“Fratello Sole Sorella Luna” arriva sulla scena

Un titolo che ha segnato l’immaginario di intere generazioni trova una nuova forma scenica: “Fratello Sole Sorella Luna” debutterà in prima Nazionale al Teatro Lyrick di Assisi il 5, 6 e 7 marzo 2026, in una versione teatrale firmata da Angela Demattè a partire dalla sceneggiatura originale di Franco Zeffirelli, Suso Cecchi D’Amico e Lina Wertmüller.
La regia è di Piero Maccarinelli, che guida un gruppo di interpreti molto affiatati: Giulio Pranno (Francesco) e Ksenia Borzak (Chiara), con la partecipazione speciale di Massimo Wertmüller e Fabrizia Sacchi. In scena anche Gabriele Cicirello, Antonio Iorio, Edoardo Raiola, Giovanni Conti ed Edoardo Sacchi.
Le musiche di Riz Ortolani, accanto agli arrangiamenti e alle nuove composizioni di Alessandro Nidi, accompagnano una rilettura che – dicono gli autori – non cerca l’effetto nostalgico, ma un dialogo diretto con il presente.
Lo spettacolo è realizzato con il patrocinio di San Francesco 1226–2026 – Comitato Nazionale per l’ottavo centenario della morte del Santo – e nasce da una co–produzione International Music and Arts, Agidi, Fondazione Sipario Toscana Onlus – La Città del Teatro, Oliver and Friends.
Questa prima segna l’avvio di un progetto che, sempre secondo gli autori, porta il film di Zeffirelli del 1972 – ormai parte del nostro patrimonio culturale – dentro una nuova drammaturgia pensata per la scena di oggi, con un’attenzione particolare alla relazione tra attori, musica e parola.
Dopo la prima nazionale di marzo al Teatro Lyrick, lo spettacolo sarà in tournée da ottobre 2026.

Il cast dello spettacolo
(foto © Massimiliano Fusco)

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“Alibi” è il titolo dello spettacolo di Italy Bares 2026

Italy Bares è giunto quest’anno alla settima edizione e torna il 16 e 17 maggio 2026 con il nuovo spettacolo dal titolo “Alibi“, in scena al Teatro Repower di Milano.
Dal 2019 Italy Bares è diventato un appuntamento annuale che coinvolge sempre più artisti e addetti ai lavori, tutti impegnati a titolo gratuito nel sostenere questo progetto sotto la Direzione Artistica di Giorgio Camandona.
I biglietti sono già disponibili su Ticketone e, in occasione delle festività natalizie, è attiva una promozione speciale valida fino al 10 gennaio. Utilizzando il codiceAlibi2026” durante l’acquisto, sarà possibile ottenere un upgrade nei primi tre settori (Experience, Poltronissima Repower e Poltronissima) per un’esperienza ancora più esclusiva.
Italy Bares sostiene Anlaids Lombardia ETS, Associazione in prima linea nella lotta contro l’HIV, le infezioni sessualmente trasmissibili e le nuove infezioni virali, che collabora al progetto nel doppio ruolo di sostenitore e beneficiario.
La regia di Alibi è firmata da Mauro Simone, con un testo originale di Guglielmo Scilla e Elisabetta Tulli, la direzione musicale di Antonio Torella e Elena Nieri e musiche originali di Antonio Torella. Lo show è realizzato grazie alla collaborazione di Compagnia della Rancia con il supporto di Stage Entertainment.
Italy Bares non è solo un progetto, ma una community: dalla prima edizione ad oggi oltre 900 artisti, tecnici e organizzatori hanno partecipato volontariamente all’organizzazione degli spettacoli; il Teatro Repower ha ospitato più di 11.000 spettatori. Con lo show Cliché sono state raggiunte 2,5 milioni di visualizzazioni sui canali social.
Parlare di prevenzione e benessere è una sfida importante, Italy Bares lo fa attraverso l’arte e il teatro, che diventa luogo dove ci si emoziona e nello stesso tempo dove si fa informazione e sensibilizzazione per affrontare insieme paura e stigma. È la dimostrazione di come l’arte possa non solo raccontare il cambiamento, ma generarlo, costruendo allo stesso tempo una cultura capace di contrastare ogni pregiudizio e di dare voce a storie che meritano di essere ascoltate.
(Foto edizione 2025 © Giulia Marangoni)

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“Moulin Rouge! Il musical” a Roma prorogato fino al 15 febbraio!

Al Sistina Chapiteau di Roma cresce di settimana in settimana l’entusiasmo per “Moulin Rouge! Il Musical”, uno dei titoli più amati e spettacolari del panorama teatrale mondiale, ispirato al celebre film di Baz Luhrmann, che a dieci settimane dal debutto continua a registrare un consenso straordinario, segnando un record di tenitura e confermandosi come uno dei più grandi successi delle ultime stagioni teatrali. Lo spettacolo, diretto da Massimo Romeo Piparo, ha già superato la soglia dei 50.000 biglietti venduti – comunica la produzione –  un risultato eccezionale che testimonia la straordinaria risposta del pubblico romano e non solo, che ha spinto lo stesso Piparo a decidere di proseguire le repliche -al momento fino al 15 febbraio– rispondendo alle continue richieste degli spettatori. Annunciato per sei settimane, poi prorogate a 12, ora si punta al  traguardo delle 16 settimane di programmazione.
Un allestimento kolossal con un palco di oltre 30 metri, una travolgente colonna sonora suonata dal vivo da una grande orchestra, costumi e coreografie mozzafiato, rendono Moulin Rouge! Il Musical un’esperienza immersiva e sensoriale unica, capace di trasformare il Sistina Chapiteau in un luogo di pura meraviglia dove emozione, passione e sentimento coinvolgono ogni sera appassionati di musical, giovani, famiglie e pubblico internazionale.
In questo clima di grande entusiasmo Moulin Rouge! Il Musical diventa anche uno degli appuntamenti più attesi per Capodanno, per festeggiare il New Year’s Rouge e brindare insieme con tutto lo straordinario cast di artisti.
Per la prima volta in Italia e prodotto su licenza della casa produttrice australiana Global Creatures –nota per il successo internazionale di “Moulin Rouge! The Musical” a Broadway – lo spettacolo rappresenta un nuovo, affascinante capitolo per Massimo Romeo Piparo, che – come recita il comunicato stampa – continua a distinguersi per la capacità di portare in Italia le grandi produzioni internazionali, curate in ogni dettaglio artistico e tecnico: il successo di pubblico e critica testimonia non solo il grande richiamo per uno spettacolo già diventato un cult, ma anche la fiducia del pubblico verso il marchio Sistina, sinonimo di qualità, eccellenza e innovazione.

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Da febbraio il nuovo tour di “Notre Dame De Paris”

Notre Dame De Paris” tornerà nei teatri italiani a partire dal 26 febbraio 2026 con oltre 120.000 biglietti già venduti (dato fornito dalla Produzione). Andato in scena per la prima volta in Italia nel 2002, Notre Dame De Paris nel 2027 celebrerà il venticinquesimo anniversario, un traguardo che segnerà un quarto di secolo di emozioni, musica e poesia. Riccardo Cocciante, autore delle musiche dello spettacolo, è al centro di questo progetto che vede l’adattamento in italiano di Pasquale Panella dei testi di Luc Plamondon, dell’omonimo romanzo di Victor Hugo che racconta la drammatica storia d’amore tra Esmeralda e Quasimodo, sullo sfondo della maestosa Cattedrale di Notre-Dame di Parigi.
Notre Dame De Paris conferma la sua forza grazie ai temi universali che vengono restituiti attraverso i suoi personaggi. La storia mette al centro l’emarginazione, la paura del diverso e il peso dei pregiudizi per ricordarci quanto la diversità rappresenti una risorsa e non una minaccia. A rendere lo spettacolo così attuale è la capacità di restituire la fragilità e le contraddizioni dell’essere umano: la ricerca di un posto nel mondo, il bisogno di giustizia, il desiderio d’amore. Elementi che, dopo decenni, continuano a confermare questa opera popolare moderna come un classico capace di attraversare generazioni e confini.
Notre Dame De Paris è un vero cult dello spettacolo dal vivo e ha dominato la classifica dei titoli teatrali, superando le presenze dei più grandi live della musica rock e pop. L’opera popolare moderna è stata tradotta e adattata in 9 lingue (francese, inglese, italiano, spagnolo, russo, coreano, fiammingo, polacco e kazako), attraversando 20 Paesi nel mondo con oltre 5.650 spettacoli e conquistando 18 milioni di spettatori internazionali, di cui 4,5 milioni solo in Italia. In oltre due decadi di storia italiana, lo show ha toccato 49 città con 181 appuntamenti e un totale di 1.548 repliche.
La magia che rende Notre Dame De Paris un’opera senza tempo passa anche attraverso la danza, che unisce con naturalezza linguaggi diversi – dal balletto classico alla breakdance – offrendo al pubblico un’esperienza visiva sempre nuova. A questo si affianca la forza della componente musicale: i brani interpretati sul palco sono canzoni, hit, che hanno vita propria anche al di fuori dello spettacolo. Proprio questa combinazione di stili, corpi e suoni restituisce una nuova forma d’opera popolare contemporanea che affonda le proprie radici nella grande tradizione europea del dramma in musica e si mescola alle tecniche moderne dei concerti e delle regie degli spettacoli live.
La tournée, prodotta da Clemente Zard e interamente curata e distribuita da Vivo Concerti, partirà il 26 febbraio 2026 da Milano dove rimarrà fino al 29 marzo (tutte le date nella nostra sezione “Spettacoli“).
Ma quale cast interpreterà questa volta i personaggi di Notre Dame De Paris? Eccolo:
QUASIMODO Gio’ Di Tonno
ESMERALDA Elhaida Dani
FROLLO Vittorio Matteucci
GRINGOIRE Gian Marco Schiaretti
FEBO Graziano Galatone
CLOPIN Angelo Del Vecchio
FIORDALISO Camilla Rinaldi

Il cast con Riccardo Cocciante

Gio’ Di Tonno è ancora Quasimodo

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Jeremy Allen White: «Mia figlia pensa che io di lavoro venda hot dog»

Contrariamente a ciò di cui tanti si sono convinti vedendo la sua interpretazione da Emmy in The Bear, Jeremy Allen White (Springsteen: Deliver Me From Nowhere) non è un tormentato figlio di Chicago, ma è cresciuto a Carroll Gardens, Brooklyn. Non è nemmeno un inquieto aspirante musicista, benché a ottobre abbia indossato i panni di Bruce Springsteen in Springsteen: Deliver Me From Nowhere. E non è neppure un ex – sì, sempre tormentato – teppistello geniale, come quello che ha interpretato per un decennio in Shameless. In realtà, Jeremy Allen White non è nemmeno Jeremy Allen White. «Non è così che io mi percepisco», dice a VF via Zoom dalla sua casa di Los Angeles. «A volte ho davvero la sensazione che la gente parli di qualcuno che io non conosco». Usa il suo secondo nome per ragioni puramente burocratiche: l’«Allen» è stato aggiunto solo quando ha scoperto che un altro Jeremy White si era già registrato alla Screen Actor Guild, il sindacato degli attori.
«Lo incontrerei molto volentieri», dice White riguardo a questo suo alter ego anagrafico. «Potrei parlargli e magari vedere se mi concede di riprendermi il nome Jeremy White».
Nel frattempo, sta facendo la pace con la percezione che il pubblico ha di lui. «Credo che sarò sempre grato del fatto di aver potuto lavorare a lungo, tra la fine dell’adolescenza e tutti i miei vent’anni, senza il peso di essere un personaggio troppo esposto», racconta. «Shameless era una serie molto popolare, ma nessuno ha mai sentito il bisogno di intervistarmi. E, quando capitava, mi sorprendevo a imitare Sean Penn, o meglio, la mia idea di Sean Penn. Cercavo di sembrare distaccato o duro, in qualche modo. The Bear mi ha portato su un altro livello, ma sono fortunato che sia arrivato nei miei primi trent’anni, ora che mi sento un po’ più a mio agio con me stesso e non ho più la sensazione di dover ostentare un’aria seriosa o tormentata».
Come a volerlo dimostrare, scherza: «Sono autorizzato a sorridere, ma non troppo spesso». Accenna un mezzo sorriso.
E se la fama lo mette a disagio, il lavoro che gli è valso tanti apprezzamenti continua invece a entusiasmarlo. Guarda con ammirazione una lunga schiera di star: Penn, naturalmente, ma anche Al Pacino, Robert De Niro, Sam Rockwell, John Turturro e Steve Buscemi. Alcuni sono più noti per i ruoli secondari che per quelli da protagonista, ma non importa: «Avevano questa urgenza di lavorare con sceneggiatori e registi straordinari, e spero davvero che anche a me sia data l’opportunità di fare lo stesso. A me piace lavorare solo con i registi che amo».
Anche i partner sul set sono ugualmente importanti. «Aspiravo ad avere lo stesso livello di dedizione, ma quando ti metti a confronto con Jeremy Strong sarai sempre in difetto», dice a proposito del collega in Springsteen. «Da lui ho imparato tantissimo».
White, Strong e il resto della squadra di Springsteen sono volati al Telluride Film Festival questo autunno, e lì ha incontrato Chloé Zhao, una regista che ammira profondamente. Dopo averle detto quanto fosse un suo grande fan, White è uscito a fumare. «Mentre mi incamminavo, sento: “Jeremy, Jeremy!”, mi volto, ed era Chloé Zhao che faceva il gesto del cuore con le mani. E allora mi sono girato e gliel’ho fatto anch’io», racconta. Peccato che Zhao stesse rivolgendo il cuore a Jeremy Strong, che era lì accanto. «Sono certo che vivrò molti altri momenti imbarazzanti, convinto che la gente voglia parlare con me… quando in realtà sta cercando Jeremy Strong».
White ha spuntato un altro nome dalla sua lista dei registi dei sogni ottenendo un ruolo nel prossimo film di Star Wars diretto da Jon Favreau, The Mandalorian and Grogu. Presta la voce a Rotta the Hutt, figlio di Jabba. «Mi rendevo conto di non avere mai fatto nulla che le mie figlie potessero davvero godersi», dice, riferendosi alle sue due bambine.
Le piccole, per la cronaca, non hanno ben chiaro neanche loro chi sia Jeremy Allen White. «Hanno visto i primi minuti del primo episodio di The Bear, in cui io vengo spaventato da un orso e cado con il culo per terra, cosa che trovano esilarante. Sono convinte che quella sia l’intera trama della serie», racconta. Una visita a Chicago ha aggiunto ulteriore confusione: «Un giorno volevo portarle sul set. Dovevano arrivare verso mezzogiorno, ma abbiamo chiuso alle undici». Così White le ha incontrate in una storica paninoteca di hot dog chiamata Gene & Jude’s. «La mia piccola, Dolly, è convinta che io passi un’enorme quantità di tempo fuori città a vendere hot dog. Viaggio spessissimo solo per distribuire hot dog alla gente».
Le figlie di White sono fan sfegatate dell’hit estivo di Netflix KPop Demon Hunters, e lui stesso non è immune al suo fascino. «Adesso tutte le feste di compleanno, i costumi di Halloween e i regali di Natale devono essere a tema KPop Demon Hunters», racconta. Le bambine hanno anche provato ad arruolarlo per un costume di gruppo ad Halloween, ma lui era a Vancouver a girare il nuovo film di Aaron Sorkin, seguito ideale di The Social Network, in cui interpreta il giornalista Jeff Horwitz. Scherza sul fatto di esercitarsi a battere sulla tastiera per il ruolo, perché White in realtà non possiede un computer, solo un iPad, un iPhone 12 e lo stesso indirizzo email AOL che usa da quando aveva quattordici anni.
Per essere uno la cui fama è stata amplificata enormemente da Internet, White è sorprendentemente offline. «Ho Instagram, lo uso per lavoro, e qualche volta mi capita di curiosare in silenzio, ma cerco di evitare anche quello», dice. «Cioè, io capisco, o penso di capire, che cos’è un meme?». Gli amici gliene mandano alcuni, di solito quelli che lo ritraggono nei panni di Carmy, il tormentato chef di The Bear. Li trova divertenti, anche se un po’ spiazzanti. «Da solo non li trovo. Non so proprio dove guardare, a dire il vero». È molto più probabile trovarlo mentre scorre app immobiliari: «Ovunque vado penso: “Forse potrei vivere qui”», dice.
Un pensiero perfetto per un uomo che potrebbe essere chiunque.
(Fonte: vanityfair.it di di Kase Wickman)

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Arriva a Milano Diana Del Bufalo in “Tra sogni e desideri”

Dopo i sold out della scorsa stagione, torna al TAM Teatro Arcimboldi il 22 e 23 dicembre Tra sogni e desideri, uno show sensazionale che porta in scena la magia della musica dal vivo. Un evento speciale pensato per far vivere al pubblico tutta la magia del Natale attraverso la musica dal vivo.
Le più belle colonne sonore della Disney interpretate da Diana Del Bufalo, la voce narrante di Francesco Pannofino, l’orchestra Filarmonica di Benevento diretta dal Maestro Marco Attura, il vocal ensemble di dieci elementi degli ANIMEniacs Corp e la partecipazione di talentuosi performer, animeranno e comporranno il palco del grande show Tra sogni e desideri.
Un viaggio straordinario, lungo oltre cento anni, adatto a tutta la famiglia per ripercorrere le fiabe che hanno segnato la nostra vita. Due ore in cui si attraverseranno le più belle melodie di sempre, quelle che hanno fatto sognare intere generazioni.
Un percorso di fiabe e leggende per rivivere quelle storie che hanno popolato e animatoda sempre il nostro immaginario. Nuovi ed imperdibili appuntamenti in tour nei teatri italiani, abbracceranno il pubblico in un’esplosione di colori ed emozioni dal vivo, grazie agli artisti e le loro voci potenti.
Tra sogni e desideri è prodotto da A1 Pictures in collaborazione con BCT Produzione. Direttore Artistico e Regia Antonio Frascadore.
Vocal ensemble, ANIMEniacs Corp.
Orchestra, Filarmonica di Benevento.

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“Sweeney Todd” inaugura il nuovo spazio teatrale di Milano

Con “Sweeney Todd“, in scena dal 18 al 28 dicembre, prende ufficialmente vita STM Studio, il nuovo spazio performativo presso il Teatro degli Arcimboldi di Milano, che inaugura una diversa idea di teatro: intima, radicale, immersiva.
A segnare l’apertura della sala è una produzione STM Live e Show Bees, con la regia di Costanza Filaroni, Marco Iacomelli e Massimiliano Perticari, che porta in scena uno dei titoli più oscuri e potenti del teatro musicale contemporaneo.
Sweeney Todd, con musica e liriche di Stephen Sondheim e libretto di Hugh Wheeler, è considerato uno dei capolavori assoluti del teatro musicale del Novecento.
Il musical che debuttò per la prima volta nel 1979 ispirò anche il celebre adattamento di Tim Burton del 2007, interpretato da Johnny Depp e Helena Bonham Carter. Al centro dell’opera c’è la poetica di Stephen Sondheim, uno dei più grandi compositori e parolieri della storia del teatro musicale. Nato a New York nel 1930 e scomparso nel 2021, Sondheim annovera tra i suoi lavori più celebri Company, Follies, A Little Night Music, Into the Woods, Sunday in the Park with George e West Side Story (di cui firmò le liriche delle canzoni).
La trama racconta la storia di un barbiere ingiustamente privato della sua famiglia e della sua vita, che ritorna a Londra segnato dalla disperazione. Il desiderio di giustizia si trasforma gradualmente in una spirale di vendetta senza misura, mentre la città — ignara e complice — diventa il teatro di una tragedia di violenza e follia.
Un racconto cupo, disturbante e profondamente umano, che interroga il confine fragile tra giustizia e vendetta, tra dolore e perdita di sé.
Non è casuale che Sweeney Todd inauguri STM Studio. È un’opera che chiede prossimità, ascolto, immersione totale. Ed è proprio questo il cuore del nuovo spazio.
Con la direzione artistica di Marco Iacomelli e la direzione organizzativa di Davide Ienco, STM Studio è uno spazio phone-free e mind-full, pensato per disconnettersi dal digitale e riconnettersi all’arte e agli altri. Qui lo spettacolo non si racconta: si vive, nel presente. Ogni spettatore è invitato ad abbandonare il filtro dello schermo per immergersi completamente nell’atmosfera, nei suoni e nei respiri della scena, in un’arte effimera e irripetibile.
STM Studio si configura come un luogo segreto della città, situato al quarto piano del Teatro Arcimboldi e accessibile da un ingresso riservato in via Caldirola. Un percorso che conduce lo spettatore in una dimensione sospesa, altra, dove solo 98 persone alla volta possono vivere un’esperienza teatrale intima e profondamente condivisa.
STM Studio non è un teatro come gli altri, ma un laboratorio della percezione, in cui anche il pubblico diventa parte del rito scenico. Più lo spazio si fa intimo, più l’esperienza si fa intensa: ogni spettacolo è un incontro unico, destinato a lasciare tracce profonde in chi sceglie di varcarne la soglia.
STM Studio è un progetto firmato dalla Scuola del Teatro Musicale, istituzione AFAM, da sempre impegnata nella formazione di nuove generazioni di artisti e nella creazione di spazi innovativi per la cultura. Con il supporto di Show Bees, partner nella gestione del TAM Teatro Arcimboldi, e grazie ai fondi PNRR destinati alla rigenerazione culturale, STM Studio è un esempio concreto di sinergia tra pubblico e privato, tra formazione e produzione, tra arte e architettura.

** Per accedere alla struttura ti verrà chiesto di spegnere i tuoi dispositivi mobili, dopo aver disattivato eventuali sveglie, e di inserirli in un’apposita busta sigillata che porterai sempre con te.

** Attenzione: non sarà sufficiente mettere i dispositivi in modalità silenziosa o aereo.

Se non potrai, per qualsiasi ragione, ottemperare a queste indicazioni, non sarà possibile assistere allo spettacolo e non è previsto il rimborso del biglietto.

**L’ingresso all’STM Studio è sito in Via Piero Caldirola. L’accesso alla sala avviene in modo scaglionato e potrai entrare secondo lo slot orario indicato sul tuo biglietto. Ti invitiamo ad arrivare almeno 10 minuti prima dell’orario di ingresso scelto per agevolare l’accesso alla sala.

(Foto © Alessandro Morino)

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“Hair” dal 30 dicembre a Milano e poi ancora in tour

HAIR The Tribal Love – Rock Musical” approda al Teatro Carcano di Milano dal 30 dicembre 2025 all’11 gennaio 2026, nella nuova attesissima edizione italiana in tour 2025/2026.
Dopo un avvio di tournée all’insegna del sold-out, HAIR The Tribal Love – Rock Musical approda al Teatro Carcano di Milano dal 30 dicembre 2025 all’11 gennaio 2026.
Lo spettacolo riprende l’acclamata produzione di MTS Entertainment interrotta dalla pandemia, in una versione completamente rinnovata, con un cast di giovani interpreti, selezionati attraverso quattro mesi di audizioni, tra più di 300 talenti con background artistici diversi, provenienti da tutta Italia.
HAIR è una produzione Simone Nardini MTS Entertainment in collaborazione con Déjà Donné e il supporto di Teatro Carcano di Milano, Imbonati11 Art Hub e MTS – Musical! The School.
Sotto la guida esperta di Simone Nardini, che cura regia, scene e costumi, lo spettacolo si arricchisce delle coreografie di Valentina Bordi e della direzione canora di Eleonora Mosca. Una band dal vivo, diretta da Eleonora Beddini, accompagnerà le performance in un’ambientazione immersiva, che coinvolgerà il pubblico in un’esperienza teatrale unica.
Le canzoni iconiche, come Let The Sunshine In, Aquarius e Hair, saranno in inglese, mentre gli altri brani del musical sono stati appositamente tradotti in italiano.
La produzione comunica che in occasione di questa nuova edizione, ha deciso di affidare il restyling dei costumi e della scenografia alla sartoria delle detenute di San Vittore. Una scelta che nasce dalla volontà di promuovere l’inclusione e l’abbattimento dei muri, sottolineando il messaggio stesso dello spettacolo di pace universale e di libertà incondizionata, priva di qualsiasi giudizio.
Inoltre, in via del tutto eccezionale, nella sola data del 6 gennaio al Teatro Carcano Jacopo Sarno (foto sotto) sarà special guest star come interprete del ruolo di Claude.
Jacopo Sarno, primo artista non americano della Walt Disney Records, è stato protagonista di numerose serie Disney, come Quelli dell’Intervallo, ed è stato interprete di celebri musical, come la versione italiana teatrale di High School Musical e, più recentemente, di Casanova Opera Pop di Red Canzian.
Nel corso delle repliche di Milano non mancheranno altri celebri ospiti a sorpresa!
Dopo le repliche al Teatro Carcano, lo spettacolo proseguirà la tournée in diverse città italiane, offrendo al pubblico l’opportunità di sperimentare l’intensità e la magia di HAIR.
Creato da Gerome Ragni, James Rado e Galt MacDermot, HAIR è un ritratto vibrante della controcultura hippie degli anni ’60, con canzoni iconiche, come Aquarius, Let the sunshine in e I Got Life, che sono diventate inni del movimento contro la guerra del Vietnam e simboli di una lotta più ampia contro tutti i conflitti.
A quasi 60 anni dal debutto Off-Broadway nel 1967, HAIR è oggi più che mai il manifesto ideale dei giovani che cantano il loro desiderio di pace e libertà.
Con questa operazione si rende omaggio all’opera-rock simbolo del pensiero hippie che infranse ogni schema. In quegli anni nascevano gruppi di ragazzi e ragazze che trascorrevano il tempo senza inibizioni, accompagnando la protesta contro le sofferenze della guerra al grido di “sesso, droga e rock’n’roll”.
HAIR The Tribal Love-Rock Musical, con il suo giovane cast, le musiche eseguite dal vivo, le coinvolgenti coreografie e l’irriverente trasgressione dei suoi contenuti, continuerà ad affascinare il pubblico, celebrando “l’Era dell’Acquario”.
Questo tributo al primo musical anti-musical non vuole essere un’operazione nostalgica né l’ennesimo remake adattato alle dinamiche teatrali contemporanee, né tanto meno semplice intrattenimento. HAIR, dicono i cretivi dello spettacolo, vuole essere un momento di riflessione sociale. Con il bisogno di ritrovare l’originaria semplicità, sia nella forma sia nell’aspetto visivo, per esaltarne i contenuti e condividerli in maniera autentica con lo spettatore.
Lo spettacolo tratta infatti temi importanti e più che mai attuali, quali la pace, la libertà, la tossicodipendenza e la dignità umana. In HAIR i protagonisti si esprimono con una sincerità che sfida le convenzioni sociali, sottolineando l’idea che l’amore e la libertà di espressione siano risposte potenti alla violenza e all’oppressione; l’opera esplora anche l’uso delle droghe, che inizialmente sembrano offrire una fuga dalla realtà, invitando il pubblico a una considerazione critica sull’illusione di libertà che queste propongono e riconoscendo che la dipendenza è una forma di schiavitù.
Per approfondire questi temi sarà organizzata un’experience i giorni 10 e 11 gennaio presso MTS – Musical! The School, un incontro con il cast, il team creativo e uno psicologo. Questo evento si concentrerà in particolare sui giovani delle scuole, affrontando argomenti come la pace, la libertà, la tossicodipendenza e la sessualità, con l’obiettivo di stimolare un dialogo aperto e consapevole.
Abbiamo scelto di programmare Hair non solo perché quest’anno il focus del Teatro Carcano è il rifiuto della guerra, ma anche perché ci riporta ad un clima di ideali positivi, inclusivi, solari che in questo momento storico sembriamo avere smarrito. Riascoltare quei testi nella prossimità fisica che crea il teatro, comprenderli appieno grazie alla versione in italiano, diventa quasi un atto di fiducia nel futuro”. ha detto Mariangela Pitturru – programmazione e coordinamento artistico Teatro Carcano.
Oggi, come allora, esistono ancora tanti Vietnam e tanti giovani con la voglia di liberarsi dalla schiavitù commerciale della Società. HAIR The Tribal Love-Rock Musical, coinvolgerà ancora le platee dopo oltre 50 anni dal suo debutto a Broadway in un momento storico sicuramente più difficile di quello narrato.
Quante guerre sono state combattute dopo il Vietnam? Quante guerre sono in corso oggi nel mondo?” ha scritto Simone Nardini.
Le date del tour nella nostra sezione “Spettacoli“.
(Foto © 2025 Memory Slash Vision studios)

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The Book of Mormon: mormoni con il loro libro davanti al teatro

Proprio come accade da anni a Broadway e nel West End, anche a Milano l’arrivo di “The Book of Mormon” è accompagnato da un curioso e significativo fuori scena.
Davanti al TAM Teatro Arcimboldi Milano, dove va in scena il musical di Trey Parker, Matt Stone e Robert Lopez, un gruppo di mormoni sta distribuendo copie del Libro di Mormon al pubblico in ingresso.
Un gesto pacato e sorridente, che ricalca una tradizione ormai consolidata all’estero: fin dal debutto dello spettacolo a New York nel 2011, la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni ha scelto di rispondere alla satira dissacrante del musical con ironia e apertura, invitando gli spettatori a conoscere il testo originale che ha ispirato lo show.
L’episodio milanese conferma ancora una volta la natura unica di The Book of Mormon: uno spettacolo capace di far ridere, provocare e generare dialogo, senza mai scadere nello scontro. Un musical che, pur giocando con i codici della religione organizzata, ha sempre suscitato reazioni intelligenti e sorprendenti anche da parte dei diretti interessati.
In scena al TAM Teatro Arcimboldi Milano fino al 21 dicembre 2025, The Book of Mormon continua così a dimostrarsi non solo un fenomeno teatrale globale, ma anche un caso culturale capace di trasformare la satira in occasione di incontro, curiosità e confronto.

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“Kimberly Akimbo” a Londra il prossimo anno

La versione europea di “Kimberly Akimbo” debutterà all’Hampstead Theatre di Londra il prossimo autunno, dopo il grande successo ottenuto negli Stati Uniti.
Il musical, scritto da David Lindsay-Abaire con musiche di Jeanine Tesori, arriverà a Londra in una nuova messa in scena diretta da Michael Longhurst. Il regista è già noto al pubblico dell’Hampstead Theatre grazie a lavori come Caroline, or Change, Between Riverside and Crazy e Gloria. Più recentemente, la sua apprezzata produzione di Next to Normal, candidata agli Olivier Awards, ha fatto il salto nel West End dopo aver registrato il tutto esaurito al Donmar Warehouse.
Al centro della storia c’è Kimberly Levaco, che sta per compiere sedici anni ma dimostra un’età molto più avanzata a causa di una rara condizione genetica che accelera il processo di invecchiamento. La sua vita cambia quando conosce Seth, un ragazzo della pista di pattinaggio locale, facendo emergere emozioni inaspettate.
Il musical ha conquistato cinque Tony Awards nel 2023, tra cui quelli per Miglior Musical, Miglior Partitura e Miglior Libretto.
Lo spettacolo aprirà ufficialmente venerdì 28 agosto e resterà in cartellone fino a sabato 7 novembre.

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