Maurizio Mattioli si è sposato

Maurizio Mattioli (Rugantino, Il Conte Tacchia) si è sposato. Domenica 14 gennaio l’attore 74enne ha coronato il suo rapporto d’amore con la compagna Simonetta Benincasa, di quattro anni più giovane, al suo fianco dal 2015. Molto riservato sulla sua vita privata segnata dalla morte della moglie Barbara Divita nel 2014, Mattioli ha fatto un’eccezione condividendo sui social alcuni momenti delle nozze celebrato a Gorga, paese d’origine in provincia di Roma. Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, anche volti noti come Enzo Salvi che è stato suo testimone, Pier Francesco Pingitore, Alberto Laurenti e Rino Barillari. E alla vigilia delle nozze un video che ha raccolto le foto di coppia più belle è stato postato con la frase “ci siamo”, segno dell’impazienza di diventare marito della sua Simonetta.
Maurizio Mattioli ha presentato per la prima volta la sua compagna in una puntata del programma televisivo Storie italiane nel 2023. In quell’occasione l’attore confidò con quanta difficoltà era riuscito a riaprirsi al mondo proprio grazie a Simonetta: “Questo incontro prima o poi doveva avvenire, non c’è niente da nascondere. Ma c’è sempre un attimo di paura nel dire una cosa. Quando poi si tratta di cose intime c’è sempre timore. Io ho sentito il bisogno, frequentandomi con lei, di pensare che sia quella che mi accompagnerà fino al traguardo”. Della vita privata di Benincasa non si sa molto. Lontana dal mond dello spettacolo, di lei Mattioli ha detto: “Conviviamo, stiamo attaccati, non mi aspettavo tutto questo. Qualcuno me l’ha mandata dal cielo. Lei ha avuto un marito e una figlia, io mia moglie e mia figlia”. I due si sono conosciuti grazie ad amici comuni e, dopo essersi persi di vista, si sono ritrovati per un caffè e una cena. Da allora non si sono più lasciati. (Fonte: today.it)

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Nuovo monologo-musical di Elisabetta Tulli

Dopo i riconoscimenti nazionali de Le ragazze di Via Savoia, 31 Elisabetta Tulli, interprete di diversi musical di rilievo nazionale, come ad esempio Mamma mia! ed autrice di spettacoli come Italy Bares, Dialogo, Edda Ciano, In due sotto a na finestra, La storia di Giulietto, insieme ad Andrea Calandrini, compositore e direttore d’orchestra di molti musical del Teatro Nazionale di Milano, come l’attuale Chicago, tornano a lavorare insieme per cimentarsi in una nuova storia, una storia vera, odierna, la storia irrisolta di Antonietta Longo. La regia è affidata a Giuseppe Brancato. Lo spettacolo, dal titolo “L’ultima notte di Cabiria”,sarà in scena a Roma, Teatro Kopò, il 3 e 4 febbraio prossimi.
I punti fermi del monologo sono la musica originale,  che  fornisce allo spettacolo la connotazione di musical da camera, la Roma degli anni Cinquanta di cui siamo ancora fortemente figli, un fatto di cronaca che tenne i lettori di tutte le riviste italiane incollati alle incertezze quotidiane di questo primo femminicidio post bellico del Lazio e le donne sempre indagate e tutte interpretate da Elisabetta Tulli nelle loro manie, leggerezze e dolori.
La storia di Antonietta Longo, che Elisabetta Tulli tenta di ricostruire, grazie anche all’aiuto del pronipote, Giuseppe Reina, autore del libro: “Io sono Antonietta”, fece talmente clamore negli anni Cinquanta da ispirare Federico Fellini per il personaggio della protagonista ne Le notti di Cabiria, da cui il titolo.
La vera Cabiria è Antonietta, ma il finale è diverso.
Lo scopo di questo lavoro è per l’autrice quello di tenere viva la memoria di una donna senza giustizia e testimoniare culturalmente, attraverso il teatro, che “la morte non è l’ultima parola”, anzi può essere ed è l’inizio di una riflessione, di un cambiamento.
Per questo Elisabetta Tulli vorrebbe ulteriormente sensibilizzare invitando associazioni che hanno a cuore le donne e le loro difficoltà di qualsiasi tipo e invitarle per aggiungere testimonianza a testimonianza, con un piccolo dialogo ad ogni fine replica.

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Addio al regista Norman Jewinson

È morto il regista canadese Norman Jewison, che ha diretto film memorabili come «La calda notte dell’ispettore Tibbs», «Il violinista sul tetto», «Jesus Christ Superstar», «Rollerball», «Agnese di Dio» e «Stregata dalla Luna». Si è spento nella sua casa di Los Angeles all’età di 97 anni sabato 20 gennaio, come ha annunciato il pubblicista Jeff Sanderson a nome della famiglia. Tra gli anni Sessanta e gli Ottanta Jewison – autore progressista di un cinema di impegno civile e tecnicamente molto innovativo – ha collezionato una serie di meritati successi e sette candidature agli Oscar, oltre all’Orso d’argento alla regia nel 1988 al Festival di Berlino per «Stregata dalla luna» e al prestigioso premio Irving G. Thalberg, assegnatogli nell’ambito degli Academy Awards nel 1999 come riconoscimento alla carriera.
Nato a Toronto il 21 luglio 1926, dopo la laurea nel 1950 Norman Jewison si trasferì a Londra, dove in due anni apprese le regole del mestiere di autore televisivo alla Bbc. Tornato nella sua città natale lavorò alla tv canadese Cbc dal 1953 al 1958, per poi dirigere e produrre a New York vari spettacoli musicali, tra cui alcune puntate di «The Judy Garland show» (1962-63). A Hollywood fece il suo esordio nella regia con il film Disney «20 chili di guai… e una tonnellata di gioia» (1962), seguito da alcune commedie, due delle quali interpretate da Doris Day: «Quel certo non so che» (1963) e «Non mandarmi fiori» (1964).
Si affermò come cineasta innovativo con il quinto film «Cincinnati Kid» (1965), dove analizza metaforicamente le dinamiche sociali e la loro conflittualità, presentando le partite di poker tra il giovane sfidante (Steve McQueen) e l’anziano e ormai affermato avversario (Edward G. Robinson) come autentici duelli. A questo film fece seguito «Arrivano i russi, arrivano i russi» (1966), primo lavoro a essere anche prodotto dal regista e prima nomination all’Oscar come miglior film. Da allora il mondo lacerato dal razzismo divenne una costante della filmografia di Norman Jewison, con un’ideale trilogia sull’intolleranza verso gli afroamericani negli Stati Uniti: il poliziesco antirazzista «La calda notte dell’ispettore Tibbs» (1967), per il quale ottenne una nomination all’Oscar per la regia, film basato sul personaggio di un detective afroamericano interpretato da Sidney Poitier; «Storia di un soldato» (1984), nuovamente candidato all’Oscar come miglior film; e «Hurricane – Il grido dell’innocenza» (1999), che trasforma la vicenda del pugile Rubin Carter in un atto d’accusa verso il sistema poliziesco e giudiziario statunitense.
Norman Jewison in diversi film ha indagato l’autorità costituita, che calpesta giustizia, legalità e solidarietà, come in «Il caso Thomas Crown» (1968) e «Il violinista sul tetto» (1971), rivisitazione musicale dell’antisemitismo nella Russia zarista, che ottenne due nomination all’Oscar per la regia e il film. Uno dei suoi maggiori successi fu «Jesus Christ, superstar» (1973), cui il regista contribuì anche come sceneggiatore, collaborando all’originale rielaborazione del musical teatrale. Ha poi diretto «Rollerball» (1975), uno dei capisaldi della fanta-sociologia degli anni Settanta; «…e giustizia per tutti» (1979). «I soldi degli altri» (1991) rappresenta una delle più riuscite e implacabili satire del capitalismo selvaggio e del libero mercato degli anni Ottanta, impersonato dal rapace affarista Garfield (Danny DeVito). Da ricordare tra le altre sue pellicole: «F.I.S.T.» (1978), «Amici come prima» (1982), «Agnese di Dio» (1985), «Stregata dalla luna» (1987), «Vietnam: verità da dimenticare» (1989), «Only You – Amore a prima vista» (1994), «Bogus – L’amico immaginario» (1996), «Hurricane – Il grido dell’innocenza» (1999), «A cena da amici» (2001) e «La sentenza» (2003). (Fonte: corriere.it)

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Torna in tour anche nel 2024 “La Divina Commedia”

La Divina Commedia Opera Musical, l’acclamato kolossal, prodotto da MIC International Company, che nelle passate stagioni ha ottenuto numerosi sold out, torna in tour dal 25 gennaio 2024, partendo dal Teatro La Fenice di Senigallia. Tutte le date nella nostra sezione “Spettacoli
La Divina Commedia Opera Musical ha la regia di Andrea Ortis, che assieme a Gianmario Pagano ha curato anche i testi, con le musiche composte da Marco Frisina.
L’edizione 2024 si arricchisce di numerose novità a completamento di testi innovativi e quadri scenici realizzati e pensati dal regista e dal team creativo per rendere l’opera musical un moderno kolossal teatrale: nuovi effetti tecnologici di luci e proiezioni, ancor più evoluti e sorprendenti, che dipingono la scena con quadri in 3D in continuo mutamento, un nuovo cast e la voce narrante di Giancarlo Giannini.
Il più grande racconto dell’animo umano, della sua miseria e della sua potenza, tra vizi, peccati e virtù che non conoscono l’usura del tempo, riprende così la forma dello spettacolo di voci, danze e tecnologia in un allestimento così straordinario da far guadagnare a La Divina Commedia Opera Musical la Medaglia d’oro dalla Società Dante Alighieri, il titolo per ben due volte di Miglior Musical al Premio Persefone edizione 2019 e edizione 2020, e la partecipazione istituzionale nel 2021 con il riconoscimento del Senato della Repubblica, il patrocinio del Ministero della Cultura nel 2021, oltre al sempre costante patrocinio morale della Società Dante Alighieri. Successo, riconoscimenti e presenze di grandissima valenza.
Inferno, Purgatorio e Paradiso: proiezioni immersive in 3D inondano il pubblico e lo immergono nell’immensità sublime che solo il padre della lingua italiana ha saputo creare nelle tre cantiche. E in questo viaggio teatrale, dove la tecnologia è elemento essenziale della narrazione, tutti gli spettatori, anche i più giovani, possono ammirare, comprendendola appieno, la grandezza del Sommo Poeta. (PHOTO Zaira Stabile Camera WORK)

LA DIVINA COMMEDIA OPERA MUSICAL

TEAM CREATIVO
Regia Andrea Ortis
Musiche Marco Frisina
Testi Gianmario Pagano – Andrea Ortis
Voce Narrante Giancarlo Giannini
Scenografia Lara Carissimi
Coreografie Massimiliano Volpini
Luci Valerio Tiberi
Video Virginio Levrio
Suono Francesco Iannotta

CAST
Dante Antonello Angiolillo
Virgilio Andrea Ortis
Beatrice Myriam Somma
Ulisse/Catone/Guido Guinizzelli Leonardo Di Minno
Francesca/Matelda Valentina Gullace
Caronte/Ugolino/Cesare/San Bernardo gipeto
Pier delle Vigne Antonio Sorrentino
Pia de’ Tolomei/La Donna Sofia Caselli

CORPO DI BALLO
Mariacaterina Mambretti, Danilo Calabrese, Raffaele Iorio, Fabio Cilento, Federica Montemurro, Alice Pagani, Serena Marchese, Arianna Lenti, Raffaele Rizzo, Michela Tiero, Alessandro Trazzera, Luca Ronci.

STAFF ARTISTICO
Mariacaterina Mambretti – Capoballetto
Emma De Nola – Assistente alla regia

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“Anna” di Tony Lofaro: dallo spettacolo al film cortometraggio

“Anna, fiore della Shoah | La forza della Memoria”, film cortometraggio in danza, nasce dall’evoluzione dello spettacolo teatrale ideato e diretto da Tony Lofaro “Anna, Diario figlio della Shoah”.
Prodotto da OroCreative, firma che unisce il talentuoso videomaker Daniele Chatrian e Tony Lofaro, il corto ha la prestigiosa partnership di TAM, Teatro degli Arcimboldi di Milano e del suo direttore artistico Gianmario Longoni.
Dal 2020, Lofaro, coreografo e regista eporediese, cura con forza e dedizione una personale missione nella Memoria, portando all’attraverso l’arte il suo contributo alla divulgazione, in ricordo di tutte le vittime dell’Olocausto. Il soggetto di Anne Frank diventa per lui tema inclusivo per le generazioni, motivo di sviluppo artistico attraverso la danza, il teatro, le immagini.
“L’idea di un film cortometraggio era nei miei sogni da tempo – afferma Lofaro -. Ho in me da sempre due grosse sfaccettature: sognare in grande e poi lavorare con impegno e dedizione inseguendo quel sogno. È sempre stato così. Ne ho parlato prima con Stefano Romeo (grande professionista del teatro, direttore di scena di tutti i miei spettacoli negli ultimi dieci anni) e naturalmente con Daniele Chatrian, mio socio OroCreative. La loro reazione mi ha dato il via, con entusiasmo e grande coraggio. “Anna, fiore della Shoah” non sarà lo spettacolo teatrale in video ma una retrospettiva intensa e personale della piccola Anne, qualcosa di totalmente nuovo ed unico, fra sogno e realtà”.
La squadra tecnico-creativo del progetto è quella che dal 2020, anno di nascita di “Anna”, Lofaro ha composto gradualmente e con cura, professionisti ed essere umani di grande sensibilità che credono in questa missione nel ricordo, diventata oramai anche la loro.
Si rinnova la collaborazione con “MTS, Musical the School” Milano e col suo direttore Simone Nardini; i ragazzi di MTS, una quindicina, saranno parte del film cortometraggio. Non ultimi otto danzatori solisti, alcune bellissime conferme (Stefania De Leo, Davide Fortin, Alessia De Fazio) e una ventata di novità e grande talento (Kevin Bhoyroo, Arianna Lenti, Alessia Gorini, Stefano Ledda, Luca Ronci).
Il talento di Cristina Pini, volto di Anna da sempre, ancora una volta orgogliosamente nel cast: Cristina, nel ruolo di Anna, si conferma un talento espressivo che sorprende ogni volta; appena diciottenne, è cresciuta insieme ad Anna in questi anni, sfidando sé stessa e mettendosi sempre in gioco in un ruolo per nulla semplice. Proprio come fu Anna Frank, una ragazza forte per la sua giovane età, sensibile, che non ha mai perso la speranza, con un immenso amore per la vita e le persone.
Le prime riprese sono iniziate in autunno, in un piccolo teatro dove sono state realizzate alcune pose, diventate il traino del lancio del film cortometraggio. Il grande lavoro è avvenuto grazie a TAM Teatro Arcimboldi Milano. Per Lofaro e Chatrian, un immenso onore aver potuto girare su quel palcoscenico ed in sala, all’interno di uno dei teatri più belli e prestigiosi che abbiamo in Italia.
“La disponibilità, sensibilità per la causa e gentilezza del direttore artistico del Teatro Arcimboldi Gianmario Longoni è stata la svolta per dare ad “Anna, Fiore della Shoah” il massimo della qualità possibile, là dove una rinascita parte e riparte ancora una volta da un teatro, il mio habitat. E poi il supporto di tutta la squadra di lavoro TAM, qualcosa che realmente mi lusinga ed emoziona. Essere sostenuto da TAM è per me motivo di grande orgoglio, una partnership unica”. (Tony Lofaro)
“Anna, fiore della Shoah” vive di rinascite e speranza, un moto perpetuo di movimento, là dove la storia ci racconta gli orrori della Shoah le immagini divengono talvolta film, talvolta sogno, il fiorire e sfiorire delle parole di Anne che si tramutano in danza. Un potente rewind fra storia e suggestioni, flash come ricordi, realtà ed illusione, sentimenti contrastanti che si susseguono nella testa della piccola Anne Frank.
Conclude Lofaro: “Sto vivendo l’emozione della prima volta, il lavoro è ambizioso e complesso ma io sto facendo quello che è più importante per questa nuova avventura: del mio meglio. Professionalmente sono circondato ed avvolto da tanta competenza e professionalità, mi sono affacciato ad un linguaggio nuovo raccontando in danza questo spaccato della vita della piccola Frank e del diario più celebre della storia e scrivendo qualcosa che possa far trasparire più aspetti e le sfumature della sua vasta emotività negli anni della sua giovane vita. E concludendo desidero che, come è sempre stato dal primo momento di questo viaggio con Anna, tutte le persone vivano un’esperienza di vita da portare con sé nello zaino della vita. Insieme è una delle parole che amo maggiormente”.
Il film cortometraggio uscirà sabato 27 gennaio 2024, Giornata della Memoria, su YouTube.

Tony Lofaro

Daniele Chatrian

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“The Blues Brothers” arrivano in Italia!

Durante gli anni ’70, da una commedia di John Belushi e Dan Aykroyd, nascono The Blues Brothers (il nome fu un’idea di Howard Shore), che diventano da subito un fenomeno negli USA con il successo del primo album “Briefcase Full of Blues” e poco dopo si confermano in tutto il mondo, grazie all’iconico film diretto da John Landis. Ha acquisito lo status di Cult Movie, è annoverato nelle classifiche dei film più amati dal grande pubblico, la sua colonna sonora è stata dichiarata da un sondaggio della BBC (nel 2004) come la più bella della storia del cinema e alcuni brani (da Everybody Needs Somebody To Love a Think, passando per Soul Man) non sono mai usciti dalle playlist contemporanee.
Approvata e concessa in licenza da Dan Aykroyd e Judith Belushi (la moglie di John), nel 1991 nasce “THE BLUES BROTHERS Approved“, la più grande e migliore produzione teatrale itinerante dei Blues Brothers al mondo che dopo l’anteprima al “West End” di Londra e una residenza di sette settimane a Chicago, ha riempito per 20 anni i teatri di tutto il mondo, portando lo spettacolo in Europa, Brasile, Australia, Africa, Medio Oriente e Asia.
Con Brad Henshaw nel ruolo di Jake, i fratelli anarchici, Jake ed Elwood, sono tornati per rimettere sottosopra i teatri di tutto il mondo. Con un soul tonante, rhythm & blues, intrattenimento brillante e una eccezionale band del vivo, questo show torna per ribadire che il vero spirito del blues è senza tempo!
Dal 16 aprile, a grande richiesta THE BLUES BROTHERS Approved arriva in Italia per due settimane nei teatri della penisola per regalare una notte ricca di grande musica, movimento, brividi ed emozioni: un’esperienza unica che riporterà soul and blues direttamente nei nostri cuori. Prodotto da VignaPR, il tour debutterà il 16 aprile al Teatro Colosseo di Torino, proseguirà a Brescia, Padova e Udine, il 20 aprile approderà anche in Slovenia a Lubiana, poi rientrerà in Italia il 23 aprile facendo tappa al Teatro degli Arcimboldi di Milano, successivamente a Genova, Legnano, Ancona, Bologna e si concluderà domenica 28 aprile all’Auditorium della Conciliazione di Roma.
Con nuove scenografie, nuove mosse e tante sorprese, la produzione originale è pronta per scuotere il pubblico e regalare emozioni indimenticabili con una scaletta che sarà un’ode ai grandi classici: Everybody, Shake Ya Tail Feather, Sweet Home Chicago, Think, Respect, Gimme Some Loving, e molte altre.
E ricordate, questo è il nostro piccolo segreto… non una parola alla Polizia, OK?

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VIDEOSCATTO: il nuovo Neil Diamond di “A Beautiful Noise”

Nick Fradiani, vincitore del talent “American Idol”, è da novembre scorso il nuovo interprete principale a Broadway del musical “A Beautiful Noise” che racconta la vita di Neil Diamond. Più sotto potete vederlo nel video rilasciato dalla produzione.
Lo spettacolo racconta il viaggio del cantautore dal bambino nato e cresciuto a Brooklyn allo showman conosciuto in tutto il mondo. Diretto dal vincitore del Tony Michael Mayer (Hedwig and the Angry InchSpring Awakening), il musical è caratterizzato da una ventina di successi di Diamond con un libretto scritto dal tre volte candidato all’Oscar Anthony McCarten, conosciuto per la sceneggiatura del film Bohemian Rhapsody. Nel team creativo anche il coreografo Steven Hoggett (Harry Potter and the Cursed ChildOnceBlack Watch). Il musical è prodotto da Ken Davenport e dalla leggenda dei Four SeasonsBob Gaudio, e include ovviamente moltissimi brani portati al successo da Neil Diamond, tra cui “You Don’t Bring Me Flowers”, “Cracklin’ Rosie”, “Love on the Rocks”, “Sweet Caroline (Good Times Never Seemed So Good)” e, naturalmente, “Beautiful Noise”.  La direzione musicale è di Sonny Paladino.

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“NIENTE un musical” al Teatro Martinitt di Milano

Martedì 30 gennaio alle ore 21 al Teatro Martinitt di Milano va in scena “NIENTE un Musical“, la commovente storia “vera” di un gruppo di clochard di Milano.
Nasce dalla penna di Marco Marini, talentuoso autore genovese scomparso nel 2021, il quale conobbe durante i suoi viaggi di lavoro i nostri protagonisti invisibili e, colpito dalle loro testimonianze, decise di raccontare le loro vite attraverso un libretto e 40 canzoni in seguito musicate da Andrea Anzaldi, co-autore e regista dell’opera.
In scena otto performer che interpretano i ruoli di coloro che per colpa di un inciampo hanno perso tutto, ritrovandosi a vivere per strada e relegando in quel mondo ostile, che spesso non amiamo vedere, il loro futuro incerto.
NIENTE è dunque lo specchio di una realtà sommersa dai pregiudizi e dalla diffidenza, la dura realtà di chi è costretto a fare i conti con la fame, il freddo, l’indifferenza e la solitudine, cadendo spesso nel vortice della disperazione, dell’alcoolismo e della depressione. Si trattano temi come l’abbandono, l’omofobia, la violenza e la droga oltre alla condizione di povertà che regna nella quotidianità della vita degli “inesistenti” della nostra società. Nell’opera, in stile di moderno melodramma, ci sono anche significativi messaggi di speranza, di amore, di coraggio, per ritrovare quella dignità che ogni essere umano ha il diritto di avere e che a volte si perde per colpa di sfortuna o di una mancata resilienza di fronte agli eventi inaspettati della vita. Uno spettacolo teatrale “originale” che tratta per la prima volta in Italia l’importante tema dei senzatetto, degli invisibili, degli emarginati, con lo scopo di toccare nel profondo dell’anima lo spettatore raggiungendo quel senso di umanità che ci rappresenta quando ci sentiamo coinvolti, con il monito che quell’inciampo potrebbe capitare a chiunque, tutto attraverso la forza della musica e del canto.

In memoria di Marco Marini.

Soggetto e documentazione
Marco Marini
 
Musica e testi
Marco Marini
Andrea Anzaldi

con
Daniela Paola Rossi – Daniela
Max Fichera – Luigi
Elisa Sartori – Alex
Elena Abd El – Anna
Guendalina Bellamia – Elsa
Iacopo Cioni – Enea
Michele Iorfino – Roberto
Daniele Arangia – Mattia

Audio Luci
Ricky Pelle – Roberto Costini

Scenografia
Gianni Romano – Federico Lagomarsino

Costumi e Trucco
Palcodue production

Regia
Andrea Anzaldi

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Boy George è Harold Zidler in “Moulin Rouge”

Come vi abbiamo già anticipato, Boy George sarà in scena a Broadway in “Moulin Rouge” dal prossimo 6 febbraio, vestendo i panni di Harold Zidler. Il suo impegno terminerà il 12 maggio. La produzione ha ora rilasciato un video teaser dove possiamo vedere Boy George in costume di scena.

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A Milano dal 26 gennaio “Il Marchese del Grillo”

Dopo il grande successo di pubblico e critica “Il Marchese del Grillo“, per la regia di Massimo Romeo Piparo e con il travolgente talento di Max Giusti, arriva a Milano dove sarà in scena al Sistina Chapiteau dal prossimo venerdì 26 gennaio. La commedia musicale, tratta dalla sceneggiatura del film “cult” di Mario Monicelli con il nuovo adattamento scritto da Massimo Romeo Piparo e Gianni Clementi, è un mix vincente di ironia e sarcasmo, con le musiche originali composte da Emanuele Friello, le coreografie di Roberto Croce, le ricche scenografie di Teresa Caruso e con un grande cast di oltre 30 artisti.
“Sono orgoglioso di interpretare ‘Il Marchese del Grillo’ a Milano, perché Milano è stata per tanti anni la mia compagna di tantissime avventure” afferma Max Giusti. “Negli anni ho visto anche un’enorme trasformazione: Milano in questo ci dà un grande insegnamento, le città migliorano e cambiano ed io qui mi sento sempre un po’ un passo avanti.”
Tanti i personaggi indimenticabili che popolano lo spettacolo, tra gli altri il fedele servitore del Marchese, Ricciotto (Marco Valerio Montesano), lo zio prete (Giulio Farnese), Papa Pio VII (Edoardo Sala), la Marchesa madre (Monica Guazzini), Olimpià (Emanuela Puleo), il Capitano Blanchard (Francesco Miniaci). E ancora Genuflessa (Ilaria Fioravanti), Aronne Piperno (Gerry Gherardi), l’amministratore (Matteo Montalto), Camilla (Ambra Cianfoni), Rambaldo (Giacomo Genova). Un omaggio alla gloriosa tradizione della commedia all’italiana che riporta sulla scena e all’affetto del pubblico uno dei personaggi più amati e radicati nella storia della Città Eterna. Nobile carismatico, irrimediabilmente ozioso e dispettoso, impudico e sfrontato, il Marchese Onofrio del Grillo farà sorridere e riflettere con la sua maschera dolce amara. Lo spettacolo, tratto dal celebre film del 1981 con Alberto Sordi, narra la vicenda ispirata a una figura storica realmente esistita nella Roma degli inizi del XIX secolo. Repliche il 27 e 28 gennaio.
(Foto © Antonio Agostini)

Note di Regia
“Il Marchese del Grillo illumina Roma in un momento molto particolare della propria storia contemporanea. La schietta filosofia di vita di Onofrio del Grillo pervade l’intera Commedia di rimandi attualissimi e tremendamente affini con la realtà a cui tutti i romani devono quotidianamente fare fronte: Giustizia corrotta, una Chiesa in bilico tra il debole potere spirituale e il più ammaliante potere temporale, il tremendo dilemma dell’essere e dell’apparire, il dramma dei più poveri contrapposto al cinismo dei potenti; tutti argomenti che sembrerebbero fotografare l’attuale sistema-Italia e ancor più l’inesorabile declino di Roma Capitale, ma che invece sono scaturiti quasi mezzo secolo addietro dalla felice intuizione di grandi Maestri della Commedia italiana della seconda metà del ‘900.
Il Marchese del Grillo, quindi, si appresta a diventare lo spettacolo giusto al momento giusto e nel luogo giusto; travolgerà il pubblico con fragorose risate e amare riflessioni in un perfetto mix tragicomico scandito da battute e aforismi indimenticabili.”
Massimo Romeo Piparo

La trama:
Agli inizi del XIX secolo, vive a Roma il Marchese Onofrio del Grillo, Guardia nobile di Papa Pio VII, che trascorre le sue giornate nell’ozio più completo, frequentando bettole e osterie, coltivando relazioni amorose clandestine con popolane e tenendo un atteggiamento ribelle agli occhi della sua famiglia, bigotta e autoritaria. Mentre si gode l’ozio, il Marchese è sempre pronto ad architettare scherzi e beffe dei quali risultano spesso vittime i popolani, altri nobili e la sua famiglia oltre allo stesso Papa. Il suo edonismo senza remore e le sue provocazioni ingiuriose nei confronti di mendicanti, Papi e consanguinei proseguono liberamente fino al giorno in cui Napoleone invade lo Stato Pontificio e i francesi entrano a Roma. L’incontro con una giovane e bellissima attrice, e l’amicizia con un giovane ufficiale francese, gli fanno per la prima volta pensare di poter abbandonare Roma per Parigi. La disfatta di Napoleone a Waterloo ristabilirà però le cose e il Marchese del Grillo farà il suo ritorno a Roma dove ad accoglierlo troverà un clima ostile e una minaccia di condanna a morte per il suo alto tradimento nei confronti del Papa. Ma uno dei suoi terribili scherzi, ai danni di un povero carbonaro ubriacone, consentirà al Marchese un onorevole riscatto con un finale a sorpresa.

Commedia Musicale di Gianni CLEMENTI Massimo ROMEO PIPARO
con Musiche originali composte da Emanuele FRIELLO
dal film di Mario MONICELLI, scritto con BENVENUTI, DE BERNARDI, PINELLI, ZAPPONI
Regia MASSIMO ROMEO PIPARO
Prodotto da Il Sistina

con Max Giusti/ Il Marchese del Grillo
 
Giulio Farnese/ Zio Prete
Edoardo Sala/ Papa Pio VII
Marco Valerio Montesano/ Servitore Ricciotto
Monica Guazzini/ Marchesa madre
Carlotta Tommasi/ Madre di Faustina-Moglie di Gasperino
Ilaria Fioravanti/ Genuflessa
Gerry Gherardi/ Aronne Piperno-Commissario
Matteo Montalto/ L’amministratore
Emanuela Puleo/ Olimpià
Francesco Miniaci/ Capitano Blanchard-Guardia Svizzera
Sebastiano Lo Casto/ Streghetta-Ensemble
Ambra Cianfoni/ Camilla
Giacomo Genova/ Rambaldo-Il Graduato-Il Giudice
Gloria Rossi/ Faustina-Ensemble
Denis Scoppetta/ Castrato-Assistente del Papa-Ensemble
Sergio Spurio/ L’oste
Ilaria Ferrari/ La figlia di Gasperino-Cameriera
Alessandro Lo Piccolo/ Il cameriere in polpe
Rocco Stifani/ Marcuccio-Ensemble

Ensemble
Valentina Bagnetti
Raffaele Cava
Francesco Consiglio
Annalisa D’Ambrosio
Rocco Greco
Viola Oroccini
Sara Telch

MUSICHE ORIGINALI del Maestro Emanuele Friello

© Musical.it

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