“Starlight Express” ha scritto a Downing Street

Harrison Peterkin, che interpreta il ruolo di Lumber nella produzione attualmente in corso al Troubadour Wembley Park Theatre del musical “Starlight Express“, è stato incaricato di spedire un messaggio al nuovo Primo Ministro del Regno Unito Keir Starmer.
Organizzato dalla Society of London Theatre e dallo UK Theatre, il video qui sopra ha visto Peterkin pattinare davanti a importanti monumenti del governo, tra cui Downing Street, il Tesoro e il Dipartimento per la cultura, i media e lo sport.
Nella lettera indirizzata al Primo Ministro, i co-amministratori delegati della Society of London Theatre e del UK Theatre, Claire Walker e Hannah Essex, hanno sottolineato l’importanza economica e sociale dell’industria teatrale. Hanno poi fatto presente che per ogni sterlina spesa per un biglietto teatrale, altre 1,40 sterline vengono spese nell’area locale, con un importante impatto economico del settore.
Inoltre, la lettera sottolinea il successo globale delle produzioni teatrali del Regno Unito, illustrandolo con l’esempio di “The Lion King”. Mentre la versione cinematografica ha incassato 1,6 miliardi di dollari in tutto il mondo, l’adattamento teatrale ha superato di gran lunga questa cifra, incassando 9,3 miliardi di dollari.
Tre le proposte chiave indicate nella lettera : facilitare un viaggio teatrale per ogni bambino in età scolare, investire negli edifici teatrali e creare una nuova revisione strategica degli investimenti pubblici nelle arti.

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Addio a Shelley Duvall

Il suo volto atterrito in Shining – l’horror capolavoro di Stanley Kubrick in cui interpretava la moglie di Jack Nicholson (1980) – è la prima immagine che ci viene in mente quando pensiamo a Shelley Duvall. Ma la compianta attrice texana – morta nel sonno l’11 luglio a 75 anni per via di una grave forma di diabete – al cinema è stata anche altro, tanto altro.
A cominciare dalla speciale collaborazione professionale con un altro maestro della settima arte come Robert Altman, il regista che di fatto la scoprì e per il quale lei diventò Millie nel celebre film Tre donne (1977). Un ruolo tragicomico e semi-improvvisato (quello di una dipendente di una SPA per anziani nel deserto californiano, che invita una collega, interpretata da Sissy Spacek, a condividere il suo appartamento, provocando una confusione di identità) che le conferì definitivamente lo status di attrice e che le fece vincere il premio come Miglior interprete femminile al Festival di Cannes 1978.
L’incontro con Altman avvenne nel 1969, ad una festa organizzata per il suo fidanzato dell’epoca, l’artista Bernard Sampson: Shelley Duvall, all’epoca ventenne, venne notata dal regista e ottenne il suo primo ruolo nel film Brewster McCloud (Anche gli uccelli uccidono, 1970). Lei, ancora non convinta di intraprendere la strada del cinema, ha un talento innato, nonostante una goffaggine infantile. Seguiranno, sempre con Altman in regia, in rapida successione I compari (McCabe & Mrs. Miller, 1971), Gang (Thieves Like Us, 1974), Nashville (1975) e Buffalo Bill e gli indiani (Buffalo Bill and the Indians, or Sitting Bull’s History Lesson, 1976).
Prima del già citato Tre donne, si accorge di lei anche Woody Allen che la arruola nel suo capolavoro Io e Annie (1977, con protagonista Diane Keaton). La sua interpretazione – in gran parte tagliata in fase di montaggio- lascia una grande impressione in chi guarda il film nei panni di Pam, una giornalista di Rolling Stone che pronuncia battute aspre e ironiche. Poi nel 1979, convocata dall’intellettualmente gigantesco Stanley Kubrick, prende parte al film che la rese celebre in tutto il mondo: Shining. Eppure fu proprio questa pellicola a segnarla nel profondo, mettendo a dura prova la sua tenuta mentale: “Kubrick mi ha fatto piangere 12 ore al giorno per settimane – confidò alla rivista People nel 1981 – Non darei mai così tanto per un ruolo. Se vuoi far soffrire la gente e chiamarla arte, fai pure, ma senza di me”.
Una volta fuggita dall’Overlook Hotel, Shelley Duvall recitò ancora (la settima e ultima volta) per Altman in Popeye – Braccio di Ferro (1980, lei è Olivia, la moglie del protagonista, interpretato da Robin Williams) e poi per Terry Gilliam nella commedia nera I banditi del tempo (1981). Subito dopo le sue apparizioni sul grande schermo negli anni successivi caleranno bruscamente, anche se vanno ricordate le sue prove con grandi registi come Tim Burton (Frankenweenie, 1984), Steven Soderbergh (Torbide ossessioni, 1995) e Jane Campion (Ritratto di signora, 1996). Del 2023 è invece la sua ultima apparizione, in The Forest Hills di Scott Goldberg.
Ricordarla solo per la pellicola di Kubrick sarebbe un errore, una “prigione” dentro la quale lei, anche e soprattutto ora che non c’è più, non merita di essere relegata. Il ricordo di Shelley invece deve volare libero, come recita il toccante messaggio pubblicato sull’Hollywood Reporter dal suo compagno Dan Gilroy, (regista e sceneggiatore) per annunciarne la morte: “La mia cara, dolce, meravigliosa compagna di vita e amica ci ha lasciato. Lei, che ultimamente soffriva troppo, ora è libera. Vola via, bella Shelley”. (Fonte: vogue.it scritto da Giacomo Aricò)

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A Londra in scena “A Chorus Line”

Al Sadler’s Wells di Londra, teatro nel quartiere di Islington, sarà in scena dal 31 luglio al 25 agosto “A Chorus Line“, nell’edizione diretta da Nikolai Foster già vista nel 2021 al Curve. Il leggendario Adam Cooper (Singin’ in the Rain, Swan Lake di Matthew Bourne) e Carly Mercedes Dyer (The Drifters Girl Tour, Anything Goes, Dreamgirls) riprendono i ruoli di Zach e Cassie che hanno interpretato con grande successo di critica consensi alla Curve nel 2021.
Con un libretto di James Kirkwood e Nicholas Dante, musica di Marvin Hamlisch e testi di Edward Kleban, A Chorus Line presenta canzoni iconiche tra cui One, I Hope I Get It, Nothing, What I Did For Love.
(Foto © Marc Brenner)

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“Boop!” a Broadway da aprile 2025

“BOOP! The Betty Boop Musical” debutterà a Broadway nell’aprile 2025, con date precise e luogo da annunciare, ma lo “sbarco”, che sembrava improbabile, è invece confermato. Con un libretto di Bob Martin e musiche di David Foster e Susan BirkenheadBoop! è diretto e coreografato da Jerry Mitchell ed è basato sui personaggi creati da Max Fleischer. Lo spettacolo segue l’iconico personaggio mentre sogna un normale giorno libero dal suo mondo in bianco e nero, che la porterà nella colorata e piena di musica New York City. Il team creativo comprende David Rockwell (scene), Gregg Barnes (costumi), Philip S. Rosenberg (luci), Gareth Owen (suono), Finn Ross (proiezioni) e Darryl Waters (supervisione musicale).
(Foto © Mark Seliger)

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Cyndi Lauper: Lasciate cantare il canarino

È in programmazione dall’inizio di giugno su Paramount +Cyndi Lauper: Lasciate cantare il canarino“. Il video racconta la fulminea ascesa di Cyndi Lauper e il suo profondo impatto sulle generazioni attraverso la sua musica, il suo stile punk in continua evoluzione ed il suo instancabile impegno in difesa dei diritti delle donne e delle minoranze. Un documentario, diretto da Alison Ellwood, che porta all’esplorazione di un’artista rinomata e pionieristica, capace di lasciare una notevole eredità con la sua arte. Il lavoro, dedicato alla quarantennale carriera della cantautrice statunitense, anticipa l’omonimo album e il relativo tour con cui darà il suo definitivo addio alle scene all’età di 70 anni. «Nel corso degli anni mi è stato chiesto di fare un documentario sulla mia vita e sul mio lavoro, ma non mi è mai sembrato il momento giusto. Fino ad ora», ha dichiarato  Cyndi Lauper. «Quando ho incontrato per la prima volta Alison Ellwood, ho capito subito che potevo fidarmi di lei per raccontare la mia storia in modo onesto, cosa che per me era incredibilmente importante, e lei ci è riuscita. Vorrei ringraziare Alison, i produttori e tutti gli straordinari partecipanti al documentario che hanno accettato di essere intervistati».
Il titolo del documentario deriva da una causa che la Lauper dovette affrontare più di 40 anni fa, diventata solista dopo il periodo trascorso con i Blue Angel. Il giudice che risolse il caso disse di Lauper: «Lasciate che il canarino canti».
Cyndi Lauper è autrice del musical di grande successo “Kinky Boots” e sta preparando la versione musical di “Working Girl” (Una donna in carriera).

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Nicolas Vaporidis si sposa

Nicolas Vaporidis (The Full Monty) tra pochi giorni sposerà Ali. L’attore di “Notte prima degli esami” vive e lavora a Londra, dove ha aperto un ristorante. “Il matrimonio sarà tra due settimane. La mia futura moglie si chiama Ali. Stiamo insieme da un po’. Lei è metà italiana e metà inglese. Vorrei dei figli, sono pronto. Il resto preferisco tenerlo privato” ha raccontato a “La Repubblica” Vaporidis che è già stato sposato con Giorgia Surina.
La vita di Nicolas Vaporidis è svoltata dopo la pandemia. “Il Covid è stato un acceleratore di cui una cosa che, forse, era già scritta… il mio lavoro era diventato solo un lavoro. Forse ho fatto troppo. Insomma, non ero più felice. Era rimasta solo la parte negativa del mestiere. Le attese lunghissime tra un film e un altro, i tempi morti, la fatica. Non c’era più quella gioia che avevo provato all’inizio. Così, dopo aver passato tre mesi da solo chiuso nel mio attichetto a Monteverde durante il lockdown, ho capito che me ne dovevo andare” ha raccontato l’attore al quotidiano “La Repubblica”.
Il successo di “Notte prima degli esami” lo ha travolto e Nicolas Vaporidis non se lo aspettava: “Avevo 24 anni. La sera prima che uscisse il film ero un perfetto sconosciuto, il giorno dopo mi fermavano per strada. Si è aperto un mondo, mille possibilità. Da quel momento ho fatto 20 anni di cinema e 46 film. Un bel giro sulla giostra, insomma. Ma poi ho detto basta, perché quella non era la vita vera. Mi sono trasferito a Londra e ho ricominciato”.
Non è facile gestire la popolarità. E Nicolas Vaporidis spiega: “Per me era una cosa assurda. La mia è una famiglia normale, mia madre aveva un negozio di abbigliamento. E poi ero timido, in realtà ho fatto l’attore proprio per esorcizzare quella timidezza. Immaginate quando sono stato travolto dal successo di Notte prima degli esami. Porte aperte ovunque. Tutti che ti vogliono. Donne, soldi. Ho perso il senso della realtà. Era una vita artefatta. Con rapporti artefatti. Molti ti stanno intorno solo per opportunismo. E poi parte una corsa a chi ha di più, a chi fa più cose”. Tre anni fa la svolta. “Ho mollato tutto e me ne sono andato”. (Fonte: tgcom24.mediaset.it)

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Si prepara “Studio 54 – The Musical”!

I produttori Robert Greenblatt e Neil Meron hanno annunciato l’intenzione di sviluppare “Studio 54 The Musical” per Broadway. La produzione avrà un libretto di Chad Hodge (Holiday Inn) e musiche di leggendari artisti disco. Il vincitore del Tony Award Sergio Trujillo firmerà la regia.
Il musical ripercorrerà la sorprendente ascesa e l’improvvisa caduta del club di New York più leggendario nella storia della vita notturna. In un tempo sorprendentemente breve, due impresari trasformarono un teatro abbandonato del West Side nel club più alla moda della storia di New York, trasformando completamente la musica, la vita notturna e la cultura delle celebrità. Ha anche trasformato la vita di tutti coloro che sono riusciti a varcare quella porta, sia per una notte straordinaria che per tutte le notti. Fino a quando tutto improvvisamente finì.
Insieme, Meron e Greenblatt hanno prodotto tutti i musical dal vivo della NBC: The Sound of Music Live!, Peter Pan Live!, The Wiz Live!, Hairspray Live!, Jesus Christ Superstar Live in Concert! e Annie Live!.La coppia sta attualmente producendo anche “Smash” insieme a Steven Spielberg. Gli altri crediti di Meron come produttore a Broadway includono Some Like It Hot, How To Succeed in Business Without Really Trying e Promises, Promises, mentre Greenblatt ha vinto quattro Tony in una carriera iniziata con l’adattamento a Broadway di 9 to 5 The Musical di Dolly Parton.

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L’estate 2024 degli Oblivion!

Gli Oblivion, ovvero Graziana BorcianiDavide CalabreseFrancesca Folloni, Lorenzo ScudaFabio Vagnarelli, sono pronti a farci divertire anche nel corso dell’estate con il loro spettacolo “Oblivion Collection“.
Cinque voci e una chitarra, il trionfo della parodia, i pezzi più divertenti della collezione Oblivion. A metà tra un concerto e una chiacchierata, gli Oblivion diventeranno davanti ai vostri occhi i cinque dei promessi sposi in 10 minuti, i cinque gradi di separazione tra i Queen e Gianni Morandi, i cinque delle parodie sanremesi e i cinque dell’Ave Maria Remix. Riuscendo comunque a mantenere lo status di cinque cialtroni.
(Foto © Laila Pozzo)

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Addio a Angela Pagano

Eduardo mi ha insegnato a stare sul palco, mi ha insegnato la disciplina, mi ha insegnato a trovare il personaggio e ho imparato guardandolo“. Gli inizi della sua vita sul palco li ricordava così Angela Pagano, scomparsa ieri a 87 anni. Una vita che aveva ripercorso in un libro “Il diario ritrovato” e in uno spettacolo andato in scena  nel luglio scorso per il Campania Teatro Festival, straordinario racconto che aveva commosso, emozionato, divertito il pubblico. Il debutto nel 1958 ne “La fortuna con la effe maiuscola”, nascosta dietro le quinte per assorbire tutto dal maestro Eduardo, che poi avrebbe lasciato, tornando trent’anni dopo a lavorare con lui. L’infanzia con la guerra, le bombe, la fuga verso le Marche con la famiglia. Poi il ritorno nella Napoli degli americani dove a 8 anni cantava accompagnando il padre mandolinista. Il lavoro in un negozio di guanti, l’incontro con tutti i grandi del palcoscenico. “A tutti ho rubato –  diceva -: Eduardo, Peppino, Patroni Griffi, Pugliese, Visconti, Franca Valeri”. Patroni Griffi, ricordava, le insegnò ad amare Raffaele Viviani. Negli anni ’70 fu sul palco di “Hair”, il musical che rivoluzionò tutto. Recitò nel “Masaniello” di Armando Pugliese ed Elvio Porta nel 1974. Teatro, cinema, l’ultimo set con Marco D’Amore in “Caracas”, musica. Alla sua amata Napoli non risparmiava critiche su aspetti come l’overtourism. Pronta sempre a bacchettare politici e istituzioni che di teatro, diceva, non si occupano abbastanza. Per lei camera ardente al San Ferdinando  poi i funerali nella chiesa degli artisti di Piazza Trieste e Trento. (Fonte: rainews.it)

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“La Stagione Diversa”: il bando di partecipazione

Vi abbiamo già parlato de “La Stagione Diversa” di Imbonati 11 Art Hub a Milano, con la direzione artistica di Simone Nardini. Ora è disponibile il bando di partecipazione, rivolto a Compagnie e Artisti.
Potete scaricarlo a questo link.

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