tito Robert Ediogu
e con Paky Vicenti, Jose Dominguez, Matteo Fresch, Renato Cortesi, Lorenzo Belviso, Annamaria Schiattarella, Erika Mariniello, Chiara Allegro, Martina Peruzzi
Lo spettacolo è scritto da Eleanor Bergstein. Co-regia Federico Bellone e Chiara Vecchi, scene di Clara Abbruzzese, costumi, acconciature e trucco di Chiara Donato, disegno luci di Valerio Tiberi, disegno fonico di Poti Martin. Consulente musicale è il maestro Giovanni Maria Lori. La produzione è di Karl Sydow in associazione con Lions Gate Films e Magic Hour Productions, con l’organizzazione generale di Broadway Italia.
Dirty Dancing è in scena in esclusiva a Milano, fino al 6 gennaio.

Il regista Federico Bellone con l’autrice Eleonor Bergstein,
nel 2014 in occasione della prima messa in scena italiana
di “Dirty Dancing”.

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“Mare Fuori” torna a Milano

A grande richiesta, torna al TAM Teatro Arcimboldi Milano dal 20 al 22 dicembre “Mare Fuori il musical, la trasposizione teatrale della fortunata serie Rai – Picomedia, diretto da Alessandro Siani e prodotto da Best Live.
Un debutto fantastico quello di Mare Fuori Il Musical, che nella stagione 23/24 ha girato in lungo e in largo l’Italia ed è stato scelto da centomila spettatori.
Andrea Sannino, Antonio Orefice, Maria Esposito, Mattia Zenzola, Giuseppe Pirozzi, Enrico Tijani, Antonio D’Aquino, Giulia Luzi, Carmen Pommella, Emanuele Palumbo, Leandro Amato, Antonio Rocco, Christian Roberto, Giulia Molino, Bianca Moccia, Angelo Caianiello, Pasquale Brunetti, Yuri Pascale Langer, Sveva Petruzzellis, Anna Capasso, Fabio Alterio, Benedetta Vari saranno nuovamente nel cast che vedremo al TAM Teatro Arcimboldi.
“Mare fuori amore dentro!!!”
“E ‘questa la frase magica che ha unito i nostri interpreti del musical con il pubblico, per una stagione che è stata strepitosa – dice il regista Alessandro Siani -. Un’ energia che ha contagiato magnificamente tutti, che, come un’onda, ha trascinato il messaggio d’amore e di rinascita che si è insediato come un raggio di bene tra le ombre del male. Per la prima volta in Italia – continua Siani – una serie tv è diventata uno spettacolo teatrale. Sarà un’ultima occasione per poter assistere dal vivo a un evento unico e imperdibile, per poter penetrare nelle vicende dei ragazzi e delle ragazze di Nisida, dell’educatore Giuseppe e soprattutto nelle vite di Carmine e Maria, due ragazzi del popolo che hanno il mare fuori e che sono nati sotto un cielo sbagliato. Vi aspettiamo con gioia a teatro”.

SINOSSI
L’Istituto di detenzione minorile è una bolla in cui “ragazzi interrotti” hanno la possibilità di capire chi sono e cosa vogliono al di là di cosa sono stati fuori da quelle mura. È una parentesi di sospensione in cui hanno la possibilità di navigare nel loro mare interiore, fare nuove scoperte e conoscere nuovi mondi. Luoghi che sinora non hanno mai esplorato.
Mentre fuori imperversa la guerra dei Ricci contro i Di Salvo, dentro l’IPM i loro eredi, Rosa Ricci e Carmine Di Salvo, si trovano l’una contro l’altro ma, in modo inspiegabile tra loro sin da subito inizia a scorrere una corrente magnetica che presto si trasforma in un sentimento forte e travolgente. I due ragazzi non possono sottrarsi a quello che provano e Beppe ne approfitta. L’educatore vede infatti proprio nel loro amore l’antidoto per l’insensata e tragica guerra tra le loro famiglie.
La scoperta dell’amore è come un’onda che travolge tutti i nostri protagonisti e, pur manifestandosi in diverse forme, conduce tutti alla scoperta di nuove parti di se stessi. Qualcuno di loro si trova perso a causa di questa emozione sconosciuta, qualcun altro invece vive questo sentimento come faro nella notte e si fa guidare dalla sua luce abbagliante. La musica è protagonista principale di questa epopea e ci accompagna in questo tortuoso ma avvincente percorso di crescita.

Cristiana Farina, Maurizio Careddu

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Golden Globe 2025: tutte le candidature

Annunciate le candidature per i Golden Globe 2025, che saranno assegnati il prossimo 5 gennaio. “Wicked” figura tra i candidati al miglior film commedia o musical, seppure con poche possibilità di vittoria secondo i “ben informati”, con Cynthia Erivo e Ariana Grande in lizza rispettivamente per Miglior attrice protagonista e non protagonista.
Ma ecco tutte le candidature:

Miglior film drammatico
The Brutalist
A Complete Unknown
Conclave
Dune: Parte Due
Nickel Boys
September 5

Miglior film comico e musical
Anora
Challengers
Emilia Pérez
A Real Pain
The Substance
Wicked

Miglior film internazionale
All We Imagine as Light
Emilia Pérez
Pigen med nålen (The Girl With the Needle)
I’m Still Here
The Seed of the Sacred Fig
Vermiglio

Miglior film animato
Flow: Un mondo da salvare
Inside Out 2
Memoir of a Snail
Oceania 2
Wallace & Gromit: Le piume della vendetta
Il robot selvaggio

Miglior risultato al box office
Alien: Romulus
Beetlejuice, Beetlejuice
Deadpool & Wolverine
Il Gladiatore II
Inside Out 2
Twisters
Wicked
Il robot selvaggio

Miglior regia
Jacques Audiard, Emilia Pérez
Sean Baker, Anora
Edward Berger, Conclave
Brady Corbet, The Brutalist
Coralie Fargeat, The Substance
Payal Kapadia, All We Imagine as Light

Miglior sceneggiatura
Jacques Audiard, Emilia Pérez
Sean Baker, Anora
Brady Corbet and Mona Fastvold, The Brutalist
Jesse Eisenberg, A Real Pain
Coralie Fargeat, The Substance
Peter Straughan, Conclave

Miglior attore in un film drammatico
Arien Brody, The Brutalist
Timothée Chalamet, A Complete Unknown
Daniel Craig, Queer
Colman Domingo, Sing Sing
Ralph Fiennes, Conclave
Sebastian Stan, The Apprentice

Miglior attrice in un film drammatico
Pamela Anderson, The Last Showgirl
Angelina Jolie, Maria
Nicole Kidman, Babygirl
Tilda Swinton, La stanza accanto
Fernanda Torres, I’m Still Here
Cate Blanchett, Lee

Miglior attore in un film comico o musical
Jesse Eisenberg, A Real Pain
Hugh Grant, Heretic
Gabriel LaBelle, Saturday Night
Jesse Plemons, Kinds of Kindness
Glen Powell, Hit Man
Sebastian Stan, A Different Man

Miglior attrice in un film comico o musical
Amy Adams, Nightbitch
Cynthia Erivo, Wicked
Karla Sofia Gascon, Emilia Pérez
Mikey Madison, Anora
Demi Moore, The Substance
Zendaya, Challengers

Miglior attore non protagonista
Yura Borisov, Anora
Kieran Culkin, A Real Pain
Edward Norton, A Complete Unknown
Guy Pearce, The Brutalist
Jeremy Strong, The Apprentice
Denzel Washington, Il Gladiatore II

Miglior attrice non protagonista
Selena Gomez, Emilia Pérez
Ariana Grande, Wicked
Felicity Jones, The Brutalist
Margaret Qualley, The Substance
Isabella Rosselini, Conclave
Zoe Saldana, Emilia Pérez

Miglior colonna sonora
Volker Bertelmann, Conclave
Daniel Blumberg, The Brutalist
Kris Bowers, Il robot selvaggio
Clément Ducol, Emilia Pérez
Trent Reznor and Atticus Ross, Challengers
Hans Zimmer, Dune: Parte Due

Miglior canzone
“Beautiful That Way”, The Last Showgirl (Andrew Wyatt, Miley Cyrus, Lykke Zachrisson)
“Compress/Repress”, Challengers (Trent Reznor, Atticus Ross, Luca Guadagnino)
“El Mal”, Emilia Pérez (Clément Ducol, Camille, Jacques Audiard)
“Forbidden Road”, Better Man (Robbie Williams, Freddy Wexler, Sacha Skarbek)
“Kiss the Sky”, Il robot selvaggio (Delacey, Jordan K. Johnson, Stefan Johnson, Maren Morris, Michael Pollack, Ali Tamposi)
“Mi Camino,” Emilia Pérez (Clément Ducol, Camille)

Serie tv

Miglior serie comica o musical
Abbott Elementary
The Bear
The Gentlemen
Hacks
Nobody Wants This
Only Murders in the Building

Miglior serie drammatica
The Day of the Jackal
The Diplomat
Mr. & Mrs. Smith
Shogun
Slow Horses
Squid Game 2

Miglior attore in una serie drammatica
Donald Glover, Mr. & Mrs. Smith
Jake Gyllenhaal, Presumed Innocent
Gary Oldman, Slow Horses
Eddie Redmayne, The Day of the Jackal
Hiroyuki Sanada, Shogun
Billy Bob Thornton, Landman

Miglior attrice in una serie drammatica
Kathy Bates, Matlock
Emma D’Arcy, House of the Dragon
Maya Erskine, Mr. & Mrs. Smith
Keira Knightley, Black Doves
Keri Russell, The Diplomat
Anna Sawai, Shogun

Miglior attrice in una serie comica o musical
Kristen Bell, Nobody Wants This
Quinta Brunson, Abbott Elementary
Ayo Edebiri, The Bear
Selena Gomez, Only Murders in the Building
Kathryn Hahn, Agatha All Along
Jean Smart, Hacks

Miglior attore in una serie comica o musical
Adam Brody, Nobody Wants This
Ted Danson, A Man on the Inside
Steve Martin, Only Murders in the Building
Jason Segel, Shrinking
Martin Short, Only Murders in the Building
Jeremy Allen White, The Bear

Miglior attore non protagonista in una serie tv
Tadanobu Asano, Shogun
Javier Bardem, Monsters
Harrison Ford, Shrinking
Jack Lowden, Slow Horses
Diego Luna, La Máquina
Ebon Moss-Bachrach, The Bear

Miglior attrice non protagonista in una serie tv
Liza Colón-Zayas, The Bear
Hannah Einbinder, Hacks
Dakota Fanning, Ripley
Jessica Gunning, Baby Reindeer
Allison Janney, The Diplomat
Kali Reis, True Detective: Night Country

Miglior miniserie o film tv
Baby Reindeer
Disclaimer
Monsters
The Penguin
Ripley
True Detective: Night Country

Miglior attore in una miniserie o film tv
Colin Farrell, The Penguin
Richard Gadd, Baby Reindeer
Kevin Kline, Disclaimer
Cooper Koch, Monsters
Ewan McGregor, A Gentleman in Moscow
Andrew Scott, Ripley

Miglior attrice in una miniserie o film tv
Cate Blanchett, Disclaimer
Jodie Foster, True Detective: Night Country
Cristin Milioti, The Penguin
Sofía Vergara, Griselda
Naomi Watts, Feud: Capote vs. The Swans
Kate Winslet, The Regime

Miglior stand up comedy
Jamie Foxx: What Had Happened Was, Jamie Foxx
Nikki Glaser: Someday You’ll Die, Nikki Glaser
Seth Meyers: Dad Man Walking, Seth Meyers
Adam Sandler: Love You, Adam Sandler
Ali Wong: Single Lady, Ali Wong
Ramy Youssef: More Feelings, Ramy Youssef

Premi speciali
Cecil B. DeMille Award: Viola Davis
Carol Burnett Award: Ted Danson

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